Byron York – La lotta interna ai Repubblicani che ha fermato il piano sull’immigrazione di Donald Trump

Byron York’s Daily Memo – La lotta interna ai Repubblicani che ha fermato il piano sull’immigrazione di Donald Trump.

Nella campagna presidenziale del 2016 la promessa di più alto profilo fatta da Donald Trump era quella di costruire un muro, cioè di costruire una barriera lungo le circa 1.000 miglia del confine tra Stati Uniti e Messico. Una volta eletto, la migliore possibilità per Donald Trump di ottenere i fondi necessari dal Congresso per la costruzione del muro è arrivata nel 2018, quando lo Speaker Repubblicano Paul Ryan controllava la Camera ed il leader della maggioranza repubblicana Mitch McConnell il Senato.

Non è successo nulla.

Ora, uno dei più forti sostenitori di Trump a Capitol Hill, il repubblicano Jim Jordan, ha pubblicato un nuovo libro di memorie, “Do What You Said You Would Do“, in uscita il 23 novembre, che descrive quei mesi in cui i legislatori del Partito Repubblicano hanno combattuto sulle visioni contrastanti che avevano della riforma dell’immigrazione. La battaglia è stata intensa, appassionata… e non ha portato a nulla. Nessuna legge sull’immigrazione più severa è stata approvata, e non ci sono stati finanziamenti significativi per il muro. Per questo fallimento, Jordan punta il dito contro l’allora Speaker Repubblicano della camera, Paul Ryan.

“Paul Ryan non era dove si trova il popolo americano”, scrive Jordan. “La posizione di Paul Ryan sull’immigrazione era la stessa della National Chamber of Commerce“. Nel mondo degli attivisti conservatori della politica sull’immigrazione, accusare qualcuno di essersi schierato con la Chamber of Commerce americana è quanto di più duro si possa fare.

La United States Chamber of Commerce (USCC) è infatti il più grande gruppo di lobbying degli Stati Uniti, che rappresenta oltre 3 milioni di imprese ed organizzazioni, e sul tema dell’immigrazione, in particolare, si è opposta all’ordine esecutivo di Donald Trump che poneva fine al Programma DACA (una politica d’immigrazione degli Stati Uniti che permette ad alcuni individui entrati illegalmente nel paese da minorenni i famosi “Dreamers“, di scampare all’espulsione e di ottenere un permesso di lavoro, ma che non offre alcun percorso legale per ottenere la cittadinanza) ed è nota per il suo sostegno all’amnistia per gli immigrati illegali.

Come racconta Jim Jordan, Ryan ha sabotato la riforma repubblicana dell’immigrazione rifiutando di sostenere una legge che la grande maggioranza dei Repubblicani invece sosteneva, e spingendo per una legge più debole che la Camera avrebbe secondo lui sostenuto. Il risultato è stato che, di fronte all’opposizione compatta dei Democratici, nessuna delle due proposte di legge dei Repubblicani è passata.

Il disegno di legge promosso dallo stesso Jordan e dai suoi colleghi dell’House Freedom Caucus avrebbe “messo fine all’immigrazione a catena basata sui ricongiungimento famigliari, ad eccezione dei coniugi e dei figli”, scrive Jordan. “Conteneva una disposizione che rendeva E-Verify obbligatoria per i datori di lavoro (E-verify è un sito web del Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti (DHS) che permette alle aziende di determinare l’idoneità dei loro dipendenti, sia cittadini statunitensi che stranieri, a lavorare negli Stati Uniti, n.d.r.) ed eliminava la lotteria dei visti… [ed] anche toglieva i fondi federali alle c.d. Città Santuario” e stanziava 30 miliardi di dollari per la costruzione del muro“. La legge, sostiene Jordan, “era coerente con il messaggio dato nelle elezioni del 2016”.

Anche la legge sostenuta da Ryan avrebbe finanziato il muro, anche se con 25 miliardi di dollari. “Ma non faceva altro per affrontare i problemi che eravamo stati incaricati di risolvere”, scrive Jordan. “Non aveva alcuna disposizione per affrontare la migrazione a catena, E-Verify, o le Città Santuario… [ed] anche creava uno status legale rinnovabile di 6 anni per un massimo di 2,4 milioni di immigrati illegali e dava a questi individui un percorso legale verso la cittadinanza“. Infine, sebbene il disegno di legge dello Speaker Paul Ryan mettesse fine alla lotteria dei visti, “aveva riassegnato quei visti ai destinatari dell’amnistia“.

“Quale disegno di legge pensate che lo Speaker Paul Ryan abbia sostenuto?” Chiede Jordan. “Sapete già la risposta”.

Paul Ryan, accusa Jordan, non voleva permettere alla Camera di votare la legge proposta dal Freedom Caucus. Lo ha fatto solo dopo che il gruppo ha minacciato di affondare un grande disegno di legge sull’agricoltura se non avessero ottenuto un voto sull’immigrazione. E poi, lo Speaker ha rifiutato di fare pressioni” – come si dice nel linguaggio di Capitol Hill su ogni Repubblicano per votare a favore.

E ancora, il disegno di legge conservatore ha ottenuto 193 voti – una solida maggioranza rispetto ai 241 Repubblicani della Camera in quel momento. Ryan ha spinto per l’altra legge – quella che Jordan chiama “la legge della Chamber of Commerce ” – che alla fine ha ottenuto solo 121 voti.

“Perché spingere per un disegno di legge che era ad un centinaio di voti dal passare invece che un disegno di legge che aveva ottenuto 193 voti e quindi era solo a pochi voti dall’essere approvato?” si chiede Jim Jordan. “Sapete già il perché. Paul Ryan non voleva la legislazione che il presidente Trump ed il popolo americano avevano chiesto“.

Lo scontro tra Jordan e Ryan è stato un classico dibattito dentro ai Repubblicani sull’immigrazione. Mentre i Democratici sono praticamente unanimi nel sostenere l’amnistia e leggi sull’immigrazione più liberal, il GOP è diviso tra una fazione conservatrice“, che favorisce misure più restrittive, ed una fazione più orientata verso il business“, che favorisce misure meno restrittive e maggiori livelli di immigrazione. La proposta di Trump di costruire un muro al confine si è quindi scontrata direttamente con questo conflitto preesistente.

Alla fine, Trump ha trovato altri modi per costruire almeno una parte del muro. Quando ha lasciato l’ufficio e Joe Biden ha fermato la costruzione, circa 450 miglia erano già state costruite, la maggior parte sostituendo le vecchie barriere esistenti ma fatiscenti.

Il fallimento del Congresso allora a guida dei Repubblicani nel finanziare un muro ha avuto delle conseguenze nella vita reale, più recentemente nella crisi di Del Rio, Texas, quando 15.000 clandestini si sono presentati al confine ed hanno attraversato il Rio Grande, accampandosi in uno squallido campo appena dentro i confini degli Stati Uniti. L’amministrazione Biden ha permesso a migliaia di loro di rimanere.

È stata una crisi che sicuramente si ripeterà, probabilmente già nel prossimo futuro.

Ma la storia avrebbe potuto essere diversa se i Repubblicani non fossero stati così divisi in quel dibattito del 2018.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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