Fox News – Il verdetto di Kyle Rittenhouse ha senso se si ignora la copertura di parte del processo dei media mainstream

I media avevano già condannato Kyle Rittenhouse davanti al tribunale dell’opinione pubblica. Ma in un vero tribunale, a Kenosha, la giuria ha avuto l’ultima parola.

Tratto e tradotto da un articolo i Gregg Jarret per Fox News.

Se si fosse effettivamente seguito il processo per omicidio di Kyle Rittenhouse e non solo ascoltato la copertura parziale ed iperbolica messa in scena dalla MSNBC e dalla CNN, tutti avrebbero capito appieno il verdetto di “non colpevolezza” di venerdì per tutte le accuse penali.

I testimoni ed i filmati hanno corroborato il resoconto dell’imputato quando è salito sul banco dei testimoni ed ha rivissuto di come aveva ragionevolmente temuto di essere di fronte ad pericolo imminente di morte o di gravi lesioni corporali quando decise di aprire il fuoco con la sua arma.

I giurati non hanno creduto all’argomento dell’accusa secondo cui Rittenhouse avesse provocato quegli incontri di proposito ed avesse quindi perso il suo diritto di difendersi. Era, in una parola, una “frottola”.

Invece, ciò che i giurati hanno visto e sentito è stato un diciassettenne preso di mira e braccato da una folla inferocita al grido di “prendetelo!… uccidetelo!”

Mentre cercava di scappare, Rittenhouse è stato bersagliato con pietre, preso a calci in testa, attaccato e aggredito. Un rivoltoso minacciò di ucciderlo e di prendergli l’arma. Un altro cercò di colpirlo con un pesante skateboard. Un altro ancora lo prese di mira con la sua pistola carica. Solo allora Rittenhouse ha esercitato il suo diritto di difendersi.

I procuratori non hanno mai avuto per le mani un caso di omicidio. Avrebbero dovuto sapere che non avrebbero mai potuto provare le loro accuse oltre ogni ragionevole dubbio. Tutto quello che dovevano fare era esaminare i video ed interrogare i testimoni. Ma non l’hanno fatto. Si sono affrettati a giudicare ed hanno incriminato Rittenhouse in meno di 48 ore perché la folla lo richiedeva. E lo stesso hanno fatto i media mainstream.

I procuratori non hanno mai compreso appieno le prove che avevano in mano perché non si sono mai preoccupati di esaminarle. Durante le dichiarazioni di apertura, hanno fatto promesse che non avrebbero potuto mantenere ed hanno finito per contraddirsi. I loro stessi testimoni hanno minato il caso dell’accusa. Alla fine, le prove erano valide e convincenti, per cui ci si trovasse di fronte ad un caso di autodifesa secondo la legge, nonostante la falsa narrazione dei media di sinistra.

Dodici giurati hanno impiegato quattro giorni per raggiungere la loro decisione unanime. Sono stati riflessivi e ponderati. Era un caso complicato. Hanno sicuramente sentito il grande peso della loro decisione mentre determinavano il destino di un giovane uomo sotto processo che stava affrontando potenzialmente interi decenni dietro le sbarre. Hanno preso tutto il tempo che era necessario. Volevano fare le cose per bene e le hanno fatte.

I media sono un’altra storia. Giovedì, il giudice Bruce Schroeder ha bandito la MSNBC dal tribunale dopo che il suo produttore è stato arrestato per aver seguito il furgone che trasportava la giuria la sera prima, apparentemente per fotografarli in diretta violazione di un ordine giudiziario. Al di là della sua manifesta stupidità, tentare di invadere la sicurezza della giuria mette in pericolo l’integrità delle sue deliberazioni. Si chiama “manipolazione della giuria” e/o “intimidazione”.

Nessuno sembrava sorpreso che la MSNBC fosse dietro a questa messinscena. I loro conduttori e opinionisti hanno esibito un’ostilità spudorata verso Rittenhouse fin dall’inizio. Senza prove credibili, lo hanno ritratto come un “suprematista bianco” e lo hanno persino chiamato un “terrorista domestico” che agiva come un “giustiziere” o un “assassino di massa“. Con inconfondibili sfumature razziste, la conduttrice di estrema sinistra Joy Reid ha deriso l’imputato per le sue “lacrime di coccodrillo”.

La MSNBC ha condannato Rittenhouse davanti al tribunale dell’opinione pubblica. Ma in un vero tribunale di Kenosha, la giuria aveva l’ultima parola. C’è voluto coraggio per ignorare le forze esterne che sembravano determinate ad agire pesantemente sulla bilancia della giustizia.

Mentre i giurati deliberavano, i manifestanti che chiedevano una condanna hanno mantenuto una presenza costante davanti ai gradini del tribunale. A volte hanno usato i megafoni per gridare: “Niente giustizia, Niente pace!”

Le loro grida potevano essere sentite all’interno dell’aula e, presumibilmente, nell’adiacente sala della giuria, dove seri cittadini stavano cercando di raggiungere un’importante decisione senza essere ostacolati da forze antagoniste. Sicuramente hanno sentito la costante minaccia di “non ci sarà pace”, intesa a instillare nella giuria la paura che un verdetto di assoluzione avrebbe potuto provocare di nuovo l’incendio ed il saccheggio della loro comunità. È stata un’intimidazione della giuria portata fino all’estremo.

Sì, i manifestanti hanno il diritto del Primo Emendamento di manifestare. Ma l’espressione individuale non è un diritto assoluto. La libertà di parola è però subordinata al diritto costituzionale dell’imputato ad avere un giusto processo e a un processo equo. La Corte Suprema ha ripetutamente sostenuto che le proteste possono essere ragionevolmente limitate nel tempo, luogo e modo “per proteggere l’amministrazione della giustizia”.

Lo sciame anti-Rittenhouse avrebbe dovuto essere spostato ad un isolato o due di distanza dal palazzo di giustizia, dove gli sproloqui minacciosi non potevano essere sentiti dalla giuria.

Il giudice Schroeder ha espresso esasperazione per la copertura dei media, etichettandola come “grossolanamente irresponsabile“, “vergognosa” e “spaventosa“. Non sono in disaccordo. Ma la sua frustrazione sembrava guidata dalle critiche infondate alle sue stesse decisioni nel caso. In verità, il giudice è stato vigile nel proteggere i diritti costituzionali dell’accusato per assicurare che ricevesse un processo equo. Per queste buone azioni è stato ingiustamente calunniato.

Schroeder avrebbe ricevuto parole minacciose dal pubblico per la sua decisione di non permettere l’uso della parola vittime per descrivere i tre uomini a cui Rittenhouse aveva sparato. Ma la decisione del giudice è stata corretta e per nulla insolita in un caso in cui l’imputato ha invocato la legittima difesa. Il termine “vittima” implica inequivocabilmente che le persone a cui hanno sparato erano incolpevoli e l’imputato, quindi, le ha rese tali. Le prove hanno dimostrato il contrario.

Il giudice Schroeder potrebbe anche aver reagito alla batosta che ha preso da esperti legali che non sanno poi così molto. Sulla CNN, l’avvocato Bakari Sellers ha affermato che il giudice sta “mostrando le sue credenziali conservatrici”, forse non sapendo che è stato nominato da un democratico. Salvaguardare rigorosamente i diritti costituzionali di un accusato dall’eccesso di potere dell’accusa (far cadere l’accusa di possesso illegale di arma da fuoco mal concepita) e dalla cattiva condotta (criticare il diritto dell’imputato a rimanere in silenzio) non è una manovra politica. È un dovere sacro che tutti i buoni giudici esercitano.

La frustrazione di vostro onore è stata messa a nudo in tribunale quando ha pensato di vietare le telecamere nei processi futuri. Con tutto il rispetto, stava confondendo le telecamere con il pregiudizio.

Si può rimuovere la copertura televisiva in un processo di alto profilo, ma gli stessi attacchi disinformati da parte della MSNBC e della CNN continuerebbero. Tranne che il pubblico sarebbe costretto ad affidarsi interamente ai resoconti di seconda mano dei media irrimediabilmente di parte che stazionano all’interno dell’aula e sarebbe privato di assistere alle prove con i propri occhi.

Vedere è credere. I commenti contorti non cesserebbero, ma diventerebbero più oltraggiosi e meno credibili. Questo sarebbe stato un errore che aggraverà solo la disinformazione.

Le ruote della giustizia a volte girano lentamente. Ci vuole tempo per selezionare le prove e le testimonianze prima di decidere se presentare accuse penali che possano rovinare la vita di un uomo innocente. I procuratori di Kenosha hanno fallito nella loro due diligence. Hanno capitolato alla pressione pubblica guidata dalla mafia liberal e da membri ignoranti dei media che hanno condannato Rittenhouse senza esaminare alcuna delle prove e confrontarle con la legge sulla legittima difesa.

Kyle Rittenhouse sarà per sempre macchiato dalle false accuse mosse contro di lui. Ora dovrebbe fare causa a tutti coloro che lo hanno calunniato, compreso un tizio di nome Joe Biden che lo ha diffamato bollandolo come un “suprematista bianco”.


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