New York Post – I camionisti canadesi stanno iniziando una rivoluzione della classe operaia – e per questo la Sinistra li odia

I camionisti canadesi stanno iniziando una rivoluzione della classe operaia – e per questo la Sinistra li odia.

Tratto e tradotto da un articolo d’opinione di Glenn H. Reynolds per il New York Post.

E così stiamo finalmente assistendo ad una vera e propria rivoluzione dal basso (verso l’alto) della classe operaia. In Canada, e sempre più negli Stati Uniti, i camionisti ed altri cittadini si rifiutano di seguire gli ordini del governo, dicendo ai potenti che, in una formulazione popolare “di sinistra”, se non c’è giustizia, non si sarà pace“.

Naturalmente, la Sinistra odia tutto questo.

Per più di un secolo, la Sinistra ha sempre parlato di una rivolta simile a questa. Ma se avete prestato davvero attenzione, il ruolo effettivo della classe operaia nella loro “rivoluzione operaia” non era quello di prendere le redini della situazione – ma era solo quello di fare ciò che le veniva detto di fare dall'”avanguardia intellettuale” della Sinistra.

Una rivoluzione della classe operaia – ma che è guidata dalla classe operaia è il peggiore incubo della Sinistra perché la classe operaia non vuole quello che vuole la Sinistra. La classe operaia vuole posti di lavoro, un’economia stabile, delle strade sicure, una inflazione bassa, delle scuole che insegnino qualcosa ed una politica estera conservatrice e non avventurosa che non faccia uccidere un sacco di gente della classe operaia. Non è entusiasta della fluidità di genere, della Teoria Critica della Razza, della “Teoria monetaria moderna”, delle avventure all’estero e del taglio dei fondi alla polizia.

Peggio ancora, un’enorme parte dell’immagine che la Sinistra ha di sé stessa ruota intorno al sentirsi superiore alla classe operaia e dall’esprimere apertamente il proprio disprezzo che ha per essa. Basta passare pochi minuti a sintonizzarsi sui media di sinistra come la NPR, la CNN o la MSNBC per sentire il disprezzo per gli americani della classe operaia, abitanti del “flyover country“, gente che vive in mezzo al nulla.

Quindi, naturalmente, l’idea che quelle persone possano organizzare una rivoluzione è una prospettiva intollerabile per la Sinistra.

Ecco perché, anche se legittimano e valorizzano le vere e proprie rivolte e la violenza dei gruppi di Sinistra, la Sinistra diffama ogni movimento di protesta della classe operaia, da prima del Tea Party. In Canada, la stampa ha persino provato a fingere che le migliaia di camionisti che guidavano verso la capitale Ottawa fossero in realtà “agenti russi“. Quando questa narrativa è fallita, la Sinistra è ricaduta nel suo caro vecchio cliché, chiamandoli “fascisti“, “simpatizzanti dei nazisti” e “suprematisti bianchi“.

Ma nessuno ci crede, perché è una bugia ovvia come le affermazioni sui russi. La Sinistra parla di razzismo perché non vuole che la gente si accorga che sta conducendo una guerra di classe.

E quella guerra di classe, che è andata avanti per un paio di decenni tra stagnazione della classe operaia e prosperità dell’upper class, è andata in fibrillazione durante la pandemia.

Con la pandemia di COVID, infatti, abbiamo avuto delle “chiusure” in cui la “classe dei portatili è rimasta a casa “al sicuro” e in smart working, mentre la classe operaia consegnava loro la spesa. Gli stabilimenti per la lavorazione della carne, le linee di distribuzione dei generi alimentari e soprattutto i camionisti sono rimasti aperti, mentre gli studi legali, le università e le organizzazioni dei media hanno chiuso i battenti ed hanno mandato il personale a lavorare da casa.

Per un breve periodo, quei lavoratori non da remoto, sono stati degli eroi. Persino il primo ministro canadese Justin Trudeau aveva detto alla gente di ringraziare un camionista per il suo lavoro. Ma tutto questo non è durato.

Ora che i camionisti ed altre persone della classe operaia stanno spingendo contro le insensate restrizioni anti-COVID che solo la “classe dei portatili” può permettersi di sopportare, sono diventati una “frangia estremista“, una “minoranza marginale“, un gruppo di “suprematisti bianchi“.

Ma non sono nessuna di queste cose.

La parte del “suprematismo bianco” possiamo anche cancellarla. Se il suprematismo bianco fosse una cosa seria, gli uomini della Sinistra – come il simulatore di crimini d’odio Jussie Smollett insegna – non dovrebbero inventarsela.

Per quanto riguarda una “minoranza marginale”, come Justin Trudeau li ha chiamati, Beh, come ha notato Elon Musk in un tweet, se le posizioni del governo canadese avessero avuto un certo sostegno, i camionisti avrebbero dovuto affrontare un numero significativo di contro-manifestanti. Ma questo non è successo. Il governo canadese stesso è la minoranza marginale, con il suo unico sostegno proveniente dai suoi fedeli leccapiedi nei mass media.

Negli Stati Uniti, nel frattempo, Joe Biden – che una auto-proclamatasi “cabala” di mass media, giganti della tecnologia e personaggi politici si è organizzata per mettere in carica poco più di un anno fa – è nel territorio del “peggior presidente di sempre“, secondo i sondaggi di Rasmussen e di Gallup.

Il sondaggio di Gallup mostra che la soddisfazione degli elettori ha toccato un “cupo” nuovo minimo, mentre Rasmussen ha scoperto che il 54% degli elettori vede Joe Biden come il peggiorepresidente nella memoria recente.

“Collettivamente, la soddisfazione all’inizio del 2022 in una varietà di temi è così negativa come non lo è mai stata in due decenni di misurazioni di Gallup“, ha dichiarato il sondaggista. E nell’altamente rispettato General Social Survey, la felicità degli americani ha raggiunto i minimi storici.

Ancora una volta, la principale fonte di sostegno di Biden è la stampa, che sosterrà sempre un Democratico, specialmente in un’ottica di opposizione della classe operaia.

Ma come ha notato l’utente di Twitter Greg Price: “Se i camionisti lasciassero il loro lavoro, la società crollerebbe immediatamente. Se i politici lasciassero il loro lavoro, il mondo diventerebbe un posto migliore. Abbiamo bisogno dei camionisti più di chiunque altro”.

I camionisti l’hanno capito. In questo momento Justin Trudeau e Joe Biden si preoccupano dei camionisti che scendono in piazza. In realtà, dovrebbero preoccuparsi più che i camionisti restino a casa.

Glenn Harlan Reynolds è professore di diritto all’Università del Tennessee e fondatore del blog InstaPundit.com.


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