Byron York – L’agenda legislativa di Joe Biden, cioè l’agenda dei liberal-progressisti, è morta!

Byron York’s Daily Memo – L’AGENDA DI JOE BIDEN È MORTA, MORTA, MORTA.

Quello che rimane dell’agenda di e Joe Biden è morto in silenzio, domenica 6 febbraio, a malapena notato dai media ossessionati dall’Ucraina, da Joe Rogan e dal perché Stacey Abrams non abbia indossato una mascherina in una foto diventata virale su Twitter.

Il momento preciso della morte è arrivato alle 9:13 a.m. EST, quando il senatore democratico Joe Manchin è apparso nel programma State of the Union della CNN. Il conduttore Jake Tapper ha chiesto notizie riguardo al Build Back Better Act, il massiccio programma di spesa spesso indicato come il “fulcrodell’agenda Biden, che si è arenato al Senato alla fine dello scorso anno dopo che lo stesso Manchin si era rifiutato di approvarlo. (Anche la collega democratica senatrice Kyrsten Sinema aveva posto delle riserve).

Build Back Better – è morto?” ha chiesto Tapper. “C’è qualche possibilità che ritorni con il suo sostegno?

“Beh, il Build Back Better, come è stato presentato negli ultimi sette, otto, nove mesi – quel disegno di legge non esisterà più, Ok?” ha risposto Joe Manchin. Per un momento, Manchin ha lasciato la porta aperta alla possibilità di considerare “pezzi” della legislazione, ma poi ha dato il colpo di grazia: “I Democratici non possono far approvare la legge passando per il Senato“, ha detto Manchin, eliminando gli ostacoli per accorciare il processo di approvazione della commissione ed impedire ai Repubblicani di prendervi parte.

“La mia più grande preoccupazione, e la mia più grande opposizione – è che il disegno di legge non è passato attraverso questo processo”, ha detto Manchin. I Repubblicani dovrebbero avere almeno l’opportunità di dare il loro contributo. Avrebbe dovuto passare attraverso il comitato. Questi sono cambiamenti importanti. Cambierà la società per come la conosciamo. E per questi cambiamenti, ci dovrebbe essere almeno un’udienza. Ci dovrebbe essere una revisione. E poi avremo un prodotto migliore, sia che i vostri amici dall’altra parte lo votino o meno. Ma devono poter dare il loro contributo”.

Questo è tutto. I Democratici non controllano la maggioranza dei seggi al Senato. L’unico maniera in cui speravano di ottenere il Build Back Better attraverso un Senato 50 a 50 era quella di bypassare quello che viene chiamatoregular order” e spingerlo avanti senza alcun diritto di replica da parte dei Repubblicani. Ma una volta che Joe Manchin non ha accettato di prendere parte a questo gioco, il destino del Build Back Better Act è stato segnato.

Il Regular Order nel contesto del Congresso degli Stati Uniti si riferisce all’applicazione semi-rigida o rigorosa delle procedure di deliberazione nelle commissioni parlamentari o nelle sottocommissioni, comprese le opportunità di tenere udienze col pubblico e/o lo svolgimento di votazioni plurime. Tali processi sono progettati per promuovere delle forme di decisione basate sul consenso più largo possibile, in particolare in termini di promozione del compromesso con i punti di vista della minoranza parlamentare. Questa procedura ordinaria può però essere in qualche modo aggirata organizzando delle task-force che la leadership della maggioranza gestisce direttamente, tentando di ridurre la capacità di proporre emendamenti da parte dell’opposizione e/o accorciando la durata della discussione di un provvedimento.

È difficile ingigantire le già enormi ambizioni che i Democratici riponevano in questa legislazione. Sì, avevano già approvato una legge da 1,9 trilioni di dollari per i “ristori-COVID” che finanziava molto di più dei semplici ristori. E Sì, avevano già approvato una legge “bipartisan” sulle infrastrutture da 1,2 miliardi di dollari che finanziava sia le solite cose come le strade e i ponti ma che estendeva anche la definizione tradizionale di cosa sia una “infrastruttura”.

Ma Build Back Better avrebbe realizzato i sogni progressisti che avevano animato molti attivisti Democratici durante la campagna presidenziale del 2020. Un’analisi del New York Times dello scorso settembre aveva detto che la legge avrebbe toccato praticamente la vita di ogni singolo americano, dal concepimento fino all’infermità avanzata“. Ed in effetti, avrebbe fatto proprio questo, attraverso l’espansione di Medicaid, il congedo medico e familiare retribuito, dei sussidi per l’assistenza all’infanzia, per il c.d. pre-K (il programma per la scuola materna, n.d.r.) universale, l’alimentazione scolastica, i college comunitari gratuiti e garantito, l’espansione dei crediti d’imposta per i figli, le misure climatiche, la formazione dei lavoratori, l’espansione di Medicare con inclusa la copertura assicurativa per andare dal dentista, dall’otorino e anche dall’oculista, l’assistenza sanitaria a domicilio ed altro ancora – tutto finanziato con tasse più alte e/o con il ricordo all’indebitamento dello Stato.

La legge, amavano dire i Democratici, sarebbe statatrasformativa“. Ma di nuovo: I Democratici non controllano la maggioranza dei seggi al Senato. Con l’opposizione dei Repubblicani, uniti, hanno proposto di farla approvare attraverso ogni sorta di manovra pur di spingere Build Back Better attraverso il Senato senza un ampio sostegno bipartisan. Ma, alla fine, Joe Manchin ed altri hanno messo in dubbio che gli elettori volessero veramente così tanto che le loro vite venissero “trasformate” attraverso una serie di giochi parlamentari.

Così il progetto di legge si è arenato a dicembre. Dopo il suo crollo, il 20 dicembre, il leader della maggioranza Chuck Schumer ha scritto una rabbiosa lettera al “caro collega” in cui incolpava Joe Manchin per la situazione e in cui giurava di costringere ogni senatore a votare, “in ogni sua parte”, la legge all’inizio del 2022.

“I senatori dovrebbero essere consapevoli che il Senato prenderà in considerazione il Build Back Better Act, molto presto, già nel nuovo anno, in modo che ogni membro di questa Camera abbia l’opportunità di rendere nota la propria posizione nell’aula del Senato, non solo in televisione”, aveva scritto Chuck Schumer, in un chiaro riferimento alla passione di Joe Manchin per le telecamere. “Continueremo a votare finché non otterremo qualcosa“.

Sembrava dura, ma alla fine pure Chuck Schumer ha fatto marcia indietro. Il nuovo anno è arrivato, e se ne sta già andando senza un voto del Senato sul Build Back Better Act. Non c’è ancora stato, né ci sarà nelle settimane e nei mesi a venire. Quando questo è diventato dolorosamente chiaro, Chuck Schumer ha rivolto la sua attenzione al tentativo di usare di nuovo le manovre parlamentari per far approvare una legge proposta dai Democratici sulle procedure di voto ed ha fallito anche in quello. Il motivo: mi dispiace essere un disco rotto, ma i Democratici non controllano la maggioranza dei seggi al Senato.

Poi è arrivata la dichiarazione di Joe Manchin. Build Back Better è finito, e con esso ilpezzo fortedell’agenda di Biden.

Ora, questo è un anno di elezioni, e Joe Biden ha deciso di viaggiare per il paese cercando di convincere la gente che ha già fatto grandi cose per loro. “Uscirò più spesso da questo posto”, ha detto Biden nella sua conferenza stampa del 19 gennaio, riferendosi alla Casa Bianca e a Washington. “Ho intenzione di uscire e di parlare con il pubblico. Farò degli incontri pubblici. Mi interfaccerò con loro. Farò il punto su quello che abbiamo già fatto, sul perché è importante, e su quello che faremo se – cosa succederà se sosterranno quello che voglio fare”.

Quando un politico, ostacolato dal Congresso, dice che si rivolgerà al pubblico ed enfatizzerà ciò che ha realizzato, questo è un buon segno che non farà più nulla. E naturalmente, se i Democratici perderanno il controllo sia della Camera che del Senato a novembre, non ci sarà più alcuna agenda legislativa di Biden. Potrà fare dei progressi solo qualora i Democratici siano disposti a lavorare con i Repubblicani, ma non altrimenti. Per andare da solo, i Democratici dovranno mantenere la loro maggioranza alla Camera e vincere effettivamente la maggioranza dei seggi al Senato.

Ma questo dipende dal futuro. Ora, per un breve momento, Joe Manchin ha emesso la dichiarazione di morte su ciò che resta dell’agenda di Biden. C’erano sogni audaci e progressisti. C’erano promesse di azione. C’erano speranze di “trasformazione”. E ora sono morti, morti, morti.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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