Tucker Carlson: La fissazione dei Democratici sul 6 gennaio rivela quale sarà la loro strategia per le midterm

Perché i Repubblicani non dicono nulla in contrario?

Questo articolo è adattato dal commento di apertura di Tucker Carlson dell’edizione del 5 Gennaio 2022 di “Tucker Carlson Tonight”.

Oggi è il 5 gennaio – o, come verrà d’ora in avanti conosciuto da tutti i popoli civilizzati del mondo, il 6 gennaio. Stasera, a mezzanotte, tra poche ore, inizieremo la prima delle tante commemorazioni annuali delle orribili atrocità che hanno avuto luogo esattamente un anno fa al Campidoglio degli Stati Uniti.

Come si commemora una cosa del genere – un evento che cambia la storia, orribile da pensare, ma così significativo nella vita del paese? Il conteggio dei morti è la tradizionale unità di misura.

Quando la nazione è stata colpita da perdite inimmaginabili negli anni passati, è così che le ricordiamo: 40.000 vittime a Gettysburg. 2.400 morti a Pearl Harbor. Quasi 3.000 americani morti l’11 settembre.

Ma questo è un nuovo tempo, un’epoca diversa. Quelle metriche antiquate non funzionano più mentre osserviamo un minuto di silenzio per i caduti del 6 gennaio.

Il 6 gennaio quanti ne abbiamo avuti… beh, vediamo, in realtà c’è stata solo Ashli Babbitt. Ashli Babbitt non era un soldato dell’Unione, o un marinaio della corazzata Arizona, o un eroico pompiere che si è precipitato in una torre di uffici che stava crollando. Era solo un’elettrice di Trump. Era disarmata. È stata colpita a morte senza preavviso da un agente di polizia di Capitol Hill in una storia ben documentata di quello che è stato un comportamento sconsiderato. Ashli Babbitt è stata la vittima del 6 gennaio.

Ma, onestamente, e quindi? Non si tratta di numeri, vero? Non si tratta di quante persone sono state uccise il 6 gennaio. Infatti, la lista di coloro che non sono stati uccisi quel giorno è piuttosto lunga. Include tutti i 535 membri del Congresso, così come il loro staff e l’intera stampa che era al seguito. Nessuno di loro è morto. Sono tutti ancora in giro. Ma, di nuovo, a chi importa? Non si tratta di contare i cadaveri.

Si tratta di sentimenti di come si sentono i sopravvissuti, specialmente dei reporter che sono sopravvissuti. I sentimenti dei reporter di Washington contano molto in America. Certamente contano molto di più di come vi sentite voi in questo momento. Come vi sentite voi, come probabilmente avrete già capito, è totalmente irrilevante per chiunque. Non importa a nessuno. Ma i giornalisti di Capitol Hill? A loro importa. E sono sconvolti. Molti non si sono ancora ripresi da quello che hanno visto quel giorno. Quando si coricano per dormire la notte, le orribili immagini si ripetono in loop dietro le loro palpebre: Il tuono assordante delle raffiche di cannone. Il fumo del fuoco d’artiglieria spietato che oscura il sole. Le urla dei feriti che chiamano i loro cari, che riecheggiano come una colonna sonora demoniaca contro le pareti della hall della Speaker. L’inferno in un posto molto ristretto.

A meno che non siate stati lì, non potete capire come sia stato. Immaginate l’offensiva del Tet, più Falluja, più la notte prima del Ringraziamento al Whole Foods. Il 6 gennaio, non potevi dire chi fosse il nemico, a meno che non abbassavi lo sguardo e vedevi che aveva comprato le scarpe in un Walmart. Allora lo sapevi. Ma per il resto, era la nebbia della guerra, amici miei.

Kasie Hunt era lì quel giorno. La Hunt è ora qualcosa che si chiama “capo analista degli affari nazionali” alla CNN. Come veterana dell’assedio del Campidoglio, la Hunt ha preso il suo profilo Twitter per dare speranza ai suoi compagni sopravvissuti. “Domani sarà dura per quelli di noi che erano lì o avevano i loro cari nell’edificio. Pensando a tutti voi e trovando la forza di sapere che non sono sola in questo….#6gennaio”

Questo è solo un tweet. Ma un giorno, bisogna che lo sappiate, perché questo è un paese pieno di speranza, la Hunt e i suoi compagni sopravvissuti al massacro insurrezionale del 6 gennaio si riuniranno in qualche modo più formale: Riunioni annuali, tenute all’ombra di un memoriale sul 6 gennaio di Washington, quello che costruiranno una volta abbattuto il Washington Monument per costruirlo. La Hunt e i grigi veterani del Washington Post e di Bloomberg News, di POLITICO, del The Daily Beast e dell’Atlantic Magazine alzeranno i loro artigli bianchi come una cosa sola, e ricorderanno come hanno ingannato la morte quel terribile giorno.

Ok, ci fermiamo. È troppo imbarazzante. Proviamo vergogna anche solo a prenderci in giro. E infatti, come questione politica, l’anniversario del 6 gennaio non è uno scherzo. È una cosa molto seria. Fingere che una protesta sia stata in realtà un colpo di stato fallito è l’intera strategia del Partito Democratico per vincere le elezioni di midterm di quest’anno. A questo punto, è tutto ciò che hanno. Governare non ha funzionato. Ecco perché il procuratore generale degli Stati Uniti, uno degli uomini più politici di Washington, ha annunciato che il Dipartimento di Giustizia continuerà a molestare e ad arrestare le persone che hanno votato per Donald Trump.

MERRICK GARLAND: “Il Dipartimento di Giustizia rimane impegnato a ritenere tutti i perpetratori del 6 gennaio, a qualsiasi livello, responsabili secondo la legge – sia che fossero presenti quel giorno o che fossero altrimenti penalmente responsabili dell’assalto alla nostra democrazia. Seguiremo i fatti ovunque ci condurranno”.

Tutti i responsabili“. Il Dipartimento di Giustizia ha già avuto la sua più grande caccia all’uomo nella storia. John Dillinger (un famigerato gangster americano degli anni venti, n.d.r.) starà ridendo dalla sua fossa all’inferno. Quella sul 6 gennaio sorpassa nettamente quella a Dillinger, e batte anche la caccia all’uomo dopo l’11 settembre. Supera tutte le cacce all’uomo. Così la gente che stava lì a scattare foto con il telefonino è stata presa dall’FBI, alcuni di loro sono stati mandati in prigione, ma non sta ancora finendo, c’è ancora altro da fare.

Ma naturalmente, Merrick Garland non parla mai da solo. Il coro si unisce sempre a lui, perché si muovono sempre come un tutt’uno.

Frank Figliuzzi, per esempio, è stato un alto funzionario dell’FBI che ora lavora alla NBC News, ha twittato questa previsione/osservazione: “AG fa riferimento al Watergate. Capito? Merrick Garland si impegna a perseguire i sospetti del 6 gennaio a ‘qualsiasi livello'”. Un ex dirigente della NBC di nome Mike Sington ha scritto: “Non perdete la speranza, Trump potrebbe ancora essere arrestato“.

Arrestato per cosa? Immagino che non ci fosse spazio nel tweet per spiegare. Ma basta solo arrestato. Le persone cattive dovrebbero essere arrestate, questo è il punto. La cosa interessante è che ci sono un sacco di veri criminali che non hanno avuto spazio nel discorso di Garland.

Garland non ha fatto alcuna menzione delpipe bomberdel 5 gennaio – Stiamo osservando l’anniversario del pipe bomber proprio ora. Quell’individuo è stato catturato – diremmo uomo ma non vogliamo entrare nello specifico nell’ambiente attuale – da un nastro di sorveglianza. Ha usato il suo telefono diverse volte. È tutto rintracciabile. Dov’è quella persona? Merrick Garland non ne ha parlato.

Ecco su cosa si è concentrato invece:

MERRICK GARLAND: “Abbiamo ricevuto più di 300.000 soffiate -+da cittadini comuni, che sono stati i nostri partner indispensabili in questo sforzo. Il sito web dell’FBI continua a pubblicare foto di persone in relazione agli eventi del 6 gennaio, e continuiamo a cercare l’assistenza del pubblico per identificare questi individui.”

Assicuratevi di controllare il sito web dell’FBI. Stanno pubblicando le foto, e non di persone che effettivamente lavorano per loro e che erano lì quel giorno. Non solo stanno pubblicando foto, le stanno togliendo dal sito, compresa la lista dei più ricercati. Ricordate Ray Epps? È in video diverse volte che incoraggia crimini, rivolte, violazioni del Campidoglio il 6 gennaio. Era sul sito dell’FBI. Ora è sparito. Non è stato accusato di nulla, a quanto pare. Perché? Questa è una buona domanda. Nessuno al Congresso sembra preoccuparsi, anche i senatori Repubblicani presunti conservatori.

Cosa sono impegnati a fare? Beh, sono impegnati a ripetere i punti di discussione che Merrick Garland ha preparato per loro.

SEN. TED CRUZ: “Ci stiamo avvicinando ad un solenne anniversario questa settimana ed è un anniversario di un violento attacco terroristico al Campidoglio, dove abbiamo visto le donne e gli uomini delle forze dell’ordine dimostrare incredibile coraggio, incredibile audacia, hanno rischiato la vita per difendere gli uomini e le donne che servono in questo Campidoglio.”

Siamo onesti, tutti i conservatori apprezzano Ted Cruz. Può non piacervi, ma dovete apprezzarlo. È legittimamente ritenuto intelligente, ed è una delle persone più capaci a servire al Congresso, forse la più capace. Non usa una sola parola a caso. Ogni parola che Ted Cruz usa è usata intenzionalmente, è un avvocato.

Ha descritto il 6 gennaio come unviolento attacco terroristico“. Tra tutte le cose che il 6 gennaio è stato, non è stato sicuramente un violento attacco terroristico. Non è stata un’insurrezione. È stata una rivolta? Certo, ma non è stato un “violento attacco terroristico. Mi dispiace. Allora perché ci stai dicendo che lo è stato, Ted Cruz? E perché nessuno dei tuoi amici Repubblicani che dovrebbero rappresentare noi e tutte le persone che sono state arrestate durante questa epurazione sta dicendo qualcosa?

Che diavolo sta succedendo qui? Ci state facendo credere che il Partito Repubblicano sia inutile come sospettavamo. Non può essere vero. Rassicuraci, per favore, Ted Cruz.


FoxNews.com

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Tucker Carlson Tonight” è un talk show americano e programma di attualità condotto dal commentatore paleoconservatore Tucker Carlson. Lo show viene trasmesso in diretta da Washington, D.C., su Fox News Channel alle 8:00 P.M. ET nei giorni feriali. Lo show include tipicamente commenti politici, monologhi, interviste e analisi. Ha debuttato come programma nella lineup di Fox News Channel il 14 novembre del 2016. Nel luglio 2020, “Tucker Carlson Tonight” ha battuto il record di programma con il più alto indice di gradimento nella storia delle notizie via cavo degli Stati Uniti, raccogliendo un’audience media di 4,33 milioni di spettatori.

Tucker Carlson è un conduttore di Fox News. Si è unito alla rete nel 2009 come collaboratore. Sostenitore dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si dice anche che abbia influenzato alcune decisioni politiche chiave di Trump stesso. Le sue controverse dichiarazioni su razzismo, immigrazione e femminismo hanno portato al boicottaggio degli inserzionisti contro lo show. Fiero oppositore del progressismo politico, è stato definito un “nazionalista” ed un “paleoconservatore”. È un critico dell’immigrazione. Originariamente sostenitore della politica economica libertaria, ha poi criticato l’ideologia come “controllata dalle banche” ed è diventato un “protezionista”. È anche uno scettico sugli interventi militari all’estero degli Stati Uniti.

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