Tucker Carlson: La Cina si chiede come l’America possa essere così stupida ed autolesionista

Solo la Cina beneficerebbe di una guerra degli Stati Uniti contro la Russia.

Questo articolo è adattato dal commento di apertura di Tucker Carlson dell’edizione del 21 gennaio 2022 di “Tucker Carlson Tonight”.

Quando la Washington permanente ed effettiva spinge per la guerra con la Russia, chi ne beneficerebbe? Non ci poniamo mai abbastanza questa domanda. Gli Stati Uniti certamente non ne beneficeranno. Questo è ovvio per chiunque ci pensi per un secondo.

È così palesemente ovvio, infatti, che le persone che stanno spingendo per questa guerra ti denunciano immediatamente come un ‘traditore’ se lo fai notare. Loro stanno tradendo gli interessi del nostro paese, ma in qualche modo sei tu quello “sleale”. “I confini dell’Ucraina sono sacri”. “I nostri confini sono razzisti”. “Zitto, tirapiedi di Putin”.

Ma aspettate per un secondo. Perché è sleale stare dalla parte della Russia ma è leale stare dalla parte dell’Ucraina? Sono entrambi paesi stranieri a cui non importa nulla degli Stati Uniti. Un po’ strano. È tutta una rappresentazione assurda, ma alla fine è tutto quello che hanno.

Il fatto è che l’Ucraina è strategicamente irrilevante per gli Stati Uniti. Nessuna persona razionale potrebbe difendere una guerra con la Russia per l’Ucraina. Nessuno pensa che una guerra del genere renderebbe l’America più sicura, più forte o più prospera. Avete dato un’occhiata alla nostra economia di recente? Livelli pericolosi di inflazione, una forza lavoro allo sbando. Oscillazioni selvaggiamente caotiche nei mercati finanziari, nel caso non l’aveste notato.

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Ebbene, unirsi ad un conflitto nell’Europa dell’Est risolve tutto questo? Ma dai! Certo che No. Peggiorerebbe solo la situazione. Se i neoconservatori non verranno fermati, e presto, gli Americani saranno molto più poveri.

Allora perché lo stanno facendo? Questa è una domanda complessa. La hubris, la stupidità, il pregiudizio, il trucco psicologico dei nostri leader. Massicce campagne di lobbying da parte dei politici ucraini e degli appaltatori della difesa americana. Tutti questi fattori giocano un ruolo in tutto questo. Nessuna tragedia ha una causa sola.

Ma quello che non è affatto complicato è chi ne beneficerebbe del nostro conflitto con la Russia. La Cina ne beneficerà, punto. Il governo cinese è l’unico vincitore certo. Possiamo darvi molti esempi per illustrarvelo, ma considerate le ultime sanzioni economiche che la Casa Bianca ha proposto contro la Russia.

L’amministrazione Biden potrebbe usare qualcosa chiamata Foreign Direct Product Rule per tagliare la fornitura alla Russia di semiconduttori fatti con la tecnologia americana. Questo sarebbe, nella valutazione speranzosa del Washington Post “Potenzialmente, privare i cittadini russi di alcuni smartphone, tablet e console per videogiochi”.

Quindi privare di qualcosa i cittadini russi è un bene, ci dicono, perché i cittadini russi sono cattivi. Ok, ma quali saranno gli effetti a lungo termine su di noi? I russi avranno ancora gli smartphone. Solo che prenderanno i loro componenti da qualche altra parte, cioè dalla Cina. I cinesi hanno già promesso di aiutarli, ed hanno tutti gli incentivi per mantenere quella promessa.

In altre parole, l’amministrazione Biden riuscirà a spingere ulteriormente i nostri due principali rivali globali sempre più vicini ad un’alleanza permanente tra di loro. In che modo questo aiuterebbe l’America? Beh, non lo farà. Nel tempo, è pericoloso, e non solo militarmente.

L’unica ragione per cui il governo degli Stati Uniti può applicare sanzioni internazionali è che il dollaro americano è la valuta di riserva mondiale. Alla Russia e alla Cina questo non piace, ovviamente. Quindi diciamo che abbiano convinto le altre potenze globali che il governo degli Stati Uniti stia abusando del suo monopolio sul controllo monetario. “Se lo fanno a noi, potrebbero farlo anche a voi”, direbbero. E poi che altri paesi abbiano deciso di abbandonare il dollaro americano in favore di una nuova valuta. Questo dove ci porterebbe?

Beh, improvvisamente, gli Stati Uniti non sarebbero più in grado di gestire un’economia basata sul debito. Ci troveremmo impoveriti immediatamente e da un giorno all’altro. Nessuno a Washington ha pensato a questo? Apparentemente, No. Imporre nuove e dure sanzioni qualche mese alla volta alimenta la loro vanità morale. Li fa sentire come persone buone. Che sciocchi che sono.

Entrambi i Partiti, tra l’altro, partecipano a tutto questo. Fare lo sbruffone sulle sanzioni in televisione è molto più facile che migliorare la vita delle persone nel proprio paese. Così è quello che fanno.

Ecco il senatore repubblicano Joni Ernst dell’Iowa che vi dice che proteggere i sacri confini dell’Ucraina è molto più importante che, diciamo, salvare gli americani di Des Moines dall’overdose di droga.

JONI ERNST: “Quindi dobbiamo andare avanti ed imporre sanzioni alla Russia. Ora abbiamo bisogno di mostrare loro che facciamo sul serio e che saremo lì per l’Ucraina se dovessero invadere. Certamente, dobbiamo assicurarci che qualsiasi aiuto difensivo sia messo nelle mani degli ucraini, così come tutto l’aiuto letale che possiamo fornire in questo momento.”

Questi sono i nostri leader, totalmente ignoranti, che leggono solo il copione. Sarebbe bello sentire qualcuno della stampa, perché è il loro lavoro, chiedere l’ovvio seguito, che sarebbe: Perché esattamente, Senatrice Ernst, lei crede che sia così vitale inviare più aiuti letali all’Ucraina e che “andare avanti ed imporre” più sanzioni alla Russia? Perché? Come risponderebbe a questa domanda?

Non sapremo mai come risponderebbe, perché nessuno dei media glielo chiederà mai. I giornalisti sono il più bovino degli animali da allevamento. Se tutti quanti dicono che è una buona idea, danno per scontato che lo sia. I giornalisti la pensano così su tutto, ma specialmente sui conflitti armati.

La guerra più lunga della storia americana si è appena conclusa l’anno scorso, quando abbiamo lasciato l’Afghanistan. Il nuovo tema di consenso a Washington è: “abbiamo bisogno di un’altra guerra, ora“. E questo punto di vista è particolarmente prevalente nei notiziari televisivi. Questo fantino del Teleprompter ha cercato di spingere il nostro segretario di stato che odia la Russia ad odiarla ancora di più.

ANTONY BLINKEN: “Stiamo procedendo in entrambi i passi allo stesso tempo. Saremo pronti. In ogni caso, la scelta è il libro di Vladimir Putin.”

MARGARET BRENNAN: “Ma cosa state negoziando? Se le richieste della Russia non sono iniziali, voglio dire che il presidente Biden ha già detto che l’Ucraina non entrerà presto nella NATO, avete fatto questa offerta di reciproche esercitazioni militari, di cosa è rimasto da parlare?”

Che cosa è rimasto da dire? Troppa diplomazia, signor Segretario, e non abbastanza sangue. Questa è la sua posizione, a quanto pare.

Max Boot del Washington Post è ferventemente d’accordo con tutto questo. A questo punto bisogna che sappiate che ogni progetto nella vita di Max Boot si è tramutato in un disastro, dai suoi affari personali alla guerra in Iraq, che ha promosso all’infinito. Arrivato alla mezza età, Max Boot è inequivocabilmente un fallito. Ma sta cercando un’ultima guerra per redimersi del tutto. Sta pensando che il conflitto con la Russia, armata di armi nucleari, potrebbe essere la guerra che sta cercando.

MAX BOOT: “Dovremmo armare gli ucraini come pazzi. Dovremmo prepararci alla guerriglia. Se i russi entrano e penso che la cosa più importante che possiamo fare in questo momento è stabilire un menu di sanzioni in modo che Putin sappia esattamente cosa gli succederà se andrà oltre la linea. Perché in questo momento, con queste vaghe minacce, può essere lasciato con la sensazione, Beh, forse gli Stati Uniti e gli europei, forse noi no. non faranno davvero nulla.”

Di nuovo, bisogna chiedersi, perché è più patriottico prendere le parti di un paese piuttosto che quelle dell’altro? Non abbiamo alcun obbligo di difendere alcun paese, nessuno di questi due paesi. Nessuno dei due è americano. Nessuno dei due ha i nostri stessi interessi. Perché è sbagliato sostenere uno e non l’altro?

Ciò che è sbagliato è sostenere o l’uno o l’altro. I loro interessi non sono gli stessi dei nostri. Sono molto diversi. A Max Boot non interessa. “Armate gli ucraini, preparatevi alla guerriglia“. Solo un uomo completamente alieno dalle conseguenze della sua sete di sangue potrebbe parlare così. Ci sarà sempre un altro lavoro in qualche think tank per Max Boot o per persone come Max Boot.

Ma qual è la scusa di POLITICO? Il blog politico alla moda, il blog liberal, sta spingendo per la guerra in Ucraina da mesi ormai. Perché? Cosa ci guadagnano? Beh, vediamo.

Qualche giorno fa, POLITICO ha pubblicato questo titolo terrificantePsaki: la Russia potrebbe in qualsiasi momento lanciare un attacco in Ucraina“. Il pezzo continua a promettere che “esperti e politici si stanno preparando ad una serie di escalation“.

Beh, questo suona spaventoso. Faremmo meglio a mandare subito altri miliardi di dispositivi militari in Ucraina. Scorrendo l’articolo, si capisce perché POLITICO sia così coinvolto. Perché la storia èsponsorizzata dalla Lockheed Martin“. Aha! In altre parole, gli appaltatori della difesa pensano che sia giunto il momento di spendere molto di più in contratti di difesa in Ucraina. POLITICO è felice supportare la loro causa in cambio di denaro.

Al Washington Post, potreste aver visto un articolo con questo titolo: “Biden deve dimostrare che gli Stati Uniti sono pronti a sostenere militarmente l’Ucraina, se necessario“. Ora, quel pezzo è stato scritto da un uomo chiamato Michael Vickers. Chi è Michael Vickers, tra le altre cose. Michael Vickers siede nel consiglio di amministrazione dell’appaltatore di armi chiamato BAE Systems.

Questo sembrerebbe rilevante perché la guerra con la Russia sarebbe potenzialmente, in ogni caso, altamente redditizia per BAE Systems. Ma in qualche modo, il Washington Post non si è preoccupato di dirlo ai lettori. È rimasto celato.

Allora, come sembra questo dall’altra parte del mondo? Beh, i cinesi staranno guardando tutto questo con la bocca spalancata, completamente deliziati. Non possono credere alla loro buona sorte. Guardano come l’intera classe dirigente politica degli Stati Uniti corre a tutta velocità verso la direzione sbagliata. Lontano dall’Asia, che è così chiaramente il futuro, e verso il torbido passato ai margini dell’Europa Orientale. L’Ucraina. La Russia.

I cinesi si staranno chiedendo: come può questa gente essere così stupida e così autolesionista?

Tucker Carlson Tonight” è il programma televisivo di punta della rete conservatrice americana Fox News, nemico giurato delle bugie, della superbia, dell’autocompiacimento e del pensiero unico. “Noi facciamo le domande che voi fareste – ed esigiamo delle risposte”. Tucker Carlson è fondatore e caporedattore del “The Daily Caller”, un sito di notizie politiche che ha lanciato nel 2010.


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Tucker Carlson Tonight” è un talk show americano e programma di attualità condotto dal commentatore paleoconservatore Tucker Carlson. Lo show viene trasmesso in diretta da Washington, D.C., su Fox News Channel alle 8:00 P.M. ET nei giorni feriali. Lo show include tipicamente commenti politici, monologhi, interviste e analisi. Ha debuttato come programma nella lineup di Fox News Channel il 14 novembre del 2016. Nel luglio 2020, “Tucker Carlson Tonight” ha battuto il record di programma con il più alto indice di gradimento nella storia delle notizie via cavo degli Stati Uniti, raccogliendo un’audience media di 4,33 milioni di spettatori.

Tucker Carlson è un conduttore di Fox News. Si è unito alla rete nel 2009 come collaboratore. Sostenitore dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si dice anche che abbia influenzato alcune decisioni politiche chiave di Trump stesso. Le sue controverse dichiarazioni su razzismo, immigrazione e femminismo hanno portato al boicottaggio degli inserzionisti contro lo show. Fiero oppositore del progressismo politico, è stato definito un “nazionalista” ed un “paleoconservatore”. È un critico dell’immigrazione. Originariamente sostenitore della politica economica libertaria, ha poi criticato l’ideologia come “controllata dalle banche” ed è diventato un “protezionista”. È anche uno scettico sugli interventi militari all’estero degli Stati Uniti.

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