Axios – La creazione di un moderno Partito Repubblicano

La creazione di un moderno Partito Repubblicano.

Tratto e tradotto da un articolo di Jonathan SwanLachlan Markay per Axios.

Le strade per raggiungere il potere e vincere le elezioni all’interno del Partito Repubblicano stanno cambiando rapidamente e radicalmente, creando una nuova generazione di kingmakers, mentre diminuisce il peso di molti che avevano dominato il Partito per anni.

Perché è importante: Quattordici dei migliori consulenti ed operatori del Partito Repubblicano in tutto il paese hanno parlato nel dettaglio con Axios di quanto profondamente siano cambiate le elezioni primarie dal 2014 – cioè le ultime elezioni di midterm prima dell’avvento di Donald Trump e anche le ultime midterms in cui un democratico ha occupato la Casa Bianca.

Cosa abbiamo scoperto: Queste fonti – i cui membri spaziano da Trumpiani a repubblicani dell’establishment – hanno descritto un chiaro cambiamento nei mediatori del potere politico nel partito. Hanno parlato di cambiamenti nell’ecosistema attraverso quattro categorie: sconvolgimento istituzionale, approvazioni, media conservatori e donatori.

Axios ha concesso loro l’anonimato in modo che potessero parlare con un grado di candore che non è possibile a causa delle relazioni personali e commerciali. Ecco cosa ci hanno detto:

Chi aveva in mano il potere:

  • La Camera di Commercio degli Stati Uniti
  • La NRA
  • La rete della famiglia Koch
  • La Heritage Action
  • Il The Drudge Report
  • Il National Review
  • Gruppi del movimento conservatore come Tea Party Express, FreedomWorks ed il Senate Conservatives Fund.

Chi ha in mano il potere ora:

  • Donald Trump
  • Tucker Carlson
  • La Famiglia e gli ex aiutanti di Donald Trump
  • Fox News
  • Il Club for Growth
  • Il Daily Wire
  • Breitbart News
  • Influencer online tra cui Candace Owens, Ben Shapiro, Dan Bongino, Joe Rogan, Jack Posobiec, Charlie Kirk e Marjorie Taylor-Greene.
  • Steve Bannon
  • The Susan B. Anthony List (no-profit)

Tra le righe: La maggior parte di questi cambiamenti non sono stati graduali. Sono stati innescati dall’onda d’urto del 2016.

Gran parte del GOP istituzionale o “di establishment” ha lavorato contro Donald Trump nel 2016. Gran parte del peso che credevano di avere e che le loro approvazioni portassero con sé è evaporato quando gli elettori hanno visto in tempo reale come Donald Trump non avesse affatto bisogno di loro ed alla fine li ha cancellati. Un consulente di alto livello ha commentato: “Non avresti mai detto che questi gruppi erano in realtà delle “tigri di carta” – a meno che tu non abbia mai corso contro uno di loro”.

LA SUCCESSIONE NELLE ISTITUZIONI

Diversi titani istituzionali del GOP fino al ciclo del 2014 si sono ora ridimensionati.

La rete della famiglia Koch: La vasta operazione messa in piedi dai fratelli miliardari Charles e David Koch era quasi un Partito Repubblicano parallelo. I candidati ed i loro consulenti si presentavano regolarmente ai ritiri dei donatori Koch e si preoccupavano di come i Koch li considerassero.

  • Ma le sue rotture di alto profilo con Donald Trump su questioni come l’immigrazione ed il libero scambio hanno polarizzato gli atteggiamenti del Partito Repubblicano verso quella rete che lavorava nei corridoi della politica, specialmente sul fronte della politica estera e sulla riforma della giustizia penale, e sulla tradizionale lotta coltro l’aumento delle tasse e delle regolamentazioni.
  • David Koch è morto nel 2019, a 79 anni; Charles ha oggi 86 anni.
  • Il braccio politico della rete della famiglia Koch dice che ha battuto ogni record nel 2020, registrando quasi 60 milioni di contatti con gli elettori in 272 competizioni elettorali, con un tasso di vittorie pari al 78%. Nonostante questa impronta, nessuno degli operatori che abbiamo intervistato ha considerato però il sostegno dei Koch importante nel 2022.

La Camera di Commercio degli Stati Uniti: Nel 2014, la Camera di Commercio era stata pesantemente coinvolta nelle primarie repubblicane. I “Repubblicani della Camera” avevano gareggiato contro i “Repubblicani del Tea Party”, rivendicando un maggiore appeal per la comunità imprenditoriale rispetto ai conservatori che stavano insorgendo ed anche migliori prospettive nelle elezioni generali.

  • Un’approvazione da parte della Camera di Commercio era come il gold standard all’epoca e veniva assieme all’aspettativa di un significativo supporto finanziario esterno. In questi giorni, la maggior parte dei Repubblicani alle primarie – comprese le figure dell’establishment – vogliono stare il più lontano possibile dalla Camera di Commercio.
  • “La Camera di Commercio degli Stati Uniti non è il braccio di un partito politico”, ha detto ad Axios un portavoce del gruppo imprenditoriale. “Siamo un’associazione che promuove le priorità della comunità imprenditoriale che guidano la crescita economica. Su questo fronte stiamo facendo abbastanza bene: la riforma fiscale è legge, le infrastrutture sono legge, e Build Back Better non è legge”.
  • Le donazioni dirette della Camera di Commercio ai candidati politici sono rimaste abbastanza costanti da allora, secondo i dati di OpenSecrets, ed ha anche rafforzato la sua operazione di advocacy digitale.
  • Durante lo scorso anno, il Partito Repubblicano ha praticamente bandito la Camera di Commercio a causa del suo maggior sostegno ai Democratici. Il leader della minoranza della Camera Kevin McCarthy ha detto che non vuole avere niente a che fare con loro se il GOP ribalterà la Camera. Ed anche i candidati alle primarie del GOP si tengono ben alla larga da loro.
  • “Se la Camera di Commercio degli Stati Uniti ti chiama e ti dice ‘vogliamo appoggiarti’, tu sei tipo: ‘per favore non fatelo'”, ha detto un consulente del GOP che lavora per alcuni dei Repubblicani di più alto profilo del paese.

I gruppi del movimento conservatore: Alcuni dei marchi più ricercati della Destra prima di Trump oggi non sono più considerati importanti.

  • Nel 2012, i contendenti alle primarie ambivano agli endorsement del Tea Party Express, di FreedomWorks e del Senate Conservatives Fund (SCF). Nelle primarie del Senato del Nebraska del 2014, i Repubblicani l’hanno considerato quasi un “colpo di stato” quando FreedomWorks tolse l’approvazione a Shane Osborn e cambiò il suo sostegno in favore di Ben Sasse.
  • Un consulente del GOP che ha lavorato in quei cicli elettorali – e che oggi lavora per alcuni dei più importanti Repubblicani che competono nelle primarie del 2022 – ha ricordato: “Le persone mettevano questi appoggi nei loro annunci: “appoggiato da Tea Party Express“, “appoggiato dal Senate Conservatives Fund“. Voglio dire, pensate a quanto era selvaggia come cosa in relazione a oggi…”
  • “Quando si corteggia una di queste organizzazioni conservatrici di Washington, oggi, non è affatto per gli elettori”, ha proseguito il consulente. Mentre allora il loro marchio era importante per gli elettori, oggi è più come “speriamo che ti aiutino a raccogliere un po’ di soldi, o che ti permettano di arrivare di fronte ai loro donatori”.
  • Il presidente del Senate Conservatives Fund, Mary Vought, ha respinto questa analisi, dicendo: “La nostra approvazione è ricercata ora più che mai perché i candidati sanno che facciamo il duro lavoro di raccogliere fondi per le loro campagne. Alcuni gruppi danno loro solo un comunicato stampa, ma il nostro fondo effettivamente raccoglie e trasferisce centinaia di migliaia di dollari direttamente alle loro campagne”.
  • FreedomWorks ha detto di avere “una discreta media di diverse interviste ai candidati a settimana” in questo ciclo elettorale. “I candidati ed i consulenti vengono da noi perché sono interessati sia alla nostra approvazione che alla forza della base che portiamo sul tavolo”, ha detto Mac Stoddard, direttore politico del gruppo, in un’intervista.

La NRA: Nella sua campagna per diventare governatore della Virginia, Glenn Youngkin ha rifiutato persino di compilare il famoso “questionario del candidato” dell’NRA. Di conseguenza, l’NRA non lo ha appoggiato. Nessuno sembrava preoccuparsene, e lui ha vinto lo stesso la corsa.

  • La famosa organizzazione per i diritti delle armi da fuoco sottolinea le sue “vittorie al ribasso” in Virginia, dove ha sostenuto il procuratore generale Jason Miyares e la vice governatrice Winsome Sears, così come i candidati che hanno aiutato il GOP a ribaltare la Camera statale. È anche rimasta attiva nelle lotte politiche e giudiziarie, compreso il suo sforzo di successo per affossare la nomina di Biden del capo dell’ATF l’anno scorso.
  • Il gruppo dice che i candidati continuano a presentarsi nella speranza di ottenere un’approvazione – ed il sostegno dei suoi milioni di membri.
  • Gli addetti del GOP riconoscono la continua influenza dell’NRA, ma dicono che è ormai l’ombra di se stessa a causa in larga misura delle sue ben documentate lotte contro i problemi finanziari e gestionali.
  • Gli addetti ai lavori hanno detto che però amano che i loro candidati abbiano il timbro di approvazione della NRA – ma che sono finiti i giorni in cui la lobby delle armi aveva il denaro ed il potere organizzativo per rappresentare un reale cambiamento nella politica repubblicana.

Le Istituzioni che contano ancora: Le relazioni tra molti candidati e gruppi politici sono ora esplicitamente transazionali. Un importante consulente che sta lavorando per i candidati in diverse primarie del GOP in questo ciclo consiglia ai suoi clienti, quando si incontrano con i gruppi conservatori, di chiedere specificamente in che modo viene fornito il loro appoggio.

  • “Cosa fornite? Bussate alle porte? Facilitate l’inserimento nelle schede elettorali? Fate dei corsi per insegnare a votare agli elettori? Seguite i miei avversari alle primarie?”, ha detto il consulente. “Perché onestamente, se [solo] si presenta con ‘Sono stato appoggiato da FreedomWorks‘… allora finisce per essere troppo lavoro e troppi problemi per un ritorno dell’investimento”.
  • I gruppi che contano ancora sono quelli che possono offrire dei benefici tangibili: Hanno soldi da spendere o personale e volontari per organizzare gli elettori. I loro marchi non contano più, hanno detto gli operatori.
  • Quasi ogni operatore del GOP intervistato da Axios ha detto che il Club for Growth rimane rilevante per una ragione: Hanno un sacco di soldi e sono disposti a spenderli nelle primarie repubblicane.
  • Gli operatori hanno anche individuato il gruppo anti-aborto Susan B. Anthony List come un’organizzazione che vale ancora la pena di corteggiare. “Hanno i soldi, hanno le persone, hanno il radicamento sul territorio… questo conta”, ha detto un altro consulente di riferimento per molti candidati del GOP nel 2022.
  • Gli operatori pensano allo stesso modo anche per quanto riguarda il sostegno della leadership. Il sostegno di Kevin McCarthy alla Camera e di Mitch McConnell al Senato comporta ancora notevoli vantaggi finanziari.
  • Ma con gli indici di approvazione di Mitch McConnell particolarmente bassi tra la base elettorale repubblicana – e con Donald Trump che lo attacca costantemente – i candidati lo stanno sì assiduamente corteggiando, ma in privato, evitando di essere pubblicamente associati alla sua figura.

Conclusioni: Molti marchi del movimento conservatore sono ora l’ombra di quello che erano una volta. Molti dei principali think tank conservatori sostenevano posizioni politiche – come la riforma della previdenza sociale od il libero scambio – che Donald Trump ha cancellato e che ha dimostrato come gli anziani elettori del GOP in realtà non sostengano più.

GLI ENDORSEMENTS

Ogni operatore del GOP ha detto che l’unico endorsement che conta davvero è quello di Donald Trump. Ma ci sono delle sfumature. Il suo endorsement da solo non è sufficiente; conta anche ciò che fa effettivamente per un candidato.

  • “In una elezione primaria, avere Donald Trump come credenziale è buono, ovviamente, ma non serve a un ca*** da solo”, ha detto uno dei principali funzionari del GOP. “Può appoggiare chi vuole ma se è tutto qui, e non hanno molti soldi per promuovere questo appoggio, non hanno molti soldi per sfruttarlo, e lui non viene nello Stato o altro – la gente è abbastanza a suo agio ad amarlo e a non amare chi è con lui”.

Alcuni recenti sondaggi hanno indicato i seguenti limiti. Un recente sondaggio Cygnal, una società di analisi per i candidati del GOP, ha trovato che un probabile elettore su quattro alle primarie del North Carolina ha detto che avrebbe sicuramente votato per un candidato sostenuto da Donald Trump. Mentre un sondaggio di gennaio dell’Atlanta Journal-Constitution ha scoperto che circa la metà dei Repubblicani della Georgia dicono che un supporto da parte di Trump li renderebbe più propensi a votare per quel candidato.

  • Gli operatori del GOP hanno detto ad Axios che l’appoggio di Trump può essere un “game-changersolo se i candidati hanno abbastanza soldi per promuoverlo.
  • “Se ogni elettore delle primarie repubblicane fosse a conoscenza dell’appoggio del presidente Trump”, ha detto un consulente del GOP, “il suo appoggio equivarrebbe quasi ad una nomina. Non riesco a pensare ad una sola volta che sia mai successo prima”.
  • Trump può occasionalmente anche ripulire il campo dagli avversari. In Wyoming, un campo di candidati di discrete dimensioni era schierato per sfidare Liz Cheney. Poi, Donald Trump ha annunciato che avrebbe appoggiato Harriet Hageman e quasi immediatamente tre candidati hanno sospeso le proprie campagne.
  • Se un candidato non può ottenere l’appoggio di Trump, i suoi aiutanti gli suggeriscono subito di dotarsi di una “patina di Trump“, come l’ha chiamata un consulente. Questo è il motivo per cui i candidati repubblicani si stanno dando da fare per assumere ex aiutanti di Trump ed ottenere l’appoggio di ex funzionari di Trump oppure anche dei membri della famiglia Trump.
  • Gli operatori hanno detto che tra gli associati e i membri della famiglia Trump, l’appoggio di Donald Trump Junior è il più prezioso, perché ha il nome Trump e perché farà di più che mandare solo delle email per la raccolta fondi. “Don Junior uscirà davvero, viaggerà e farà campagna per il tuo candidato”, ha detto un operatore.

Gli operatori hanno anche detto che gli appoggi possono essere importanti per conferire credibilità ideologica. Se hai bisogno di convincere gli elettori che il tuo candidato dell’establishment è veramente duro sull’immigrazione, devi avere un appoggio da Ted Cruz o da Tom Cotton oppure anche un elogio da parte di Tucker Carlson o di Stephen Miller può aiutare.

  • Sulla stessa vena, i candidati vanno ancora a caccia di appoggi locali per dare loro credibilità – proprietari di piccole imprese, gruppi di forze dell’ordine, uffici agricoli locali. Glenn Youngkin ha eseguito efficacemente questa strategia nella corsa a governatore della Virginia.
  • Un consulente ha riassunto la cosa in questo modo: “In breve, gli endorsement non contano molto. C’è Trump. Il suo appoggio conta, anche se meno di quanto molti pensano. I migliori conduttori della Fox contano un po’, ma più per la location che offrono ad un candidato che per la loro capacità di avere un impatto sugli elettori.
  • Gli endorsement dei gruppi d’interesse con soldi da spendere contano, ma di nuovo, molto più per i soldi che per qualsiasi altra cosa collegata al gruppo. Alcuni gruppi hanno un’utile importanza simbolica perché il loro stesso nome ha un peso ideologico, per esempio il Fraternal Order of Police. Questo è tutto. Alla maggior parte degli elettori non interessano gli endorsement“.

Conclusione: Gli operatori del GOP che abbiamo intervistato hanno detto all’unanimità che dopo quello di Donald Trump, non piazzano una tonnellata di azioni nel potere degli endorsement per modellare una corsa primaria nel 2022.

I MEDIA CONSERVATORI

Con la frammentazione generale dei media dell’informazione, i media conservatori tradizionali sono stati spodestati nelle elezioni primarie del GOP dai media populisti-nazionalisti della c.d. “New Wave” – e alcune istituzioni un tempo influenti sono morte e sepolte. Il Weekly Standard per esempio ha chiuso.

  • The Drudge Report era in grado di plasmare più cicli di notizie conservatrici con un solo articolo. Oggi, dopo una lunga lotta contro Donald Trump, viene visto con scetticismo, se non addirittura con sfavore, da molti Repubblicani.
  • I Repubblicani erano soliti bramare la copertina del National Review. Ma dopo che la pubblicazione si è opposta a Donald Trump nel 2016, ogni operatore del GOP a cui abbiamo chiesto ha detto ad Axios che oggi è diventata irrilevante nelle primarie del GOP. “Fare la corte al National Review non conta nulla”, ha detto un consulente che segue diversi candidati di alto profilo alle primarie del GOP. “Direi che avreste molta più gente che rimarrebbe disgustata se il National Review scrivesse un pezzo positivo su di voi…”
  • “Non so chi l’abbia detto”, ha risposto il redattore del National Review Rich Lowry ad Axios, “ma vi garantisco che se pubblicassimo un articolo negativo di qualsiasi tipo su uno dei suoi clienti – che sia un articolo di 1.000 parole oppure un breve commento – sentiremmo quella campagna che si opporrà quasi immediatamente”.
  • Rich Lowry ha detto che vede “un elemento di realizzazione dei desideri in alcuni di questi attacchi” alla National Review: “Una frangia vuole che ce ne andiamo, così fingono che sia così, quando in realtà ci leggono da vicino come chiunque altro”.

La Fox domina ancora. Gli operatori del GOP lavorano duramente come sempre per prenotare i loro candidati su un programma della Fox. Andare nei programmi serali in prima serata come Tucker Carlson Tonight, Hannity, e The Ingraham Angle, porta molte donazioni di modico valore e visibilità tra gli elettori delle primarie, ed anche a essere visti da Donald Trump stesso.

  • Fox News è ancora un fornitore molto importante di pubblico conservatore repubblicano che vota alle primarie”, ha detto un operatore. “Non c’è molto che gli si avvicini”.
  • Molti degli operatori hanno anche rivelato che una parte significativa della base elettorale ha perso un po’ di fiducia in Fox News dopo che Donald Trump è sceso in guerra contro la rete dopo che è stata la prima a chiamare la vittoria di Joe Biden in Arizona.
  • Alcuni di questi scontenti fan di Donald Trump si sono rivolti invece alle reti ancora più ferventemente pro-Trump, come OAN e Newsmax. Ma queste due reti affrontano crescenti problemi di distribuzione, poiché i provider le rimuovono dalle loro piattaforme.

Tucker Carlson è il re dell’ala mediatica del GOP – la persona il cui sostegno i candidati alle primarie del GOP vogliono di più e la cui opposizione deve essere disperatamente evitata, perché può spostare i numeri“, nelle parole di un consulente che ha visto l’effetto di Tucker Carlson da vicino.

  • Un operatore ha detto ad Axios che ci sono altre due entità mediatiche che i candidati non vogliono mettersi contro alle primarie del GOP. “Non vuoi Steve Bannon su per il tuo fo***to culo” e “non vuoi Breitbart News su per il culo”. “Queste sono le più importanti”.
  • Diversi operatori hanno distinto tra Tucker Carlson e l’altra star di prima serata della Fox, Sean Hannity. Ogni operatore intervistato da Axios considera Tucker Carlson più influente di Sean Hannity in una primaria del GOP e più pericoloso se attacca i loro candidati.
  • “Ecco perché, quando Tucker fa un segmento su di te, scatta subito l’Allarme Rosso, Ted Cruz è andato nel suo show il giorno dopo implorando perdono“, ha continuato l’operatore. “Non credo di aver visto un conduttore di notizie via cavo più influente nella Destra. Penso che questo includa anche Bill O’Reilly nel suo periodo d’oro. Non credo che Bill O’Reilly abbia mai avuto l’effetto che ha sugli elettori repubblicani Tucker”.

Un importante cambiamento sta accelerando online. Molti elettori delle primarie del GOP ora ottengono le loro informazioni direttamente dagli influencer, tra cui Candace Owens, Dan Bongino, Joe Rogan, Dave Portnoy, Charlie Kirk, Marjorie Taylor Greene, e sui siti web come il Daily Wire di Ben Shapiro e Breitbart Newst, che dominano su Facebook.

  • Il nucleo più duro della base di Trump che dice che le elezioni sono state rubate ascolta la War Room di Steve Bannon – un podcast che è diventato un palco di audizioni per i candidati del GOP ed un luogo che i consulenti dicono essere una “miniera d’oro” per la raccolta fondi digitale dei loro candidati.

Tra le righe: Diversi operatori hanno detto che potrebbero facilmente vincere un’elezione primaria senza aver bisogno di impegnarsi affatto con i media tradizionali. Quando lo fanno, stanno spesso cercando di provocare gli sbocchi che la base del GOP disprezza – come la CNN – per guadagnare credito per strada con gli elettori delle primarie.

Conclusione: Il panorama dei media è così diffuso ora – “frammentato, notevolmente affettato, tagliato a cubetti”, come ha detto un operatore – che gli operatori del GOP non si appoggiano su una sola fonte in generale, o sui media mainstream, nelle primarie.

IL PANORAMA DEI DONATORI

La recente scomparsa dei mega-donatori repubblicani Sheldon Adelson e Foster Freiss è stata significativa di per sé. Allo stesso tempo, nuovi donatori stanno staccando i grossi assegni, con persone come l’investitore tecnologico Peter Thiel ed il magnate delle forniture industriali Richard Uihlein che sottoscrivono da soli i Super PAC di alto valore.

  • Il successo senza precedenti del GOP di Donald Trump nella raccolta fondi retta sulle donazioni di piccolo taglio ha spinto i leader del partito ad investire di più nella ricerca di donatori, nell’acquisizione di liste ed in progetti di raccolta di dati che possono affinare il gioco dei denari lungo tutta la base del partito – e renderlo così meno dipendente dai contributi a sei o sette cifre dei grandi donatori.
  • Mentre i Repubblicani rimangono ancora desiderosi di corteggiare i lobbisti ed i dirigenti aziendali per avere i finanziamenti per la propria campagna, la crescente divergenza del Partito rispetto al taglio delle tasse e dall’agenda di deregolamentazione dell’era Reagan minaccia di dividere ulteriormente il GOP dai suoi patroni aziendali di lunga data.

Axios.com

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