Breitbart News – Una vittoria ENORME per l’Arizona e l’integrità delle elezioni

Esclusivo – La presidentessa del RNC Ronna McDaniel: la decisione della corte federale di sostenere la riforma dell’Arizona del voto per corrispondenza è una “vittoria per l’integrità delle elezioni”.

Un collegio di tre giudici della Corte d’Appello del 9° Circuito ha confermato la legittimità della legge dell’Arizona sulle firme mancanti sostenuta dai Repubblicani in quello che la presidente del Comitato Nazionale Repubblicano (RNC) Ronna McDaniel ha chiamato una “vittoria per l’integrità delle elezioni“.

La sentenza di oggi [9 dicembre, n.d.r.] in Arizona è una vittoria per l’integrità delle elezioni e per gli elettori dell’Arizona, che meritano di avere fiducia che le loro elezioni siano libere, eque e trasparenti”, ha detto in esclusiva Ronna McDaniel a Breitbart News. “Richiedere agli elettori di firmare le loro schede elettorali per posta entro il giorno delle elezioni è un regolamento basilare e di buon senso, ed è significativo che la Corte d’Appello del Nono Circuito, storicamente liberal, sia d’accordo“.

Ronna McDaniel

Nel giugno 2020, il Partito Democratico dell’Arizona aveva citato in giudizio lo stato per la scadenza che era stata fissata per la correzione delle firme mancanti sulle schede elettorali inviate per posta, sostenendo che la legge violasse il Primo ed il Quattordicesimo Emendamento della Costituzione americana e che negasse agli elettori il c.d. “giusto processo”. Il RNC ed il Partito Repubblicano dell’Arizona sono intervenuti per difendere la scadenza ed hanno combattuto con successo per garantire che entrasse in vigore per le elezioni del novembre 2020. Un tribunale inferiore si era schierato con i Democratici ed aveva presentato un’ingiunzione permanente che invalidava così la legge. Il RNC ha poi fatto appello al Nono Circuito che ha annullato l’ingiunzione ed ha sostenuto la costituzionalità della legge dell’Arizona.

Lo Stato del Grand Canyon permette il voto via posta sin dal 1991 e permette agli elettori di farlo durante le ultime quattro settimane di un’elezione.

I documenti del tribunale motivano:

Una scheda con una firma mancante è incompleta e non può essere conteggiata. Un elettore può correggere una scheda con una firma mancante presentando una scheda sostitutiva firmata entro la scadenza del giorno delle elezioni. Gli elettori dell’Arizona possono verificare la correttezza della firma anche per tre o cinque giorni dopo il giorno delle elezioni, ma gli elettori devono apporre una firma mancante tassativamente entro il giorno delle elezioni.

Nell’opinione redatta per motivare il suo voto, il giudice Susan Graber, nominata dall’ex presidente Bill Clinton, ha detto che mancare la scadenza “che l’Arizona ha imposto da tempo” sia qualcosa di imputabile “solo ed esclusivamente alla loro [degli elettori] negligenza“.Lo stesso giudice ha anche notato che la legge dell’Arizona offre una “misura di garanzia“, poiché i funzionari elettorali sono tenuti ad informare gli elettori del loro errore e a permettere fino al giorno delle elezioni eventuali correzioni.

“Lo stato aveva un importante interesse normativo nel ridurre l’onere amministrativo per gli operatori elettorali, specialmente durante i giorni impegnativi immediatamente successivi ad un’elezione”, ha scritto la Graber, aggiungendo: “Alla luce del minimo onere per l’elettore di firmare l’affidavit o di correggere una firma mancante entro il giorno delle elezioni, l’interesse dello stato ha sufficientemente giustificato la fissazione della scadenza al giorno delle elezioni“.

Il giudice Wallace Tashima, anche lui nominato da Bill Clinton, ha scritto una opinione di dissenso alla decisone del collegio giuncante, sostenendo che per lui la leggepriva gli elettori dei diritti“.

Tashima ha motivato:

Il rifiuto dello stato di fornire un periodo di tempo post-elettorale per correggere le schede con firme mancanti, coerente con il periodo di tempo che fornisce per correggere altre schede carenti, priva gli elettori del diritto di voto successivamente al momento in cui hanno espresso il loro voto esattamente come sicuramente fanno le leggi che limitano gli elettori ad esprimere il loro voto.

Il RNC ha detto che la vittoria costituisce “un’altra umiliante sconfitta per i Democratici in Arizonadopo la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti a luglio che ha sostenuto il divieto dell’Arizona sul traffico delle schede e sul voto fuori distretto nella Sentenza Brnovich vs. DNC.

“Questa vittoria si basa sulla storica vittoria conservatrice in Brnovich vs. DNC e dimostra che gli sforzi dei Repubblicani per rendere più facile votare e più difficile barare stanno funzionando in Arizona così come nel resto della nazione”, ha concluso la McDaniel.

Il caso è stato trattato nella sentenza “Arizona Democratic Party vs. Hobbs“, No. 20-16759, presso la Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Nono Circuito.


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