The Federalist – Trump non ha mai difeso le minacce a “impiccare Mike Pence”, ma i media senza vergogna non possono smettere di mentire a riguardo

FACT-CHECK: Trump non ha “difeso” le esortazioni a “impiccare Mike Pence”, e chiunque abbia ascoltato la clip audio lo sa.

Se avete letto qualche titolo o siete stati su Twitter, probabilmente avete sentito la notizia: Donald Trump ha giustificato le esortazioni ad “impiccare Mike Pence”. Ma se ascoltate l’intervista che presumibilmente supporta questa affermazione, capirete presto che i media corrotti sono di nuovo all’opera. Semplicemente non è vero.

L’audio proviene da un’anticipazione di un’intervista tra Donald Trump ed il corrispondente capo di Washington della ABC News Jonathan Karl, per il suo prossimo libro in uscita sul 6 gennaio, che è destinato ad essere una sciocchezza se l’interpretazione che il giornalista dà a questa particolare intervista. E i media aziendali hanno avuto una giornata campale venerdì mattina, annunciando tutti con shock e stupore che Trump sarebbe stato d’accordo con la folla nell’impiccare Mike Pence.

Trump difende i cori “Impiccate Mike Pence” dei rivoltosi del Campidoglio“: “La gente era molto arrabbiata“, è stato il titolo del Daily Beast, mentre Business Insider ha affermato: “Trump ha giustificato i suoi sostenitori che chiedevano di impiccare Mike Pence alla rivolta del Campidoglio, dicendo che fu “buon senso”“.

Mike Allen di Axios se ne è uscito con il titolo: “Audio esclusivo: Trump difende le minacce di ‘impiccare’ Pence“, e ha postato la storia nella sua newsletter del mattino. Trump “ha difeso, abbastanza ampiamente, i sostenitori che hanno minacciato di ‘impiccare’ l’ex vicepresidente Mike Pence”, ha detto Allen, aggiungendo, “è senza precedenti per un ex presidente dire apertamente che era giusto minacciare la vita del suo vicepresidente”.

Ma per avere il quadro completo, è necessario ascoltare l’audio, non solo guardare la trascrizione, perché lo scambio non è avvenuto in un formato di domande e risposte come i media dicono.

Ascoltate qui:

Se avete mai ascoltato un’intervista a Donald Trump, sapete che il suo stile di comunicazione è quello della filippica. I membri dei media lo sanno bene, ed è un fatto così consolidato che il “Saturday Night Live” la usa persino come base per alcune delle sue battute su Trump. È anche il modo in cui si ottengono interviste come questa.

Come si può sentire, ascoltando l’audio, Trump inizia dicendo a Karl che non era preoccupato per la sicurezza di Pence perché il Vicepresidente era ben protetto dalla minaccia dei rivoltosi entrati al Campidoglio e Trump aveva sentito che stava bene – fine della storia per quanto riguarda la sicurezza di Pence, per quanto riguarda Trump.

Trump inizia a fare una sfuriata, ma Karl interviene, rivolgendo la sua attenzione ai rivoltosi. “Perché avete sentito quei cori, è stato terribile. Voglio dire, sapete,…” Karl inizia prima di interrompere.

Trump salta di nuovo nella questione, prima per continuare il suo sfogo con “Avrebbe potuto…”, ma poi per rispondere alla menzione di Karl su dei cori non ben specificati.

Beh, la gente era molto arrabbiata“, ha detto Trump, e mentre l’ex presidente è già partito per spiegare perché erano arrabbiati – pensavano che l’elezione fosse stata rubata – ecco che Karl scivola dento il discorso di Trump menzionandoimpiccate Mike Pence“.

Ma Trump era già impegnato in una sfuriata sulla frode elettorale. Mentre Karl interrompe, Trump non gli dà nemmeno la possibilità di finire “impiccate M-” prima di continuare il suo pensiero precedente: “Perché è – è buon senso, Jon. È il senso comune che si suppone di proteggere – come puoi, se sai che un voto è fraudolento, giusto? Come puoi trasmettere un voto fraudolento al Congresso?”

Questo è il motivo per cui Trump usa la parola “perché”. Non è chiaramente in risposta all’interiezione di Karl “impiccate Mike Pence”.

Nel contesto e senza interruzioni, il significato di Trump è chiarissimo: “Beh, la gente era molto arrabbiata perché è – è buon senso, Jon. È senso comune che si suppone che tu debba proteggere [l’integrità delle elezioni]”.

I media mainstream sanno questo dello stile di Trump, e se hanno ascoltato la clip, sanno che Trump stava solo finendo il suo treno di pensieri quando Karl gli butta in mezzo la menzioneimpiccare Mike Pence“. Eppure i media hanno scelto di correre con titoli oltraggiosi e di strutturare i loro articoli con l’intervista inclusa in un formato pulito di domande e risposte.

Ecco come ha fatto Axios, e altri media hanno seguito l’esempio:

Notate come hanno strutturato il testo che ho evidenziato sopra, per far sembrare che Trump stesse rispondendo direttamente al coro impiccate Mike Pence” con “è buon senso“.

I media lo fanno su ogni cosa. L’hanno fatto con le interviste durante tutta la presidenza di Trump, come con la bugia su Charlottesville “persone molto belle da entrambe le parti”. Lo fanno modificando in modo ingannevole i video delle bodycam per diffondere la narrativa che la polizia è cattiva. Lo fanno per infangare i leader repubblicani che hanno gestito con successo il COVID-19 nonostante ignorino una certa saggezza convenzionale, per citare alcuni degli infiniti esempi.

Dobbiamo ricordare due cose chiave sui media ogni volta che vediamo titoli come quelli di venerdì mattina: 1) Sono ancora assolutamente ossessionati da Trump, e 2) Scelgono la narrativa più appropriata da dare ai fatti ogni singola volta.

Trump non ha “difeso” le esortazioni ad “impiccare Mike Pence”, e chiunque abbia ascoltato la clip audio lo sa.


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The Federalist è una rivista conservatrice americana online ed un podcast che tratta i politica, politiche, cultura e religione, e pubblica anche una newsletter. Il sito è stato co-fondato da Ben Domenech e Sean Davis ed è stato lanciato nel settembre 2013. I contenuti di The Federalist vengono promossi dal sito americano di sondaggi RealClearPolitcs.