Byron York – Perché la legge dei Democratici sulla spesa pubblica è un tale casino?

Byron York’s Daily Memo – Perché la legge dei Democratici sulla spesa pubblica è un tale casino?

Il POLITICO Playbook di fine ottobre riportava la citazione d un funzionario della Casa Bianca che diceva che i negoziati sulla legge democratica per la spesa sociale e climatica da 3,5 trilioni di dollari siano una “altalena a 9 posti“. Ma perché?

Perché i Democratici stanno cercando di infilare tutte le loro priorità – la spesa per il welfare, il programma Pre-K universale, gli aumenti delle tasse, l’espansione di Medicare, i college comunitari gratuito, i farmaci da prescrizione, i congedi sanitari e familiari, le energie rinnovabili ed altre misure per contrastare il cambiamento climatico, e molto altro ancora – in un’unica enorme legge.

Ognuna di queste priorità ha dei “campioni” a Capitol Hill. Per ognuna, ci sono dei legislatori che pensano che la questione X sia la più importante del mondo e che debba essere completamente finanziata nella legge. Ma le dimensioni complessive del disegno di legge si stanno riducendo mentre gli oppositori Democratici, i Senatori Joe Manchin e Kyrsten Sinema, chiedono che il costo totale sia inferiore.

Questo significa che i Democratici stanno combattendo tra loro per proteggere ognuno le proprie priorità. “Ogni tentativo di sollevare la priorità di una fazione del partito finisce per mandare in frantumi il progetto di un’altra fazione”, dice POLITICO.

Ma perché i Democratici si comportano in questo modo? Dopo che prima il Senato e poi la Camera sono riusciti a far passare una legge bipartisan sulle infrastrutture, perché i Democratici hanno deciso di mettere l’intera agenda di Biden in una sola legge? Perché non farlo nel modo giusto e considerare le priorità in disegni di legge separati che potrebbero ricevere un dibattito più completo?

Perché i Democratici non hanno i voti per farlo nel modo giusto. Hanno una minuscola maggioranza alla Camera. E non hanno alcuna maggioranza al Senato, che è in parità, 50 a 50, costringendo i Democratici a fare affidamento sul voto di Kamala Harris per rompere il pareggio.

All’inizio della sua esperienza nello Studio Ovale, Joe Biden ha ascoltato molti Democratici che lo esortavano a fare le cose in grande. Lo esortavano ad approvare una legislazione massiccia sul modello del New Deal di Franklin Delano Roosevelt e della Great Society di Lyndon B. Johnson. L’unico problema è che Biden non ha i voti per farlo. I suoi due illustri predecessori avevano enormi maggioranze al Congresso quando approvarono quelle leggi. Biden non ce l’ha.

Così ora, l’unico modo in cui i Democratici possono aggirare l’ostruzionismo per far passare una misura faziosa con un pareggio di 50 a 50, più lo spareggio della Harris, è usare il processo di Riconciliazione del Bilancio. Ma non possono farlo tutti i giorni. Così hanno gettato tutto quello che volevano in un unico gigantesco disegno di legge di Riconciliazione – avrebbero voluto metterci qualcosa di più, come la riforma dell’immigrazione, se il Senato lo avesse permesso. Poi, secondo la teoria, potranno passare un’unica grande legge anche con un pareggio di 50 a 50, con la Harris che farà la differenza.

Ma prima, dovrebbero avere tutti e i 50 senatori Democratici a bordo di questa legge, che non è stata ancora scritta. Non possono permettersi di perderne neanche uno. E questo dà un enorme potere, non solo a Manchin e a Sinema, ma a qualsiasi democratico che resisterà alla richiesta di includere o di escludere qualcosa dalla legge.

Così ora il disegno di legge si sta rimpicciolendo. Le ultime stime sono che potrebbe arrivare intorno ai 1,9 trilioni di dollari, che è ancora una cifra enorme – troppo grande – ma molto meno dei 3,5 trilioni di dollari precedentemente previsti, che era ancora molto meno rispetto al pacchetto originario da 6 o 7 trilioni di dollari che l’ala progressista del partito voleva inizialmente.

E così il processo è diventato una “altalena a 9 posti“.

Se volete saltare alla fine della storia, i Democratici alla fine approveranno qualcosa. Sarà grande – troppo grande – secondo ogni ragionevole stima, ma sarà ben al di sotto delle ambizioni del Partito che fu di Roosevelt e di Johnson. Non sarà a causa degli intrighi di Joe Manchin o Kyrsten Sinema. Sarà perché le ambizioni dei Democratici hanno superato di gran lunga i loro numeri. E nessuna quantità di grandi discorsi e di attenzione servile dei media cambierà questo fatto.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.