Byron York – Un barbecue sul nulla

Byron York’s Daily Memo – Un barbecue sul nulla

Il 18 novembre scorso, Joe Biden, insieme al primo ministro canadese Justin Trudeau e al presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, ha partecipato al Vertice dei Leader Nord Americani (NALS), tenutosi per l’occasione alla Casa Bianca. È stato il nono vertice di questo tipo, ma il primo dal 2016, quando il presidente Donald Trump aveva smesso di parteciparvi.

I solito pregiudizio anti-Trumpiano ha portato i più ad incensare Joe Biden solo per essersi presentato. “Penso che sia bello essere di nuovo amichevoli con i nostri vicini”, ha detto il comico del Late Night Show Jimmy Kimmel. “È come se l’ex fidanzato abusivo dell’America se ne fosse andato, e finalmente veniamo invitati di nuovo ai barbecue del quartiere”.

Ma sembra che, su alcuni aspetti importanti, sia stato “un barbecue sul nulla“.

Prendete la questione critica dell’immigrazione illegale.

Negli anni di Donald Trump, l’amministrazione ha fatto pressioni sul Messico per fare diverse mosse al fine di ridurre il numero di persone che attraversavano illegalmente il confine con gli Stati Uniti. Quello che è diventato noto come il programma “Remain in Mexicoha ridotto con successo il numero di clandestini che sono stati autorizzati a rimanere negli Stati Uniti anche se avevano poche o nessuna speranza di ottenere asilo. Era un bene per gli Stati Uniti, ma al Messico non piaceva.

Joe Biden, naturalmente, ha posto fine alla politica delRemain in Mexico” il suo primo giorno nello Studio Ovale. Ora, però, dopo una causa da parte degli stati del Texas e del Missouri, una corte federale ha ordinato di ripristinarla, almeno temporaneamente, in base alle accuse che Biden non abbia seguito le procedure richieste nel cancellare quella politica esistente. Al momento, il suo status è nel c.d. limbo. Ma non c’è dubbio che, dal punto di vista americano, la politica del “Remain in Messico” era un successo prima che Biden cercasse di cancellarla.

Ma che cosa ha detto Joe Biden quando ha incontrato il presidente messicano López Obrador, che, come ha notato il New York Times nel suo articolo sul vertice, “si è scagliato contro gli Stati Uniti ed ha perseguito politiche che vanno contro gli interessi americani”? Niente. Biden non ne ha neanche parlato.

“Per tutto il giorno, ogni leader ha rifiutato di rispondere alle domande dei giornalisti sulle politiche americane che rimandano i richiedenti asilo in Messico”, ha riportato il New York Times. “I consiglieri del signor Biden hanno detto che il gruppo avrebbe discusso dei modi umani per affrontare le cause che spingono le persone a nord e che avrebbe affrontato il flusso di fentanyl e di altre droghe verso il confine tra Stati Uniti e Messico. Ma hanno anche detto che il gruppo non discuterà le politiche che sono diventate punti critici per gli attivisti dell’immigrazione, compreso un programma che costringe alcuni richiedenti asilo ad aspettare in Messico mentre i loro casi rimangono in sospeso”.

Più tardi, un giornalista ha chiesto alla portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki: “Come si fa ad avere un summit in cui l’immigrazione è uno dei temi principali senza tirare fuori la politica del ‘Remain in Messico‘? Dove pensa la Casa Bianca che sia il forum appropriato per questo, se non in un’occasione come questa?”

La Psaki ha indicato il caso giudiziario come la ragione per cui Biden si sia tenuto lontano dall’argomento. Ma ha chiarito che il suo capo, come il resto della sua amministrazione, preferisce parlare dellecause profondedella migrazione, che però non entrano in gioco quando bisogna risolvere una crisi migratoria al confine che è attuale. Non abbiamo sentito una spiegazione a riguardo da Joe Biden stesso perché ha rifiutato di tenere la tradizionale conferenza stampa dopo il vertice.

Remain in Messico” non è stata l’unica questione sostanziale che Joe Biden ha ignorato al vertice. È anche rimasto lontano da alcune delle questioni commerciali più difficili tra gli Stati Uniti e il Canada. Ma i leader hanno accettato di formare un “gruppo di lavoro” – la versione diplomatica del più famoso “serve una commissione” – per esaminare questioni come il problema della catena di approvvigionamento. Piuttosto, ha notato il New York Times, “i leader sono sembrati intenti a trasmettere sottigliezze diplomatiche piuttosto che affrontare questioni più spinose, come le controversie commerciali o il crescente numero di migranti”.

Alla fine, i sostenitori di Biden hanno per lo più sostenuto che sia stato un bene che il vertice abbia avuto luogo – non che abbia effettivamente realizzato qualcosa per promuovere gli interessi degli Stati Uniti. Non è fantastico essere invitato di nuovo ai barbecue di quartiere? Anche se si appoggiano sul nulla?


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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