Tucker Carlson: La nostra attenzione all’Ucraina sta spingendo la Russia ad allearsi con il governo cinese

Non si tratta solo dell’Ucraina, ma del nostro futuro.

Questo articolo è adattato dal commento di apertura di Tucker Carlson dell’edizione del 20 gennaio 2022 di “Tucker Carlson Tonight”.

Non c’è niente di più noioso e prevedibile di un conduttore di notizie via cavo che fa lo show su se stesso. Il narcisismo è per la gente che fa la televisione quello che i polmoni neri sono per i minatori nelle miniere di carbone, e noi facciamo del nostro meglio per evitare di prendercelo. Ma stiamo per rompere la nostra regola e raccontarvi qualcosa di piuttosto interessante che è successo a “Tucker Carlson Tonight” un paio di giorni fa.

Martedì scorso, abbiamo dedicato un segmento del nostro programma alla nazione Ucraina. Ora, l’Ucraina può essere un posto perfettamente piacevole da visitare, ma non pensereste che possa ricevere molta attenzione da una superpotenza come la nostra. L’Ucraina è un paese piuttosto piccolo, in realtà. È nell’Europa Orientale. È a 5.000 miglia da Washington. Ha una popolazione grande quanto lo stato della California. Si potrebbe dire che questo sia uno stato enormemente significativo? Non proprio. Eppure sembra che non smettiamo mai di parlare dell’Ucraina.

Come vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden ha trascorso un’enorme quantità di tempo ad immischiarsi negli affari interni dell’Ucraina e, a causa della sua influenza in quel paese, suo figlio Hunter ha ottenuto un lavoro in una società ucraina e si è arricchito grazie a questo. Poi Donald Trump è stato sottoposto ad un impeachment per aver parlato al telefono con un funzionario, Sì, dell’Ucraina.

Ed ora, da stasera, ci stiamo avvicinando a una guerra per l’Ucraina. Nei prossimi giorni, la Russia potrebbe violare il confine orientale dell’Ucraina, e questo, ci viene detto, non può essere tollerato. A Washington, l’integrità territoriale degli Stati Uniti non significa proprio nulla. I muri sono razzisti. Siamo una nazione di immigrati. Ma l’integrità territoriale dell’Ucraina? Questo è qualcosa per cui dobbiamo lottare.

Un ampio spettro di figure politiche è apparso su tutte e tre le reti via cavo per spiegare che se i russi attraverseranno il confine ucraino, tipo come una carovana di gente senza documenti, abbiamo l’obbligo morale di usare la forza immediatamente.

ADAM SCHIFF, CBS: “Sposteremo più risorse della NATO ancora più vicino alla Russia, non più lontano, se ancora una volta porteranno la guerra in Ucraina.”

ALEXANDER VINDMAN, MSNCB: “Non sarà così semplice. Penso che dovremmo fare molto di più e noi, noi non dovremmo considerare solo una pista diplomatica.”

REP. DAN CRENSHAW, FOX NEWS: “Ci devono essere chiare conseguenze per quello che faranno, perché non siamo riusciti a dissuaderli ed ora si sta invitando ad un conflitto. È una, è una situazione molto brutta e ci siamo lasciati senza molte opzioni come risultato.”

REP. MICHAEL MCCAUL, CNN: “Non credo che stiamo fornendo la deterrenza necessaria per fermare Putin dall’invadere l’Ucraina, il granaio della Russia.”

JOE SCARBOROUGH, MSNBC: “Ed è ora che la Casa Bianca di Biden cominci a parlare più chiaramente e più aggressivamente e a dirci come fermerà questa invasione.”

Oh! Sono tutti rossi in faccia… ma non è il solito coro mono-partitico. Questo è tutto il coro della politica. Avete appena sentito rappresentanti da ogni fazione di Washington, da Adam Schiff a Dan Crenshaw – non così diversi come sembrano – e tutti i fantocci nel mezzo. E tutti loro stanno promuovendo la guerra contro la Russia per conto del nostro nuovo e profondamente amato alleato, il governo dell’Ucraina.

Vladimir Putin è il nostro nemico più pericoloso“, urlano. “Non possiamo permettergli di fare del male all’Ucraina“. Così si scopre che il Russiagate è stato in realtà più efficace anche di quanto ci si renda conto. Il dossier Steele è stato smascherato. Ma a Washington, il tema rimane sempre lo stesso: “Russia, Russia, Russia, la Russia è cattiva“. Di che cosa si tratta, esattamente?

Beh, ovviamente è la solita collezione di bambini che cadono per la solita collezione di bugie, ma perché proprio questa specifica bugia? Martedì, abbiamo cercato di andare in fondo a questo perché sembra che sia importante. Abbiamo parlato con un uomo chiamato Clint Ehrlich. Come Ehrlich ha sottolineato, ci sono molti fattori che ci spingono verso la guerra in Ucraina. Ma uno di questi, uno centrale, è la NATO.

Allora, cos’è la NATO e qual è lo scopo della NATO dalla caduta dell’Unione Sovietica, 30 anni fa, per cui la NATO era stata progettata come il baluardo da contrapporgli? Beh, nessuno può rispondere a questa domanda. Nemmeno una persona.

Eppure le stesse persone che hanno inventato la guerra in Iraq ora insistono che l’Ucraina debba entrare nella NATO in ogni caso. Questo significherebbe schierare il dispositivo militare americano proprio sul confine della Russia, e la Russia non lo vuole più di quanto noi vorremmo i missili russi in Messico. Da qui, la tensione. Ora l’ironia della sorte qui, come ha sottolineato Clint Ehrlich, è che nemmeno la NATO vuole che l’Ucraina si unisca. In altre parole, l’intera faccenda è una follia. Non serve a nessun interesse americano. È l’ennesima crisi fabbricata, ideata da neocon irrequieti ed assetati di potere a Washington che cercano un’altra guerra. Ecco una parte di quello che Clint Ehrlich ci ha detto.

CLINT EHRLICH: “Qui abbiamo persone che stanno sostenendo che anche se i russi non invadono l’Ucraina, noi abbiamo comunque bisogno di invadere e di cacciare i russi dalla Crimea, questo era in un editoriale di un alto funzionario dell’amministrazione Obama questa settimana. E quindi direi che è ancora più semplice di così. Abbiamo a che fare con i nostri guerrafondai, persone poco serie le cui direttive politiche potrebbero avere conseguenze mortalmente gravi. … L’ironia della sorte è che la NATO non vuole nemmeno l’Ucraina, che è un paese corrotto. È più un onere che una risorsa militare. Ma le persone che stanno spingendo tutto questo, semplicemente sostengono che comunque deve accadere, perché la Russia non dovrebbe porre un veto su chi entra nella NATO. In altre parole, anche quando è nel nostro reciproco interesse non avere uno stato nella NATO, dobbiamo insistere che venga incluso solo per far dispetto ai russi.”

Beh, è stata una conversazione interessante, e questi sembrano dei punti giusti. Se sono sbagliati, andate avanti e spiegate come sono sbagliati. Vi ascolteremo. Ma la Washington “ufficiale” ha smesso di spiegare qualsiasi cosa, come avrete notato. Così, invece, gli stessi geni della nostra politica estera che hanno portato i mercanti di schiavi in Libia sono schiumati di rabbia. Non erano così arrabbiati da quando abbiamo preso in giro le tute da volo per le pilotesse incinte. “Il conduttore della Fox parteggia sfacciatamente per la causa di Putin“, ha abbaiato il corrispondente della CNN alla Casa Bianca. “Senza ritegno”, “mostra come i successi della disinformazione dell’intelligence russa si estendono ben oltre a Trump“. “Tucker Carlson è all-in per Putin“, ha notato Bill Kristol, un uomo che non potrebbe nemmeno dirigere una rivista di piccola tiratura, ma immagina di dover gestire la politica estera del nostro paese. E poi un ex contractor del Comitato Nazionale dei Democratici, chiamata Alexandra Chalupa, ha annunciato che queste siano opinioni in aperta violazione della legge. “Questo non è giornalismo“, ha scritto. “È una violazione continua del FARA. Tucker Carlson ha bisogno di essere perseguito come agente non registrato della Federazione Russa e per tradimento ai sensi dell’articolo 3, sezione 3, clausola 1 della Costituzione degli Stati Uniti per aver appoggiato un nemico nella guerra ibrida contro gli Stati Uniti”.

Un reato da pena di morte! Quello che Alexandra Chalupa non ha menzionato, parlando di violazioni del FARA, è che lei stessa ha ampi legami personali con il governo ucraino. Nel 2016, Alexandra Chalupa ha contattato l’ambasciata ucraina in cerca di fango sulla campagna presidenziale di Donald Trump. Ora, dice che chiunque non creda che gli americani debbano morire per l’Ucraina debba essere mandato in prigione.

Il deputato della Virginia Gerry Connolly non è andato poi così distante, ma quasi. Mi ha chiamato “agitatore di destra che vomita propaganda russa in milioni di case americane“. Come un virus. E poi il deputato Eric Swalwell della California, un uomo che ha letteralmente fatto sesso con una spia cinese, apparentemente più volte ed in modi molto strani, era d’accordo con questo. “Portare di nuovo l’acqua di Putin“, ha scritto su Twitter. E poi uno degli speechwriter di Barack Obama ci ha accusato di essere “dalla parte dell’autoritarismo etno-nazionalista“. Etno-nazionalismo…

Quindi, se non sostieni di combattere una guerra per conto di tutta l’Ucraina bianca contro tutta la Russia bianca, tu, amico mio, sei un razzista e così via. Quindi, ciò che è così interessante qui è che non c’era un singolo argomento, non una singola idea in tutto questo. Questi non sono solo troll su Twitter, queste sono persone che si immaginano pesi massimi della politica estera, dei pensatori profondi, degli statisti. Ma quando sono stati sfidati, tutto ciò che hanno saputo fare è stato insultare. Sono saltati subito ad hominem perché non avevano altro. Sono patetici.

Questo dovrebbe preoccuparvi, però, perché possono essere davvero patetici. Purtroppo sono anche molto potenti. Così, alla fine, è toccato alla povera Kamala Harris spiegare perché dobbiamo combattere per l’onore dell’Ucraina. E l’ha fatto al Today Show, il forum dell’amministrazione Biden per i pensieri profondi sulla politica estera. Ecco cosa ha detto.

KAMALA HARRIS: “E sul tema dell’Ucraina, vi dirò che il presidente è stato molto chiaro e noi, come Stati Uniti, siamo molto chiari. Se Putin intraprende un’azione aggressiva, siamo pronti ad imporre dei costi seri e severi. Punto. E vi dirò che parte della posizione che abbiamo assunto è basata sul rispetto e sul valore che diamo alla sovranità e all’integrità territoriale.”

Leggendo i suoi piccoli punti di conversazione con la massima veemenza possibile. Ma il meglio? L’enfasi che mettiamo, il valore che diamo all’integrità territoriale. Confini. Sovranità. Il diritto di determinare chi entra nel tuo paese e quando. Questa è la parola di Kamala Harris, l’attivista delle frontiere aperte.

Quindi come dovrebbe comportarsi Putin? Beh, Putin aveva un’immaginazione migliore, ma a quanto pare non ce l’ha. Dipingerà i carri armati russi ora ammassati sul confine ucraino con lo slogan: “Nessuna persona è illegale”? Cosa direbbe Kamala Harris davanti a questa cosa? Su quali basi direbbe ai russi che vogliono solo una vita migliore con le loro famiglie in Ucraina che non possono venire in Ucraina? Se i russi citassero solo Emma Lazarus, Kamala Harris dovrebbe fare marcia indietro e sostenere loro ed il loro diritto di voto in Ucraina.

Ma purtroppo per loro, i russi sono troppo impostati per fare queste cose. Quando invadono un paese, vanno avanti e la chiamano invasione. Ma bisogna comunque chiedersi, invasione o meno, perché tutto questo sia una nostra profonda preoccupazione? Perché si dovrebbe anche solo considerare di rischiare vite americane o inviare miliardi di dollari per fermarli? Ci sono molteplici guerre di confine in corso in tutto il mondo. Molteplici solo nel continente africano, in questo momento. Ci sono sempre state. Molti stanno morendo in quelle guerre. Eppure, Kamala Harris non si sta agitando per le truppe americane in Congo. Come mai? Possiamo solo speculare, ma quello che sappiamo è che la politica sulla Russia di questa amministrazione avrebbe senso solo se il vostro obiettivo fosse quello di danneggiare gravemente gli Stati Uniti d’America. Abbiamo già speso quasi 4 miliardi di dollari in aiuti all’Ucraina negli ultimi anni, molti dei quali per le armi. Lo scopo di tutto questo è di mettere in difficoltà la Russia e, se necessario, anche di uccidere dei russi. I nostri leader si sentono molto superiori in questo, moralmente. Se ne vantano costantemente. Quindi, è una vittoria per loro.

Ma che dire del costo per il resto di noi e per il nostro paese?

La Cina è la minaccia preminente per gli Stati Uniti. Niente si avvicina alla minaccia che la Cina rappresenta. Ecco la verità: l’esercito degli Stati Uniti, per quanto impressionante, non è abbastanza grande per impegnarsi in modo significativo contemporaneamente sia in Europa che in Asia. Non può fare entrambe le cose allo stesso tempo.

Quindi la nostra attenzione all’Ucraina, di conseguenza, distoglie dalla nostra attenzione verso la Cina. Ma peggio ed ancor più pericoloso di questa cosa, più pericoloso di tutto, spinge i russi in un’alleanza di convenienza o di necessità con il governo cinese. Così qui avete i nostri due più grandi rivali, uniti. Uniti non semplicemente contro il nostro esercito, ma contro la nostra valuta. Quando il dollaro statunitense verrà deposto come valuta di riserva mondiale, questo paese diventerà povero da un giorno all’altro. Questo, quello che state guardando ora, sarà uno dei motivi per cui sarà successo. Quindi è difficile immaginare qualcosa di più significativo o distruttivo di quello che queste persone stanno facendo ora. Non si tratta solo dell’Ucraina, si tratta del nostro futuro.


FoxNews.com

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Tucker Carlson Tonight” è un talk show americano e programma di attualità condotto dal commentatore paleoconservatore Tucker Carlson. Lo show viene trasmesso in diretta da Washington, D.C., su Fox News Channel alle 8:00 P.M. ET nei giorni feriali. Lo show include tipicamente commenti politici, monologhi, interviste e analisi. Ha debuttato come programma nella lineup di Fox News Channel il 14 novembre del 2016. Nel luglio 2020, “Tucker Carlson Tonight” ha battuto il record di programma con il più alto indice di gradimento nella storia delle notizie via cavo degli Stati Uniti, raccogliendo un’audience media di 4,33 milioni di spettatori.

Tucker Carlson è un conduttore di Fox News. Si è unito alla rete nel 2009 come collaboratore. Sostenitore dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si dice anche che abbia influenzato alcune decisioni politiche chiave di Trump stesso. Le sue controverse dichiarazioni su razzismo, immigrazione e femminismo hanno portato al boicottaggio degli inserzionisti contro lo show. Fiero oppositore del progressismo politico, è stato definito un “nazionalista” ed un “paleoconservatore”. È un critico dell’immigrazione. Originariamente sostenitore della politica economica libertaria, ha poi criticato l’ideologia come “controllata dalle banche” ed è diventato un “protezionista”. È anche uno scettico sugli interventi militari all’estero degli Stati Uniti.

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