Breitbart News – Facebook ammette in tribunale che i suoi “fact checks” sono solo opinioni

Il social network di estrema sinistra Facebook ha ammesso in tribunale che i suoi “fact checks” sulle informazioni – spesso rivolti contro i conservatori – non sono altro che dichiarazioni di opinione.

Nonostante si presenti al pubblico come “l’arbitro della verità” ed “il garante di un’informazione accurata“, proteggendo gli utenti dalle “fake news” e dalla “disinformazione”, Facebook ha ammesso in tribunale che i suoi fact checksulle informazioni – spesso rivolti contro i conservatori – non sono altro che dichiarazioni di opinione.

La notizia bomba è emersa nella battaglia giudiziaria di Facebook contro John Stossel, che ha fatto causa all’azienda per diffamazione, sulla scia della decisione del gigante dei social di aggiungere le etichette di fact checkingai video dell’opinionista libertario sul cambiamento climatico.

John Stossel

Da Pagina 2 (10 nel PDF, n.d.r.) della documentazione difensiva di Facebook presentata al tribunale si legge:

Al di là di questo problema di applicabilità della Sezione 230, il reclamo non riesce anche a giustificare una richiesta di diffamazione. In primo luogo, Stossel non riesce a dichiarare fatti che stabiliscano che Meta abbia agito con malizia effettiva – cosa che, come figura pubblica, deve fare. In secondo luogo, le rivendicazioni di Stossel si concentrano sugli articoli di fact-check scritti da Climate Feedback, non sulle etichette apposte attraverso la piattaforma Facebook. Le etichette stesse non sono né false né diffamatorie; al contrario, costituiscono un’opinione protetta. E anche se Stossel potesse attribuire le pagine web di Climate Feedback a Meta, le dichiarazioni contestate su quelle pagine non sono altrettanto false o diffamatorie. Ognuno di questi fallimenti condannerebbe il reclamo di Stossel, ma la combinazione rende inutile qualsiasi integrazione.

Facebook, che ora si fa chiamareMeta“, afferma che Stossel ha bisogno di “attribuire le pagine web di Climate Feedback a Meta” a causa dell’esternalizzazione della censura da parte della società tecnologica a terze parti che svolgono il controllo dei fatti, terze parti che sono composte però da organizzazioni di media liberal e da non profit.

Facebook usa questo sistema per distanziarsi dalla responsabilità di qualsiasi fact-check, sostenendo che le decisioni vengano prese da “terzi” piuttosto che dalla società stessa.

Tuttavia, l’azienda incide ancora su queste decisioni, apponendo etichette ai post che sono stati “verificati“, e sopprimendo così la loro diffusione sulla sua piattaforma.


BreitbartNews.com

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