L’Opinione dei lettori: Al di là della democrazia liberale…

Le Opinioni dei lettori del Blog. “Al di là della democrazia liberale”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo che ci è arrivato dal lettore Rinaldo Perri.

Piani quinquennali, codici per accedere ai servizi essenziali (scuola, trasporti, banca), lo Stato che stabilisce e calmiera i prezzi, file di cittadini di fronte alle farmacie. Solo un paio di anni fa questa descrizione ci avrebbe riportati all’URSS o agli Stati ad Est della Cortina di Ferro, invece è l’Italia del 2022.

Se catapultassimo un cittadino sovietico degli anni ‘70 del secolo scorso nell’Italia degli anni ‘20 del XXI secolo, percepirebbe l’ambiente circostante come immediatamente familiare, a partire dalle farmacie, assediate da file di acquirenti alla ricerca di tamponi e mascherine obbligatorie a prezzo calmierato, finanziate occultamente dai contribuenti.

Ad avviso di chi scrive non c’è bisogno di ricordare che innumerevoli sono state le altrettanto simili misure fallimentari viste in giro per il mondo nel corso dei decenni; l’aggravante è che tali misure sono state introdotte da un governo presieduto da Mario Draghi, il che conferma la totale assenza di giudizio economico nell’ambito delle politiche pubbliche (se non con l’unico scopo del consenso elettorale). Ma chi ieri si stracciava le vesti per il populismo dei governi Conte I e II oggi, avendo un quadro di fatto non mutato nelle scelte e negli effetti, a cuor leggero si alza e dice “dategli tempo e lasciateli lavorare!”.

Milton Friedman sull’economia insegnava che se si vuol creare scarsità, basta fare semplicemente una legge e fissare il prezzo di un bene al di sotto del prezzo di mercato; sarebbe forse divertito nel constatare che negli anni i governi come i lupi “perdono il pelo ma non il vizio”. 

Senza parlare del rischio latente del debito pubblico del Bel Paese! Con la pandemia siamo passati negli ultimi due anni dal 134,8% al 158% del PIL e la crescita del debito non sembra arrestarsi nei prossimi quattro, anzi, è previsto un aumento di altri 121 miliardi (il 6% del PIL circa) per via dei capitoli di spesa legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Questo ambizioso “Piano” dal suono decisamente “sovietico” e che mirerebbe a rinnovare le infrastrutture, ridurre l’impatto ambientale e la digitalizzare il paese, influenzerà le scelte di politica economica del paese almeno fino al 2026, essendo vincolato al raggiungimento di specifici obiettivi fissati dall’Italia ed approvati dalla Commissione Europea.

Sorvolando sul chiaro rischio che questa “deriva pianificatrice” pone alla già precaria finanza pubblica, dovremmo interrogarci su quanto sia opportuno “vincolare” per un periodo così lungo e in modo così incisivo specifici obiettivi di politica economica.

C’è poi un segnale ulteriore – decisamente preoccupante – della deriva “cinese” presa dal Paese: l’imposizione di un codice personale per accedere ai servizi essenziali meglio noto come Green Pass. Dal 10 Gennaio 2022, infatti, non sarà più possibile per i cittadini sprovvisti del suddetto certificato verde prendere i mezzi di trasporto pubblici, andare a scuola o in banca. Inoltre, con i diversi livelli (base e rafforzato) sono state istituite di fatto ulteriori discriminazione tra i cittadini. Il Green Pass rappresenta un precedente pericoloso. Il rischio è che questo strumento venga usato in futuro dai governi per punire cittadini non allineati a specifici diktat ideologici, collegandolo alle emissioni di CO2, al pagamento delle multe e/o al rispetto delle norme di transito.

È dovere di chi si reputa liberale creare consapevolezza nella cittadinanza delle insidie che nasconde il Green Pass, chiedendone l’immediata cancellazione prima che diventi uno strumento permanente di politica pubblica, esponendo la cittadinanza agli arbitrari desideri del governo di turno e compromettendo le libertà fondamentali.


La libertà di parola è sotto attacco! Ci sta venendo rapidamente portata via dalle forze progressiste e dai loro sostenitori nelle Big Tech. I conservatori avevano suonato l’allarme su quello che hanno visto prima di tutti come un giro di vite sulle libertà di parola da parte delle aziende della Silicon Valley come Amazon, Apple, Google, Twitter e Facebook. Il ban dell’ex presidente Donald J. Trump da parte di Facebook e Twitter e la censura della storia del laptop di Hunter Biden da parte di Twitter sono i due esempi più importanti. Le società in tutto l’Occidente oggi sono divise e ingessate, i media tradizionali stanno lottando e soccombendo per spingere la propria narrazione di quello che sta succedendo oggi. Le ideologie dominanti vengono troppo spesso o difese a priori o rifiutate all’ingresso. Ti è mai capitato che un tuo scritto sia stato rigettato dal blog, associazione, giornale in cui scrivevi perché “non conforme” al pensiero dominante? Respingiamo insieme la mentalità del gregge con un pensiero nuovo e audace, fornendoti la nostra piattaforma per divulgare idee e temi altrimenti inascoltati. Pensiamo che questo approccio sia più necessario che mai. L’attacco per mettere a tacere i conservatori è chiaramente in corso, e potrà solo peggiorare se non ci uniamo e combattiamo!

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