Catholic Vote – La Corte Suprema davanti a due sfide contro l’Heartbeat Law del Texas

La Corte Suprema davanti a due sfide contro la Heartbeat Law del Texas.

Le due case legali presentate davanti alla Corte Suprema provengono rispettivamente dall’amministrazione Biden e da gruppi privati pro-aborto. Nell’esaminare i ricorsi, l’Alta Corte considererà se il governo degli Stati Uniti abbia il diritto di bloccare l‘applicazione della legge e se i gruppi abortisti potranno procedere con le loro cause intentate contro lo Stato del Texas ed i suoi funzionari.

Nonostante le immense pressioni dell’amministrazione Biden e dei gruppi abortisti per fare altrimenti, la Corte Suprema permetterà alla legge del Texas di rimanere in vigore in attesa dell’esito dei ricorsi, per i quali la suprema corte ha già cominciato ad ascoltare le argomentazioni orali dal 1° novembre.

La Corte Suprema si era già espressa rifiutandosi di sospendere l’applicazione della legge quando era entrata in vigore il 1° settembre. All’epoca, Joe Biden era rimasto indignato rispetto alla loro decisione, che aveva descritto come “un assalto senza precedenti ai diritti costituzionali secondo Roe v. Wade“. Biden aveva minacciato anche “uno sforzo di tutto il governo per rispondere a questa decisione”.

Da allora, l’amministrazione Biden, compresi il Dipartimento di Giustizia ed il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani, ha cercato ogni opportunità per ostacolare la legge del Texas. Questi sforzi, lavorando in tandem con i leader dell’industria dell’aborto come Planned Parenthood, sono andati finora a vuoto.

Un esempio degli sforzi pro-aborto per sfidare la legge texana è stato quando la Corte d’Appello del 5° Circuito ha negato una richiesta di sospendere l’applicazione della legge. Questa decisione ha segnato “la terza volta da ottobre che la corte d’appello di orientamento conservatore si è schierata con il Texas ed ha lasciato che le restrizioni restassero in vigore”, Come ha riportato POLITICO:

“Questo lascia il Dipartimento di Giustizia e gli operatori dell’aborto del Texas su delle strade da percorrere che si restringono nel cercare di fermare la legge […]. Nonostante le numerose cause legali, sia prima che dopo l’entrata in vigore della legge il 1° settembre, solo una volta un tribunale si è mosso per mettere in attesa le restrizioni – e quel provvedimento è rimasto in vigore per sole 48 ore”.

Il giudice Sonia Sotomayor (nominata da Barack Obama, n.d.r.) aveva sia concordato “in parte” con la decisione della Corte Suprema sia dissentito “in parte” (la Corte Suprema americana consente infatti di esprimere le obiezioni dei giudici nella sentenza, la c.d. dissenting opinion, n.d.r.), sostenendo che la “Corte avrebbe dovuto invece mettere in pausa la legge”, come riportato da Kimberly Robinson su Bloomberg Law. “La promessa di un futuro giudizio offre un freddo conforto, tuttavia, alle donne del Texas che cercano cure abortive”, aveva dichiarato la Sotomayor.

Ci vogliono i voti di cinque giudici per bloccare una legge“, ha aggiunto la Robinson, ma solo quattro “per concedere” od “ascoltare” un caso. “Presumibilmente, gli stessi quattro giudici (Roberts, Breyer, Sotomayor e Kagan) che avrebbero fermato la legge a settembre avrebbero voluto farlo ora”.

Molti osservatori della corte hanno notato il grado con cui la Corte Suprema abbia accelerato su entrambe le cause vertenti sulla legge del Texas. “Le memorie di apertura devono essere presentate mercoledì 27 ottobre e le risposte venerdì 29 ottobre. Questo è sicuramente un termine ‘accelerato'”, aveva scritto Robinson.

Steve Vladeck della University of Texas School of Law ha osservato come la Corte si sta muovendo in modo incredibilmente veloce:

“L’ultima volta che posso ricordare una tempistica così breve (in questo, 10 giorni) tra la Corte che accetta di prendere in considerazione un caso e la discussione orale è stato nel dicembre 2000, in Bush vs. Gore”.

Gli oppositori e i sostenitori dell’aborto osserveranno inevitabilmente questi casi alla luce dell’imminente caso sull’aborto Dobbs vs. Jackson Women’s Health, che l’Alta Corte comincerà ad esaminare il 1° dicembre.

Come ha riportato CatholicVote, la Corte Suprema ha ora una maggioranza di giudici che sono ampiamente considerati a favore dei temp Pro-life, e la “Corte ha consolidato questa impressione quando ha permesso al divieto dell’aborto del Texas di entrare in vigore a settembre”.

Inoltre, il caso Dobbs:

“arriva con un documento del procuratore generale del Mississippi che esorta la Corte Suprema ad abrogare Roe v. Wade e a restituire la questione dell’aborto agli stati […]. Il giudice Clarence Thomas, nel frattempo, ha apertamente chiesto l’abrogazione della Roe vs. Wade“.


CatholicVote.org

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