Marjorie Taylor Greene: Una “guerra civile” interna al Partito Repubblicano è necessaria

Marjorie Taylor Greene dice che una “guerra civile” interna al Partito Repubblicano è necessaria.

Tratto e tradotto da un articolo di Kerry Picket per il Washington Times.

La deputata Marjorie Taylor Greene non ha bisogno certo di scuse per criticare abitualmente i suoi colleghi Repubblicani, sostenendo che una “guerra civile” interna al GOP non necessariamente andrebbe a danneggiare il Partito Repubblicano. Infatti, la repubblicana della Georgia sostiene che tale battaglia è necessaria se i conservatori vorranno avere una maggiore partecipazione nel partito.

La signora Greene, in un’intervista con il comitato editoriale del Washington Times la scorsa settimana, ha detto che su alcune questioni, non c’è altra scelta che mettersi contro altri membri nel proprio stesso Partito.

A nessuno piace vedere la gente litigare, e noi dovremmo sostenerci l’un l’altro – rispettare ed obbedire all'”undicesimo comandamento” di Ronald Reagan. Ma se vogliamo veramente fermare l’assalto alle nostre libertà e fermare quello che sta succedendo al nostro paese, dove l’America può essere svenduta al resto del mondo”, ha detto la signora Greene. “Dobbiamo appoggiarci a questa guerra civile nel GOP“.

La dichiarazione della signora Greene arriva mentre i membri del Comitato Nazionale Repubblicano venerdì hanno censurato la rappresentante Liz Cheney del Wyoming ed il rappresentante Adam Kinzinger dell’Illinois per la loro partecipazione come membri del comitato selezionato della Camera che indaga sull’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.

“Se siamo disposti ad andare in battaglia sulle idee e per le politiche che effettivamente sosterranno il nostro paese, la nostra base e le persone che ci votano per accedere ai pubblici uffici, allora possiamo diventare la conferenza, e possiamo diventare il partito che sta effettivamente andando a risolvere i problemi e a servire quelle stesse persone che ci mandano per farlo”, ha detto.

La Repubblicana della Georgia è una candidata molto popolare che ha corso per la prima volta nel 2020. Ha schiacciato i suoi avversari alle primarie e poi il suo sfidante repubblicano al ballottaggio prima di travolgere il candidato democratico, che si è ritirato ufficiosamente dalla corsa per eleggere il successore del deputato uscente Tom Graves per il seggio del 14° distretto congressuale, anche lui rappresentante per il GOP da cinque anni.

“Ecco perché qualcuno come me, anche se sono una matricola del Congresso, deve entrare e dire: ‘Ecco dove sbagliate, ecco dove avete sbagliato‘, ed indicare dove non state sostenendo le persone che dite di sostenere. Se sei stato qui per 20 anni o più, ti sto dicendo che hai deluso tutti noi”, ha detto.

Le sue battaglie all’interno del GOP includono scontri con la signora Liz Cheney, il signor Adam Kinzinger, la rappresentante neoeletta Nancy Mace della South Carolina, il rappresentante Dan Crenshaw del Texas e lo stratega repubblicano Karl Rove. Ha persino ipotizzato che il leader della minoranza della Camera Kevin McCarthy della California non avrà i voti per essere eletto Speaker se i Repubblicani riconquisteranno la maggioranza a novembre.

Né la deputata né i suoi critici all’interno del Partito sono stati timidi nel rendere pubblici i loro disaccordi, nonostante la massima spesso ripetuta da Reagan che “Non parlare male di nessun compagno repubblicano”.

Amo Ronald Reagan. Penso che sia stato un grande presidente, ma… non credo nel suo “undicesimo comandamento“. Credo solo nei Dieci. Questi sono i comandamenti in cui credo, e dire che non possiamo criticarci l’un l’altro è solo un modo per essere morbidi ed andare verso il fallimento perché la verità è che il ferro affila il ferro“, ha detto.

Karl Rove ha detto l’anno scorso che la signora Greene rappresentava un “problemaper il GOP, mentre Dan Crenshaw, più recentemente, ha rigettato indietro le accuse della signora Greene – definendola “un idiota” – per aver criticato le sue credenziali conservatrici per i commenti che ha svolto sulle politiche di contenimento del COVID-19.

I Repubblicani hanno lottato per venire a patti con lamatricola del Congresso” sin dall’inizio del 117° Congresso nel gennaio del 2021, quando i Democratici le hanno dato il benvenuto a Washington chiedendo alla leadership del GOP di rimuoverla dai comitati a cui era stata assegnata per i commenti ritenuti “offensivi” che erano stati pubblicati sulla sua pagina Facebook.

I Repubblicani – che solo due anni prima avevano rimosso l’allora deputato Steve King, repubblicano dell’Iowa, dalle sue commissioni dopo che aveva fatto commenti discutibili sul “suprematismo bianco” ed il “nazionalismo bianco” – avevano respinto le richieste dei Democratici.

Ma i Democratici alla fine hanno usato la loro maggioranza parlamentare per rimuovere la signora Greene dalle sue commissioni, rendendola la prima legislatrice della minoranza ad essere privata dei suoi incarichi dalla maggioranza.

11 Repubblicani avevano votato con i Democratici per rimuovere la Repubblicana della Georgia dalle commissioni, e 3 di loro avevano votato per l’impeachment dell’ex presidente Donald Trump.

Dall’estromissione dai comitati, la signora Greene ha usato il suo tempo in ufficio per diventare la “piantagrane non ufficiale” di Capitol Hill, servendo come un’instancabile ed irritante e “spina nel fianco sia della maggioranza Democratica che di più di qualche Repubblicano. Ha gettato sabbia negli ingranaggi dell’agenda dei Democratici ponendo abitualmente delle “mozioni di aggiornamento” prima dei voti importanti del calendario legislativo dei Democratici, mozioni che hanno costretto l’intera Camera del Rappresentanti per fermare qualsiasi cosa stesse facendo per richiamare i membri alla parola per un voto per appello nominale.

La tattica legislativa da guerriglia“, che ha fatto arrabbiare i Democratici che tenevano i martelletti durante le audizioni delle commissione interrotte, ha anche infastidito alcuni Repubblicani che hanno visto i loro programmi interrotti dalle mozioni “a sorpresa”. Ma la sig.ra Greene vede il suo metodo non convenzionale come un simbolo critico degli elettori verso i suoi colleghi legislatori circa i valori dell’attuale Partito Repubblicano.

Sono così ingenui. Sono così fuori dal mondo che stanno ancora dicendo: ‘Oh, era un ostacolo. Non è questo il Partito Repubblicano. Torneremo ad essere il Partito Unico con i Democratici, dove lavoreremo tutti quanti assieme e svenderemo l’America al resto del mondo“, ha detto.

Molte volte mi sento come se fossi l’unica qui a dirlo perché tutti gli altri preferiscono cantare ‘Kumbaya‘ alle conferenze e chiamarsi l’un l’altro con tutti questi nomi e cose, e questo mi fa stare male“.


WashingtonTimes.com

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