Sondaggio AbcNews/Washington Post – Malcontento economico: le critiche a Biden portano il GOP ad un vantaggio da record

Malcontento economico: le critiche a Biden portano il GOP ad un vantaggio da record. Entrambi i partiti, tuttavia, sono visti come fuori dal contatto con la realtà dalla maggioranza degli Americani.

I candidati Repubblicani al Congresso registrano il più ampio vantaggio nelle preferenze di voto per le elezioni di metà mandato nei sondaggi ABC News/Washington Post degli ultimi 40 anni, sottolineando una profonda crisi per i Democratici, che sperano di mantenere le loro risicate maggioranze nelle due aule del Congresso l’anno prossimo.

Anche solo un anno è una vita in politica, e le difficoltà del Partito Democratico sono profonde; queste includono un’impennata del malcontento economico, un leader che è andato 12 punti percentuali sott’acqua nell’approvazione del suo lavoro ed un sentimento diffuso che il Partito sia fuori dal contatto con le preoccupazioni della maggior parte degli Americani – il 62% lo afferma.

Altrettante persone vedono il Partito Repubblicano come anch’esso al di fuori dal contatto con la realtà (58%).

Ma c’è un po’ di conforto per i Democratici in altri risultati del sondaggio. In particolare, le iniziative politiche “chiave” di Joe Biden sono molto più popolari di lui, con il 63% di sostegno alla legge sulle infrastrutture da 1.000 miliardi di dollari approvata dal Congresso ed il 58% di sostegno alla legge sulla spesa sociale da quasi 2.000 miliardi di dollari ancora in discussione.

Eppure, con la legge sulle infrastrutture assicurata, Biden ottiene poco credito in questo sondaggio, che è stato prodotto per la ABC News da Langer Research Associates. Solo il 31% dice che Biden sta mantenendo la maggior parte delle sue principali promesse elettorali, mentre il 35% pensa che abbia realizzato molto in generale. Ma mentre la maggior parte sostiene i suoi piani di spesa ed i piani politici, i venti contrari sono evidenti, dato che il 59% teme che farà aumentare troppo le dimensioni ed il ruolo del governo, in aumento di 6 punti rispetto ai dati di primavera.

Allo stato attuale, se le elezioni di midterm fossero oggi, il 51% degli elettori registrati dice che sosterrebbe il candidato Repubblicano nel suo distretto congressuale, il 41% il candidato democratico.

Questo è il più grande vantaggio per i Repubblicani nei 110 sondaggi di ABC/WAPost che hanno posto questa domanda sin dal novembre 1981. Infatti, è solo la 2° volta che il GOP ha tenuto un vantaggio statisticamente significativo (l’altro era di +7 punti nel gennaio 2002) e la 9° volta che ha tenuto un qualsiasi vantaggio numerico.

Tra i fattori chiave c’è l’economia. Con l’inflazione alle stelle, il 70% dice che l’economia è in cattive condizioni, rispetto al 58% che lo sosteneva in primavera. Mentre solo la metà incolpa direttamente Biden per l’inflazione – la peggiore in 31 anni – la sua approvazione per la gestione generale dell’economia è scesa al 39%, in calo di 6 punti dall’inizio di settembre e di 13 punti rispetto alla primavera.

Ora, il 55% disapprova le prestazioni economiche di Biden – ben 6 punti di disapprovazione in più rispetto al più alto indice di disapprovazione dell’ex presidente Donald Trump sull’economia nel settembre 2017. Poco più di un anno dopo, i Repubblicani di Trump persero 40 seggi alla Camera nelle elezioni di metà mandato del 2018.

In termini di prestazioni lavorative di Biden in generale, il 41% approva, un nuovo record minimo, mentre il 53% disapprova, molto simile al suo rating sull’economia. Biden ha perso 11 punti di approvazione rispetto alla primavera, aggravandosi con l’impennata del Coronavirus a causa della variante Delta e continuando con l’inflazione.

Specificamente sul tema della pandemia, il rating di Biden è meno negativo: il 47% approva mentre il 49% disapprova. Ma questo è numericamente sott’acqua per la prima volta, con l’approvazione che si abbassa dal 64% di aprile e dal 62% di giugno, entrambi prima dell’impennata della variante Delta.

La valutazione complessiva dell’approvazione di Biden stabilisce o corrisponde ai minimi anche nella valutazione tra quasi tutti i gruppi demografici, con valutazioni positive in calo significativo dai loro picchi in primavera o in estate. Fanno eccezione coloro che erano già molto critici nei confronti di Joe Biden, come i Repubblicani, i conservatori e gli abitanti dell’America rurale.

È degno di nota che Biden ottenga solo il 35% di approvazione tra gli elettori Indipendenti – mentre il 63% degli Indipendenti sostiene la legge sulle infrastrutture ed il 58% sostiene il pacchetto da 2.000 miliardi di dollari sui cambiamenti climatici e la spesa sociale.

Guardando alle elezioni di metà mandato, il 58% tra tutti gli aventi diritto al voto (e il 59% degli elettori che effettivamente si registrano per andare a votare) sono inclini a guardarsi attorno per trovare “qualcuno di nuovo” per cui votare. Questo è abbastanza tipico, anche se leggermente al di sopra della media nei sondaggi fin dal 1989. (E i membri in carica della Camera tendono prepotentemente ad essere rieletti – 92% in media nelle elezioni di metà mandato dal 1946 centra la rielezione). Tuttavia, segnando una sfida per i Democratici, gli elettori registrati interessati a cercare “qualcuno di nuovo” da votare attualmente favoriscono i candidati Repubblicani rispetto a quelli Democratici di 20 punti.

Anche con i vantaggi del GOP riportati in questo sondaggio, i risultati sull’educazione – una questione scottante nelle elezioni del governatore della Virginia del 2 novembre – sono più sfumati. Da un lato, la maggioranza, il 48%, dice che i genitori dovrebbero avere “molta” voce in capitolo su ciò che le scuole insegnano ai loro figli (al contrario della minoranza, che dice “non molta” o “nessuna”), e questo gruppo è fortemente repubblicano. È una visione accreditata come una questionegalvanizzante” per la vittoria in Virginia del repubblicano Glenn Youngkin.

D’altra parte, un ampio 70% degli Americani dice che le scuole pubbliche dovrebbero insegnare “molto” o “abbastanza” su come la storia del razzismo influenzi il paese ancora oggi, un approccio criticato sia da Youngkin che da molti titolari di cariche elettive repubblicani in generale.

Il 44% dei Repubblicani approva quest’ultimo approccio didattico, salendo al 73% tra gli Indipendenti e al 92% tra i Democratici. È una domanda che divide i conservatori, con il 59% degli adulti “un po’” conservatori a sostegno, che scende al 34% di coloro che si definiscono “fortemente” conservatori. Per razza ed etnia, il 61% dei bianchi sostiene l’insegnamento degli impatti del razzismo, così come l’83% degli ispanici e il 91% degli afro americani.

In un’altra domanda, il 53% definisce la risposta pandemica delle loro scuole pubbliche locali come “abbastanza giusta”, contro il 25% che dice “troppo severa” (un altro tema di battaglia del GOP) ed il 16%non abbastanza severa“. (I genitori sono i più propensi rispetto agli altri a ritenere queste politiche “troppo severe“, con il 31% contro il 22%).

A conti fatti, il pubblico si divide 44% a 41% tra i Democratici e Repubblicani nella fiducia nel gestire l’educazione e le scuole. I genitori si dividono circa allo stesso modo, 43% a 43%.

La domanda sul voto del 2022 pone delle preferenze generiche di candidati Democratici o Repubblicani per la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. È interessante però anche il controllo del Senato degli Stati Uniti, strettamente diviso. La valutazione dei risultati del sondaggio in soli 8 stati che dovrebbero avere le corse al Senato più competitive 4 attualmente detenuti dai Democratici, 4 dai Repubblicani – solleva ulteriori speranze per il GOP e rischi per il Partito Democratico.

In questi stati – Arizona, Florida, Georgia, Nevada, New Hampshire, North Carolina, Pennsylvania e Wisconsin – la valutazione positiva sul lavoro di Biden è del 33%, rispetto al 43% he si registra altrove. Sulla sua gestione della pandemia, l’approvazione è di 11 punti più bassa che nel resto del paese. Sull’economia, la differenza è di 7 punti.

I residenti di questi stati sono anche meno inclini a sostenere il loro senatore in carica piuttosto che cercare qualcuno di nuovo da sostenere, 19% contro 28%. E gli elettori registrati in questi stati favoriscono i Repubblicani rispetto ai Democratici per il Senato con un margine di 23 punti, 58% a 35%, contro 7 punti, 49% a 42%, nel resto del paese.

Le differenze nelle preferenze di voto al Congresso mostrano lo stato attuale del gioco nei probabili gruppi battleground del 2022, con miglioramenti sostanziali per i Repubblicani rispetto al 2018.

Gli elettori Indipendenti, che sono spesso elettori indecisi nelle elezioni nazionali, favoriscono i candidati del GOP, 50% a 32%; avevano votato di +12 punti i Democratici nel 2018. I moderati si dividono strettamente, +6 punti per i candidati Democratici, 48% a 42%, contro i +26 punti del 2018. Gli elettori suburbani favoriscono i Repubblicani, 54% a 39%, gli elettori rurali favoriscono i Repubblicani con un ampio 66% a 26%. Il vantaggio dei Democratici tra gli elettori urbani, 52% a 38%, è anch’esso ben lontano dai risultati del 2018.

A dimostrazione del ruolo dell’economia, coloro che dicono che è in forma “eccellente” o “buona” favoriscono i candidati Democratici per un 75% a 19%. Ma tra la vasta maggioranza che dice che è in condizioni peggiori di – “non così buona” o “scarsa” – i candidati Repubblicani sono favoriti, 63% a 28%.

I vantaggi dei Repubblicani nei due gruppi principali di uomini e donne bianchi non istruiti al college sono più ampi di 20 punti rispetto al 2018. E un altro risultato incoraggiante per i Repubblicani è tra gli ispanici: Essi favoriscono ancora i Democratici, ma con un margine di soli 15 punti, 49% a 34%. (Questo risultato è tra tutti gli ispanici, non solo quelli registrati per votare, per una dimensione adeguata del campione. Tutti gli altri risultati di preferenza di voto sono tra gli elettori registrati). Questo si confronta con le ultime midterms del 2018, quando, secondo i risultati degli exit poll, gli ispanici avevano votato Democratico con un margine di 40 punti.

Questo sondaggio di ABC News/Washington Post è stato condotto per telefono fisso e cellulare dal 7 al 10 novembre 2021, in inglese e spagnolo, su un campione nazionale casuale di 1.001 adulti, compresi 882 elettori registrati. I risultati hanno margini di errore di campionamento di 3,5 punti percentuali per il campione completo e per gli elettori registrati. Le divisioni tra i partiti nel campione completo sono 27%, 26%, 37% rispettivamente Democratici, Repubblicani, Indipendenti, e 28%, 28%, 36% tra gli elettori registrati.

Il sondaggio è stato prodotto per ABC News da Langer Research Associates di New York, con campionamento e raccolta dati da Abt Associates di Rockville, Maryland.


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