Newsmax – I Repubblicani minacciano di fare causa a New York per la decisione di far votare i non cittadini

I Repubblicani minacciano di fare causa a New York per la decisione di far votare i non cittadini.

Il Comitato Nazionale Repubblicano (RNC) sta sollevando la possibilità di una battaglia in tribunale per contrastare la decisione della città di New York che ha permesso ai non cittadini di votare nelle elezioni locali.

Il RNC ha twittato venerdì: “New York City ha appena deciso di permettere a 900 mila non-cittadini di votare alle elezioni cittadine. Questo è un attacco senza precedenti all’integrità delle elezioni, e stiamo esaminando le nostre opzioni legali per garantire che tutto ciò non rimanga in piedi”.

Il tweet del GOP è arrivato dopo che il consiglio comunale controllato dai Democratici ha approvato la misura giovedì scorso.

La CNN ha riferito che questa legislazione permette ai non cittadini che sono stati residenti nella città per almeno 30 giorni o che sono residenti legalmente permanenti negli Stati Uniti di votare alle elezioni cittadine. La misura spiana anche la strada del voto nelle elezioni cittadine anche ai titolari di carta verde (un documento che attribuisce la residenza permanente negli Stati Uniti, n.d.r.) ed alle persone con alcune tipologie di permessi di lavoro, compresi i seggi per il sindaco, il public advocate, i presidenti di distretto ed il consiglio comunale.

Il consigliere Ydanis Rodriguez, immigrato dalla Repubblica Dominicana, è stato il primo sponsor della legislazione.

“La costituzione dello Stato di New York e la Carta della Città di New York sono dei documenti viventi che ci danno l’opportunità di cercare sempre di migliorarli”, ha detto Rodriguez alla CNN. “Penso che oggi siamo stati in grado di fare questo importante cambiamento che riconosce i contributi degli immigrati”.

La legislazione entrerà in vigore nel gennaio 2023.

L’Associated Press ha riferito che solamente un potenziale veto da parte del Sindaco uscente Bill de Blasio ha impedito che la misura entrasse subito in vigore. Ma lo stesso de Blasio, che ha espresso alcune preoccupazioni sul provvedimento dicendo che dovrebbe “essere deciso a livello statale, secondo la legge statale”, ha poi detto che non porrà il veto. Il sindaco eletto Eric Adams (che entrerà in carica a gennaio), invece, ha detto di sostenere la legge.

Sulla questione del voto agli stranieri, per fare un paragone con l’Italia, nel nostro paese è consentito solo il voto ai cittadini di uno Stato dell’Unione Europea residenti in Italia che intendono esercitare il diritto di voto in occasione delle elezioni europee e comunali.

Il Sen. Rubio presenterà un disegno di legge volto a togliere i fondi federali alle città che permettono ai non cittadini di votare.

Il Senatore Marco Rubio, Repubblicano della Florida, ha annunciato venerdì la sua intenzione di introdurre un nuovo disegno di legge che tolga i finanziamenti alle città che permettono ai cittadini non statunitensi di votare, una risposta diretta alla decisione presa giovedì dal Consiglio comunale della città di New York che permette a circa 800.000 non cittadini legalmente residenti di votare alle elezioni comunali.

“Nessuna città che permette ai cittadini non statunitensi di votare dovrebbe ricevere fondi dal governo degli Stati Uniti”, ha dichiarato Rubio. “Presenterò un disegno di legge”.

La decisione del Consiglio Comunale di New York permette ai non cittadini residenti in città di votare nelle elezioni locali, ma non potranno comunque votare nelle elezioni statali e federali. Gli immigrati illegali non sarebbero autorizzati a votare a qualsiasi titolo.

La rappresentante Claudia Tenney a Newsmax: “Permettere ai non cittadini di votare a NYC mina la Democrazia”.

La rappresentante Claudia Tenney ha denunciato l’iniziativa della città di New York per permettere ai non cittadini di votare su Newsmax mercoledì sera.

Apparendo nel programma “Cortes & Pellegrino” di Newsmax, la repubblicana di New York ha detto che uno sforzo per far votare i non-cittadininon solo mina il nostro diritto di voto, ma mina il governo per cui si sta votando. […] La cosa veramente scandalosa della legge della città di New York è che ha solo un requisito di residenza di 30 giorni. Questo è tutto”.

Il disegno di legge denominato “Our City, Our Vote” (“La nostra città, il nostro voto“, n.d.r.) concederà ai non cittadini, circa 800.000 dei quali risiedono a New York City, il diritto di votare nelle elezioni locali.

La Tenney ha chiesto, “perché la gente non vuole avere, sapete, questa pianificazione centralizzata su questo tipo di società globalista, perché non è quello che hanno concordato. Diminuisce i loro diritti“.

E lo stanno facendo attraverso il voto“, ha aggiunto la Tenney. “E il voto è l’espressione più profonda del nostro autogoverno; è poter votare in un’elezione libera e giusta; dove il nostro voto è segreto; dove il re o il dittatore, [chiunque], non sa come abbiamo votato.”

L’Opinione: “Il voto ai cittadini stranieri nelle elezioni americane è una cattiva idea – Punto”.

Circa 800.000non-cittadinipotranno votare nelle future elezioni di New York, […]. Questi potenziali nuovi membri dell’elettorato comprenderanno anche i titolari di carta verde (un documento che attribuisce la residenza permanente negli Stati Uniti, n.d.r.) e quelli con certi permessi di lavoro.

Questa è una pessima idea. Tuttavia, che lo si ami o che lo si odi, tutti almeno dovrebbero discutere su questo concetto con la massima precisione.

Questi 800.000 potenziali nuovi elettori non sono “non cittadini”. Il computer su cui scrivo queste parole è un “non cittadino”. Lo è anche il mezzo attraverso il quale le state leggendo in questo momento.

Più che non cittadini“, queste persone sono cittadini stranieri. Anche se non sono cittadini americani, rimangono cittadini delle nazioni straniere da cui provengono – Messico, Haiti, Russia, Singapore, Nuova Zelanda, e decine di altre.

Ogni essere umano è cittadino di qualche paese. Un “non-cittadino” non è qualcosa.

Quindi, pro o contro, tutte le discussioni su questo brainstorming dovrebbero riflettere su ciò che c’è in gioco:

Il Consiglio Comunale di New York mira a diluire i voti dei cittadini americani lì residenti, estendendo questo franchising a 800.000 cittadini stranieri. Questo include permettere anche a circa 117.500 cittadini della Cina comunista scelgano il sindaco, i membri del consiglio comunale, i procuratori distrettuali ed altri funzionari della municipalità più popolosa d’America.

Non c’è davvero fondo alla depravazione ed alla malvagità del Partito Democratico, la maggior parte dei cui membri locali acclamano a questa proposta. Ma sorprendentemente, e a suo raro merito, il sindaco di estrema sinistra di Gotham City, Bill de Blasio, non è tra questi.

Ho delle riserve“, ha detto de Blasio martedì. “Quindi, capisco se la gente dice, ‘Ehi, sono da qualche parte sul percorso verso la cittadinanza’. Ma ho anche dei sentimenti sulla cittadinanza e sul valore della cittadinanza, e voglio incoraggiare le persone a diventare cittadini, pienamente”.

De Blasio sostiene anche che la questione debba essere piuttosto decisa dal parlamento statale, non dal consiglio comunale. Un’idea di sinistra deve essere veramente miserabile per non godere neanche del pieno sostegno di Bill de Blasio.

Al contrario, il sindaco eletto di New York, Eric Adams, è favorevole a dare il voto ai cittadini stranieri. Questa posizione si scontra a cento miglia all’ora con l’opinione diffusa secondo cui Adams sia un democratico “moderato” o addirittura “conservatore”. Questa eccezione dimostra la regola oppure è un’infausta anteprima degli orrori a venire?

Come un certo ex presidente ama dire: “Vedremo cosa succederà”.

Questa idea stravagante si estende oltre i confini di Gotham City. I politici di sinistra hanno già autorizzato i cittadini stranieri a votare per il consiglio scolastico di San Francisco, nelle elezioni locali in due città del Vermont e in 11 comunità del Maryland.

E se gli stranieri possono votare per il consiglio scolastico e lo sceriffo, perché non anche per il senatore oppure per il governatore? Quello che la sinistra vuole è “sempre di più”. Perché non permettere ai titolari di carta verde di votare anche nelle elezioni statali?

Se questo sembra troppo folle da contemplare, ricordate come avevano riso tutti quanti del Green New Deal quando la rappresentante Alexandria Ocasio-Cortez l’ha presentato nel 2019. “Non passerà”, ridacchiavano quelli intelligenti. Bene, Joe Biden ha appena firmato in legge enormi pezzi di quel Green New Deal con la sua cosiddetta “legge sulle infrastrutture” da 1,2 trilioni di dollari.

La folle fantasia di oggi della sinistra è la legge di domani.

Allo stesso modo, se i possessori di carta verde potranno votare nelle elezioni cittadine – e forse anche statali un domani – allora chi dirà agli stranieri illegali che non possono scegliere i leader che fanno le regole per loro, le loro famiglie, gli amici e i vicini?

Perché non consegnare semplicemente le schede elettorali a tutti gli adulti (o forse anche ai minori sopra i 16 anni) che possono raggiungere i loro distretti locali – o votare per posta da casa? Gli stranieri illegali ora ottengono l’assistenza sanitaria gratuita, l’istruzione gratuita e i biglietti aerei gratuiti per le destinazioni che scelgono.

Perché non dare anche a loro il diritto di voto? Pazzi? Dategli qualche anno. E, naturalmente, un presidente come Pete Buttigieg darebbe agli stranieri illegali persino le corse gratuite con Uber per recarsi alle urne.

Per ora, la distinzione tranon-cittadiniecittadini stranieriche votano alle elezioni americane è più grande di quanto sembri. Usare quest’ultima espressione descrive accuratamente questa terribile idea ed espone la sua immoralità ed oltraggio – prima che le cose decadano ancora di più.

Deroy Murdock è un collaboratore di Fox News a Manhattan, un redattore del National Review Online e senior fellow del London Center for Policy Research.


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