Byron York – I Democratici stanno perdendo gli elettori ispanici… parecchi di loro

Byron York’s Daily Memo – I Democratici stanno perdendo gli elettori ispanici… parecchi di loro

Il problema del Partito Democratico con gli elettori ispanici è peggiore di quanto i loro leader volgiano ammettere, secondo una nuova valutazione dello stimato stratega Ruy Teixeira. Questa conclusione è particolarmente importante perché Teixeira aveva scritto l’influente libro del 2002 “The Emerging Democratic Majority“, che aveva convinto molti Democratici che una popolazione ispanica in crescita, che allora sosteneva molto fortemente i Democratici, fosse la chiave per un dominio permanente ed effettivo nella politica americana.

Ma ora, con gli elettori ispanici che abbandonano il Partito Democratico in massa, tutto sta cadendo a pezzi. “La gravità di questo problema tende ad essere sottovalutata nei circoli democratici per un paio di ragioni”, scrive Teixeira in un recente articolo per Substack. “(1) non si rendono conto di quanto sia grande lo spostamento; e (2) non si rendono conto di quanto minacci profondamente la teoria più influente tra i Democratici su cui si basa la costruzione della loro coalizione”.

L’ultimo punto di Teixeira è un eufemismo. L’idea di una maggioranza Democratica permanente ed effettiva si basa totalmente sul voto massiccio degli elettori ispanici. Nessun altro gruppo etnico negli Stati Uniti sta crescendo al ritmo della popolazione ispanica infatti. Quando i Democratici guardavano al giorno in cui un’America a maggioranza “non bianca” avrebbe eletto un Democratico dopo l’altro, si basavano in effetti sulla crescita del numero di elettori ispano-americani, insieme al presupposto che quegli elettori avrebbero sempre sostenuto lealmente i Democratici. Se questo però non accade, non c’è più alcuna possibilità di avere maggioranza permanente ed effettiva per i Democratici.

E infatti per ora, almeno, non sembra funzionare. Invece, Teixeira cita diverse prove riguardo al fatto che gli elettori ispanici stiano sostenendo sempre di più i Repubblicani. Un nuovo sondaggio del Wall Street Journal li ha trovati divisi equamente sulla questione se sostenere i Repubblicani o i Democratici nelle elezioni del Congresso del 2022. Questo è un grande cambiamento rispetto all’imponente vantaggio dei Democratici nelle competizioni elettorali precedenti. Il sondaggio ha anche mostrato come il voto ispanico sia praticamente in parità in un ipotetico rematch nel 2024 tra Biden e Trump – dopo aver sostenuto Joe Biden con più di 25 punti percentuali nel 2020.

Leggi anche: Gli elettori ispanici sono ora equamente divisi tra i due principali partiti americani, secondo un sondaggio del Wall Street Journal

C’è di più. In Texas, che Teixeira definisce “forse, l’obiettivo più prezioso per i Democratici” per vincere con il crescente sostegno ispanico, “i dati del sostegno di Biden tra gli ispanici sono terribili“. Un recente sondaggio del Dallas Morning News ha trovato il sostegno di Biden al 35% di approvazione e al 54% di disapprovazione tra gli ispanici del Texas. Questi elettori disapprovano in particolare la gestione di Biden della crisi dei migranti al confine tra Stati Uniti e Messico. Nel frattempo, nella corsa a governatore della Virginia, Teixeira nota con un certo stupore come “il democratico Terry McAuliffe ha effettivamente perso il voto latinos“. Ci è voluto un po’ di lavoro, ma McAuliffe ci è riuscito.

Teixeira fa anche notare che gli elettori ispanici si sono spostati in gran numero verso Donald Trump tra il 2016 e il 2020. E non solo in Florida e Texas – lo spostamento è stato visto anche in Wisconsin, Nevada, Pennsylvania, Arizona e Georgia.

Gli elettori ispanici sono anche particolarmente freddiverso i messaggi di Joe Biden. Lo slogan “Working Class Joe” non sembra connettersi con questi elettori, che sono in gran parte provenienti dalla classe operaia. Gli elettori ispanici senza una laurea “hanno dato a Trump un notevole 41% del loro voto nel 2020”, nota Teixeira. Questo è particolarmente importante perché circa l’80% del voto ispanico a livello nazionale potrebbe essere classificato come “classe operaia”.

Ma non è solo Biden. Gli elettori latinos sembrano essere sempre più distanti dal Partito Democratico stesso, e in particolare rispetto ai suoi leader progressisti. Questo è stato certamente vero nel 2020, l’anno di Black Lives Matter per gran parte del Partito. La crescente attenzione dei Democratici verso le questioni razziali ha lasciato indifferenti gli elettori ispanici. E questo porta a quello che è forse il punto più importante di Teixeira:

E’ difficile evitare la conclusione per cui i Democratici abbiano gravemente sbagliato nel raggruppare gli ispanici con le “persone di colore” e supporre che abbiano abbracciato l’attivismo intorno alle questioni razziali che ha dominato tanta parte della scena politica nel 2020, in particolare in estate. Questo era un presupposto errato. La realtà della popolazione ispanica è che essi sono, in generale, una classe operaia, economicamente progressista e socialmente moderata, che si preoccupa soprattutto dei posti di lavoro, dell’economia e dell’assistenza sanitaria.

Gli elettori ispanici non volevano che la polizia venisse indebolita. Non volevano tagliare i bilanci della polizia o ridurre il numero degli agenti. Non volevano ridurre il ruolo delle forze dell’ordine nel mantenere la pace sociale. E non amavano l’idea delle c.d. “Reparations“. Sono stati, in altre parole, completamente indifferenti all’estate di BLM.

Infine, molti elettori ispanici sono disgustati dall’antiamericanismo di alcuni esponenti progressisti. Gli ispanici in un recente sondaggio “hanno detto che preferirebbero essere cittadini degli Stati Uniti piuttosto che di qualsiasi altro paese del mondo e con una maggioranza di 35 punti di scarto hanno detto di essere orgogliosi del modo in cui funziona la democrazia americana”, nota Teixeira. Tali opinioni, aggiunge, “contrastano nettamente con le opinioni negative degli attivisti progressisti”.

In altre parole, gli elettori ispanici sembrano essere fuori sintonia con le tendenze più forti nel Partito Democratico di oggi. Durerà? Chi lo sa. Ma in questo momento, il problema dei Democratici rappresenta un’enorme opportunità per i Repubblicani.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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