Washington Examiner – CI RISIAMO! Il Comitato sul 6 gennaio non trova prove ed allora getta in pasto all’opinione pubblica altre prove alterate

Il Comitato sul 6 gennaio scoperto nuovamente a travisare un altro messaggio di testo inviato a Mark Meadows.

Ancora un altro esempio di un membro del Comitato che indaga sul 6 gennaio che ha travisato un secondo messaggio di testo inviato all’ex capo dello staff della Casa Bianca Mark Meadows è emerso venerdì, 17 dicembre.

Il rappresentante Jamie Raskin, un Democratico del Maryland, ha descritto erroneamente un messaggio inviato a Meadows che parlava di una strategia perribaltare i risultati delle elezioni del 2020” come proveniente da un legislatore della Camera.

Fonti anonime hanno detto alla CNN che si trattava, come ha detto l’emittente, di “un errore involontario“, ed una “fonte del deputato Raskin ha detto che il deputato ha appreso dell’errore questa settimana dalla CNN ed ha ammesso l’errore con il suo staff“.

Il deputato Raskin ha scritto una lettera di correzione, secondo l’articolo della CNN, che ha osservato come il Comitato sul 6 gennaio abbia rifiutato di rilasciare commenti sull’autore effettivo del testo.

Raskin ha citato il messaggio di testo durante il dibattito per la messa in disprezzo da parte del Congresso di Mark Meadows dopo che aveva smesso di collaborare con l’indagine del comitato sulla rivolta del Campidoglio.

QUI c’è una STRATEGIA AGGRESSIVA: Perché non possono (sic) gli stati della Georgia, della Carolina del Nord e della Pennsylvania ed altri stati controllati dai Repubblicani dichiarare che questa sia una stronzata (dove ci sono cause in corso e le elezioni non sono state chiamate quella notte) e semplicemente mandare i loro elettori a votare o farli andare alla Corte Suprema

recita il messaggio.

L’articolo della CNN afferma che i membri del Comitato sul 6 gennaio credono che l’autore sia il segretario all’energia di Trump, Rick Perry, che era anche l’ex governatore del Texas, ma un suo portavoce ha negato che il testo fosse suo.

Un legislatore della Camera che aveva già confermato di aver inviato un messaggio di testo a Meadows, pi ottenuto dal Comitato sul 6 gennaio, è il rappresentante Jim Jordan, un Repubblicano dell’Ohio, dopo che è stato rivelato che il rappresentante Adam Schiff aveva presentato una grafica che mostrava un messaggio di testo alterato.

Il Comitato sul 6 gennaio si è scusato per “l’errore”, che consisteva nell’aver troncato il messaggio con un punto, e anche del fatto che il deputato Schiff l’abbia presentato al pubblico senza fornire il contesto completo (che trovate qui).

“Il 6 gennaio 2021, il Vice Presidente Mike Pence, come presidente del Senato, dovrebbe dichiarare tutti i voti del Collegio Elettorale che ritiene incostituzionali come non espressi” si leggeva nella grafica.

L’ufficio di Jordan ha confermato che il deputato dell’Ohio aveva inviato quel messaggio a Meadows, ma ha sottolineato che si trattava di un frammento di un messaggioinoltratoda un avvocato, Joseph Schmitz, che stava esprimendo un parere legale sul fatto che fosse o meno possibile ribaltare i risultati delle elezioni del 2020.

“Il 6 gennaio 2021, il vicepresidente Mike Pence, come presidente del Senato, dovrebbe dichiarare tutti i voti del Collegio Elettorale che ritiene incostituzionali come non espressi – in conformità con le indicazioni del padre fondatore Alexander Hamilton ed i precedenti giudiziari”, si legge nel testo originale dell’avvocato. “Nessun atto legislativo”, ha scritto Alexander Hamilton nel Federalist Paper n. 78, “contrario alla Costituzione, può essere valido”. “La corte in Hubbard vs. Lowe aveva rafforzato questa verità: ‘Che uno statuto incostituzionale non è affatto una legge è una proposizione non più aperta alla discussione. 226 F. 135, 137 (SDNY 1915), appello respinto, 242 U.S. 654 (1916)”.

Il testo di Schmitz del 5 gennaio continuava: “Seguendo questa logica, un elettore incostituzionalmente eletto, come una legge od uno statuto incostituzionalmente emanato, non è affatto un elettore”.

La Camera al completo ha votato martedì 14 dicembre per apporre a Meadows il disprezzo del Congresso, che ora dovrà affrontare un possibile procedimento penale da parte del Dipartimento di Giustizia.

Il “Disprezzo del Congresso” si ha quando un individuo interferisce intenzionalmente con l’azione del Congresso, che ha il potere di trattenere tali individui dall’interferire con le sue azioni. È una forma di disprezzo simile al disprezzo delle Corti di Giustizia.

Il comitato ristretto sul 6 gennaio non ha risposto ad una richiesta di commento da parte del Washington Examiner.


WashingtonExaminer.com

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