Jonathan Turley: La Corte Suprema ha risposto agli attacchi dei Democratici ribadendo l’indipendenza del potere giudiziario

“Influenza politica inappropriata”: Il presidente della Corte Suprema John Roberts ha risposto alle minacce contro la Corte Suprema degli Stati Uniti.

Jonathan Turley è “Shapiro Professor of Public Interest Law” presso la George Washington University ed ha servito come consulente durante il processo di Impeachment al Senato. Ha testimoniato come esperto giuridico alle udienze dell’impeachment di Bill Clinton e di Donald Trump.

Si riporta la traduzione dell’articolo, adattato alla comprensione di un pubblico italiano.

Il presidente della Corte Suprema John Roberts ha usato la sua relazione di fine anno alla vigilia di Capodanno per denunciare le minacce che sono state mosse contro la Corte Suprema ed i suoi membri da parte di politici e gruppi di pressione vicini ai Democratici, comprese le minacce di aumentare il numero dei giudici della Corte (c.d. Court-packing) per imporre una maggioranza liberal nel più breve tempo possibile. Roberts si è riferito a tali minacce come a tentativi di esercitare “un’influenza politica inappropriata” sulla Corte in violazione dei nostri valori e delle tradizioni costituzionali.

Abbiamo già discusso sulle crescenti minacce da parte dei leader Democratici secondo cui o la Corte voterà in maggioranza con i giudici liberal sulle questioni “chiave” oppure affronterà delle “conseguenze”, compreso il c.d. Court-packing. Recentemente, la senatrice Elizabeth Warren (Democratica del Massachusetts), un ex professoressa di legge tra l’altro, è diventata l’ultima ad esprimere tali opinioni sconsiderate.

Il c.d. “Court-packing” va ad influenzare la composizione di un tribunale, specialmente nel caso della Corte Suprema degli Stati Uniti, andando ad aumentare il numero di giudici nel tentativo di cambiare così la maggioranza ideologica in seno a quella corte. Sin dal 1869 la Corte Suprema americana è composta da 9 giudici di nomina presidenziale. Il tentativo di court-packing più famoso si ebbe nel 1937, quando il presidente Franklin Delano Roosevelt tentò senza successo di ampliare la composizione della Corte Suprema fino a 15 giudici, proponendo di nominare un nuovo giudice per ogni membro in carica di età oltre i 70 anni che si fosse rifiutato di dimettersi.

Ciò che i politici Democratici chiedono è banalmente di rimpinguare il numero dei giudici presso la Corte Suprema (che sin dal 1869 è di nove giudici) al fine di aggiungere altri quattro nuovi giudici e dare così alla minoranza dei togati di estrazione culturale “liberal” la maggioranza – un proposta politica già a suo tempo bocciata da figure come la defunta giudice Ruth Bader Ginsburg e dal giudice Stephen Breyer, che siede ancora nella Corte.

L’anno scorso, il presidente del Comitato Giudiziario della Camera Jerry Nadler, Democratico di New York, ed il senatore Ed Markey, Democratico del Massachusetts), ed altri si sono presentati di fronte alla Corte Suprema per annunciare un disegno di legge sul Court-packing per dare così ai liberal una maggioranza di un giudice. Questa iniziativa seguiva alle minacce già espresse da vari membri del Partito Democratico secondo cui giudici conservatori avrebbero fatto meglio a votare con i colleghi liberal… altrimenti.

La senatrice Jeanne Shaheen, Democratica del New Hampshire, ha recentemente lanciato un avvertimento alla Corte Suprema: confermare la giurisprudenza della sentenza “Roe vs. Wade” oppure affrontare una “rivoluzione“. Il senatore Richard Blumenthal aveva già avvertito la Corte Suprema che, se avesse continuato a emettere sentenze conservatrici oppure a “scalfire la Roe vs. Wade“, avrebbe innescato “un terremoto per riformare la Corte Suprema“: “potrebbe essere l’allargamento dei numeri della Corte Suprema, come potrebbe essere fare dei cambiamenti alla sua giurisdizione, oppure richiedere un certo numero di voti per abbattere certi precedenti del passato”.

Anche il leader della maggioranza al Senato Chuck Schumer ha dichiarato davanti alla Corte Suprema: “Voglio dirti, Gorsuch, voglio dirti, Kavanaugh, voi avete liberato la tempesta, e ne pagherete il prezzo“.

Da parte sua, la rappresentante Alexandria Ocasio-Cortez, Democratica di New York, ha messo persino in dubbio il valore dell’intera istituzione qualora continui a non dimostrare alcuna intenzione di votare coerentemente secondo le sue opinioni personali o quelle del Partito Democratico: “Quanto ci avvantaggia l’attuale struttura? E non credo che lo faccia”. Elizabeth Warren sembra seguire più il discorso di una Ocasio-Cortez che la riforma che a suo tempo volle Franklin Delano Roosevelt. Roosevelt almeno cercò di nascondere il suo sconsiderato desiderio di aumentare i giudici della Suprema Corte spingendo per adottare una regola basata sui limiti di età. Era una cosa incredibilmente stupida. Quella legge di riforma avrebbe infatti permesso a Roosevelt di nominare fino a sei giudici per ogni membro che avesse avuto più di 70 anni. Invece, la Warren, così come la Ocasio-Cortez, vuole che la base elettorale dei Democratici sappia che lei sta spingendo per ottenere un puro ampliamento dei numeri della Corte Suprema che ribalterà l’attuale maggioranza, senza nemmeno più la pretesa di una regola che fosse “neutrale”. (Se il progetto passasse in questa legislatura, infatti, i nuovi giudici verrebbero nominati da Joe Biden e confermati dal Senato a maggioranza democratica grazie al voto di Kamala Harris, n.d.r.)

Nonostante il fatto che la Corte abbia più spesso votato su linee non ideologiche (e che abbia regolarmente emesso decisioni unanimi), la Warren ha denunciato comunque la Corte Suprema come un organoestremista che haminacciato, o smantellato completamente, i diritti fondamentali in questo paese“. Ma questi valori “fondamentali” apparentemente per lei non includono l’indipendenza dei giudici.

Ora, il presidente John Roberts sembra aver risposto. Il suo rapporto colpisce per il suo tono misurato e soppesato, specie se si mette a confronto con la retorica spesso avventata usata da questi politici. Ha aspettato fino al momento in cui ha potuto parlare dell’anno in rassegna per la Corte che presiede e per le 107 corti distrettuali e d’appello in tutto il paese. Tuttavia, ha incluso le seguenti righe che sono chiaramente dirette al Congresso e ai gruppi di pressione vicini ai Democratici, il più estremista dei quali è “Demand Justice“:

L’indipendenza decisionale è essenziale per il giusto processo, promuovendo un processo decisionale imparziale, libero da influenze politiche o altre influenze estranee. Il potere della magistratura di gestire i suoi affari interni isola i tribunali da un’inappropriata influenza politica ed è cruciale per preservare la fiducia del pubblico sul suo lavoro come un ramo separato e co-eguale rispetto al governo.

La critica arriva dopo che un nuovo sondaggio mostra che il giudice Roberts è il funzionario governativo più popolare del paese, un fatto che ha portato alcuni a Sinistra ad esprimere un allarme quasi apocalittico.

Non è però l’unico giudice che sta parlando per smussare gli attacchi alla Corte. Il giudice liberal Stephen Breyer si è scontrato contro l’affermazione per cui questa sia una Corte Supremaconservatrice” ed ha notato che “Il capo della Corte parla spesso anche su questo argomento e dice, No, No: non guardiamo le nostre sentenze dal punto di vista della nostra ideologia personale”.

Il giudice Clarence Thomas ha criticato coloro che sembrano intenzionati a sminuire l’autorità o il rispetto della Corte: “i media la fanno sembrare come se si andasse sempre e solo verso la propria preferenza personale… Pensano che si diventi come un politico. Questo è un problema. Metteranno a repentaglio qualsiasi fiducia nelle istituzioni legali”.

La giudice Amy Coney Barrett ha recentemente detto davanti ad un pubblico che “il mio obiettivo oggi è quello di convincervi che questa Corte non è composta da un gruppo di giudici faziosi”.

Tuttavia, come discusso nella mio articolo pubblicato su The Hill, è probabile che gli attacchi aumenteranno in questo anno chiave per le elezioni, e con così tante decisioni importanti che infittiscono il calendario della Corte.

Il tipo di demagogia denunciata dal presidente Roberts sta ora diventando mainstream tra i nostri leader, i media e vari gruppi di pressione. Tuttavia, gli strateghi Democratici stanno scoprendo che vendere l’ampliamento dei giudici della Corte ed attaccare i giudici non ha alcuna risonanza al di fuori di quello stesso 30% degli elettori di Sinistra. Infatti, quello che molti vedono come una cosa “terribile per la democrazia” è in realtà lo sforzo per distruggere l’indipendenza della Corte Suprema, una delle istituzioni centrali del sistema costituzionale americano.

Consulta il nostro approfondimento sulla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America


JonathanTurley.org

Seguici sui Social

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...