Texas Policy – Come il Texas ha protetto il suo voto impedendo che venisse ‘truccato’ nel 2020

Come il Texas ha protetto il suo voto impedendo che venisse ‘truccato’ nel 2020.

Il nuovo libro di Mollie Hemingway, “Rigged: How the Media, Big Tech, and the Democrats Seized Our Elections“, è importante per quello che dice e non dice.

In più di 400 pagine di documentazione corroborate da note accurate, la Hemingway dettaglia come le elezioni del 2020 siano state, secondo la rivista Time, “forgiatedauna cabala ben finanziata di persone potenti, che vanno dal mondo dell’industria a quello dell’ideologia, lavorando assieme dietro le quinte per influenzare le percezioni, cambiare le regole e le leggi, guidare la copertura dei media e controllare il flusso di informazioni“.

Manomettere le elezioni non è scienza che riguarda i missili le elezioni sono state truccate ricorrendo agli stessi metodi di base fin dal loro avvento in America: dal ballot-box stuffing, al permettere i voti di elettori non aventi diritto, ad ignorare le regole sull’integrità elettorale (come la verifica delle firme per i voti per corrispondenza), a permettere il traffico di voti per fare pressioni od intimidire gli elettori facendoli rinunciare al loro diritto ad esprimere un voto in segretezza.

I media mainstream, naturalmente, negano che qualsiasi manipolazione delle elezioni possa essere avvenuta nel 2020. Nella misura in cui menzionano i problemi sull’integrità elettorale, si concentrano su quelli fantastici e quasi impossibili da provare o confutano le accuse sulla manipolazione delle macchine elettorali, la manipolazione dei software, o le notizie di server bastati in Germania e sul ruolo delle forze speciali statunitensi.

Come sottolinea la Hemingway, tuttavia, le recenti affermazioni sui brogli elettorali difficilmente sono imputabili al solo mondo dei conservatori: “un democratico su tre alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti che ha boicottato l’inaugurazione di Donald Trump” nel 2017 perché veniva considerato un presidente “illegittimo” a causa della collusione con la Russia “per rubare le elezioni alla Clinton”. La scrittrice osserva ironicamente che,

Dal 2016 al 2020, il modo più semplice per raggiungere la celebrità nella sinistra politicante è stato quello di proclamare a gran voce la propria convinzione che le elezioni del 2016 siano state illegittime – rubate dai russi per conto di un traditore corrotto …

E poi è arrivato il 2020

In un batter d’occhio, il sistema elettorale americano è passato da irrimediabilmente corrottoo non funzionantequel era nel 2016 ad indiscutibilmente sicuronel 2020. Gli stessi metodi di voto che erano stati presumibilmente utilizzati per rubare le elezioni nel 2004 e nel 2016 sono diventati improvvisamente ‘sacrosanti ed indiscutibilinel 2020. Mentre i cosiddetti “esperti delle elezioni” avevano ripetutamente avvisato prima del 2020 delle insidie del voto elettronico e del diffuso voto per corrispondenza, nel novembre del 2020 ogni discussione sulle vulnerabilità di questi metodi è stata liquidata come roba dafanatici di destra” e “teorici della cospirazione“.

Nonostante i veementi negazionismi che qualcosa di sbagliato sia accaduto nel 2020, vale la pena di notare che gravi frodi elettorali in America non sono senza precedenti. La prima menzione fatta dalla Hemingway riguarda il Texas e si trova nel prologo, dove nota che durante le elezioni del 1960John F. Kennedy vinse di soli 118.574 voti in più rispetto a Richard Nixon” con risultati discutibili in Texas, “uno stato dove il compagno di corsa di Kennedy, Lyndon B. Johnson, era noto per esercitare il controllo sui risultati elettorali”.

L’elevazione di Lyndon B. Johnson alla cronaca nazionale avvenne nel 1948, quando batté un ex governatore del Texas vincendo la nomination democratica per il Senato degli Stati Uniti di soli 87 voti sui 988.295 espressi. Il margine divittoria” di Johnson proveniva da voti contati sei giorni dopo l’elezione in una contea controllata da un boss politico locale.

Un’unica urna venne accompagnata da una lista del giorno delle elezioni di 200 nomi, tutti in ordine alfabetico e scritti con la stessa penna e calligrafia. Circa 29 anni dopo, dopo la morte di Lyndon B. Johnson e due anni dopo la scomparsa d quel capo politico, il giudice elle elezioni Luis Salas ammise di aver certificato 202 schede fraudolente per Johnson.

L’ascesa del voto per corrispondenza

Mentre è stata soprattutto la Sinistra a chiamare in causa le macchine per il voto elettronico prima delle elezioni del 2020, la Hemingway non spende molto tempo sull’argomento, impiegando invece il Rasoio di Occam e riportando le prove schiaccianti dei brogli elettorali più in bella vista. Vale a dire, i quasi miliardi di dollari spesi per indebolire le regole e le procedure elettorali poi seguiti da personale assunto da privati che è andato ad aumentare l’organico negli uffici elettorali delle città per sfruttare le nuove scappatoie create nel sistema elettorale.

Quindi, cosa è successo nel 2020? In poche parole, i Democratici, guidati dall’avvocato Marc Elias, quello della ormai screditata infamia del dossier Perkins-Coie-Fusion GPS-Steele-Trump-Russia, hanno guidato uno sforzo ben finanziato per abbattere le garanzie sull’integrità elettorale, tutto in nome della sicurezza pandemica. Questo sforzo è stato aumentato dal filantropico Center for Tech and Civic Life (CTCL) di Mark Zuckerberg, che ha versato denaro negli uffici elettorali nelle roccaforti democratiche per aumentare l’affluenza al voto per corrispondenza.

In Texas, le donazioni del CTCL agli uffici elettorali per aumentare l’affluenza alle elezioni hanno raggiunto 3,22 dollari pro capite nelle contee che hanno votato per Biden e solo 0,55 dollari pro capite nelle contee che hanno votato per Trump. Ma una nuova legge del Texas mette effettivamente fine a questa pratica.

Tornando alla Hemingway: “… non c’è dubbio che Marc Elias abbia giocato un ruolo chiave nel modificare radicalmente le regole e le procedure elettorali in modi che hanno avvantaggiato i Democratici. Nel gennaio 2020, molto prima che qualcuno sapesse come il COVID-19 avrebbe potuto influenzare il voto, Elias aveva pubblicato un pezzo sostenendo che ci fosse una “epidemia di schede non conteggiate“. Disse che era sbagliato non contare le schede che non avevano trovato la corrispondenza della firma, anche se la corrispondenza della firma è una delle poche misure di sicurezza attraverso le quali le schede postali possono essere verificate”.

Marc Elias ha poi annunciato un’iniziativa in quattro punti per espandere notevolmente il voto per corrispondenza, compresa l’affrancatura gratuita, il conteggio delle schede che arrivano molto tempo dopo l’Election Day, una blanda verifica delle firme e la possibilità per i trafficanti di voti di visitare le case delle persone per raccogliere le loro schede e, se necessario, fare pressione sugli elettori per consegnare i loro voti (non è un caso che questo processo imiti le elezioni per il controllo delle schede nelle elezioni interne ai sindacati).

Il Texas ha vigilato su questo pericolo già prima del 2020

Il Texas limita l’uso dei voti per corrispondenza riservandolo a coloro che hanno più di 65 anni, agli elettori che saranno fuori dalla loro contea durante il periodo elettorale, agli elettori la cui disabilità rende difficile o pericoloso per loro votare di persona, e a quelli confinati in carcere ma che sono altrimenti idonei. Nelle elezioni generali del 2010 in Texas, solo l’1,8% dei voti era stato espresso per posta.

Nel 2018, l’anno della contestatissima corsa al Senato degli Stati Uniti tra il senatore Ted Cruz e l’allora deputato Beto O’Rourke, i voti per corrispondenza sono saliti al 6,2% del voto totale. Nel 2020, hanno raggiunto circa il 10% del totale. In confronto, in California in quello stesso anno, circa l’87% del voto era stato espresso per posta.

Vedendo la prova delle debolezze inerenti al voto per corrispondenza, il parlamento del Texas ha votato per limitare il traffico di voti nel 2017, mettendo fuori legge la pratica dei dipendenti della campagna elettorale che vengono pagati in base ai voti he riescono a raccogliere nelle case della gente. Per coincidenza, nel 2016 e nel 2017, il parlamento della California ha approvato due disegni di legge per depenalizzare il traffico delle schede elettorali: i due stati più popolosi si sono scambiati le leggi, cambiando le salvaguardie delle schede elettorali per posta con l’oscenità, e sono proprio gli elettori a rimetterci.

Nonostante le regole più severe, gli organizzatori delle campagne, molti pagati dalla campagna di O’Rourke o dagli sforzi di terzi finanziati da miliardari di sinistra come Tom Steyer, hanno spinto comunque gli elettori a chiedere le schede elettorali per posta, sostenendo l’invalidità delle restrizioni. Lo sforzo ha avuto un tale successo che l’età media di coloro che hanno usato le schede elettorali per corrispondenza sotto i 65 anni in Texas nel 2018 è crollata a 36 anni rispetto ai 42 che erano nel 2016. Ci sono stati molti nuovi texani che hanno dichiarato addirittura di essere “disabili” pur di poter votare per posta.

Sfortunatamente, il codice elettorale del Texas non specificava alcuna sanzione per chi dichiarava falsamente una disabilità. I Democratici, guidati da Marc Elias, hanno cercato di sfruttare questa svista nel 2020.

Nel 2021, il paramento del Texas ha lavorato per restringere questa scappatoia, approvando una legge che richiede agli elettori di dimostrare la loro disabilità piuttosto che semplicemente spuntare una casella che la dichiari soltanto. Il Texas ha anche approvato una legge che richiede agli elettori di includere gli estremi della loro patente di guida del Texas, o della carta d’identità statale o le ultime quattro cifre del loro numero di previdenza sociale all’interno del documento sulla privacy quando si richiede una scheda elettorale per posta e la si restituisce – una corrispondenza dei numeri rende la firma presunta valida.

Con l’avvicinarsi delle elezioni del 2020, le contee urbane del Texas, capitanate dalla Contea di Harris, dove si trova Houston, hanno cercato di spedire preventivamente le domande di voto per posta ad ogni elettore, in base alla nuova teoria secondo cui la “paura di contrarre il COVID-19 fosse equivalente ad una disabilità. La sola Contea di Harris ha cercato di spedire 2,4 milioni di domande, molte delle quali pagate con i soldi del CTCL di Mark Zuckerberg. Ma la Corte Suprema del Texas ha fermato lo sforzo un mese prima delle elezioni in risposta ad una causa presentata dal procuratore generale del Texas, Ken Paxton, anche se molte domande sono state inviate comunque dagli appaltatori.

I pericoli di un controllo federale delle elezioni

Mentre il parlamento del Texas, il governatore, il procuratore generale e l’ufficio del segretario di stato hanno lavorato per ridurre le opportunità di truccare le elezioni, gli amministratori locali delle elezioni continuano ad essere l’anello debole della catena.

La Hemingway racconta la saga dell’ex amministratore elettorale della Contea di Williamson (un sobborgo di Austin) Richard L. Barron, che, dopo aver rovinato un’elezione locale durante la quale ha fatto espellere dalla polizia un osservatore elettorale repubblicano, è sopravvissuto a malapena ad un voto di sfiducia di 3 a 2 da parte della commissione elettorale della contea.

Barron è stato poi assunto per gestire le elezioni nella Contea di Fulton, in Georgia, dove “l’Atlanta-Journal Constitution ha ipotizzato che ‘uno scontro di Barron con i Repubblicani possa aumentare le sue possibilità, con una commissione dove i Democratici hanno una maggioranza di 5 a 2.'” Nel 2020, Barron ha supervisionato la controversa operazione di conteggio ad Atlanta, dove gli osservatori elettorali repubblicani sono stati indotti a lasciare l’operazione di conteggio proprio mentre “un piccolo resto di circa quattro operatori ha iniziato a tirare fuori degli scatoloni contenenti migliaia di schede da sotto un tavolo con una lunga tovaglia e a far passare le schede attraverso le macchine”. Barron avrebbe in seguito negato le accuse dei Repubblicani sull’irregolarità delle elezioni – ed una stampa profondamente cieca lasciò perdere.

Il LibroRiggeddella Hemingway dimostra chiaramente i molteplici pericoli che stanno dietro ad un tentativo federale di nazionalizzare le regole elettorali così come previsto nella proposta di legge HR1/S1. Il disegno di legge al vaglio del Congresso demolisce le leggi elettorali del Texas e quelle di altri stati che prendono sul serio l’integrità elettorale, imponendo al loro posto una legge elettorale in “stile californiano” con nessuna richiesta di esibire un documento d’identità per gli elettori, restrizioni per l’aggiornamento delle liste degli elettori, la registrazione al voto nello stesso giorno delle elezioni, ed una grande espansione del voto per corrispondenza.

In altre parole, i Democratici vogliono promulgare leggi che fanno poco per assicurare l’integrità delle elezioni, e che invece assomigliano molto alla “lista dei desideri” di Marc Elias in materia di brogli elettorali.


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