The Federalist – Non importa chi vincerà in Virginia, i Democratici hanno già perso

Terry McAuliffe avrebbe dovuto vincere facile in Virginia. Invece, ha rivelato quanto siano deboli e fuori dal mondo i Democratici.

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Joe Biden ha vinto in Virginia un anno fa di oltre 10 punti di margine. In tempi normali, questo significherebbe che la corsa a governatore di quest’anno il Virginia non dovrebbe essere competitiva, specialmente non una che contrappone un ex governatore democratico relativamente popolare, Terry McAuliffe, contro un repubblicano relativamente anonimo come Glenn Youngkin.

Eppure, la campagna elettorale di McAuliffe è andata in caduta libera. Un sondaggio di Fox News della scorsa settimana dava Youngkin in vantaggio di 8 punti, e la media di sondaggi di RealClearPolitics lo da in testa di quasi 2. Contro ogni previsione, e con l’establishment dei media che fa tutto il possibile per sostenere McAuliffe, è possibile che Youngkin possa vincere.

Questa, naturalmente, sarebbe un incredibile sconfitta per Biden e i Democratici. Ma anche se Youngkin non ce la facesse e McAuliffe alla fine vincesse, i Democratici hanno già subito un colpo devastante in questa campagna elettorale: hanno perso la sfida delle idee, al centro della gara McAuliffe-Youngkin, e quindi hanno esposto la fragilità, l’impotenza e l’impopolarità di Biden e dell’intera agenda di Sinistra dei Democratici.

Come ci è riuscito McAuliffe? Abbracciando e difendendo le posizioni del Partito Democratico in questa “Guerra Culturale” che sono sempre più in disaccordo con gli americani medi.

L’idea che i genitori non debbano avere voce in capitolo su ciò che viene insegnato ai loro figli a scuola potrebbe essere popolare tra gli ideologi di Sinistra, ma solo un pazzo andrebbe a dichiararlo pubblicamente, come ha fatto McAuliffe, per la semplice ragione che la stragrande maggioranza dei genitori, molto comprensibilmente, pensa che debba invece avere voce in capitolo su ciò che viene insegnato ai propri figli a scuola.

Oppure considerate qualcosa come l’insegnamento della Teoria Critica della Razza. Gli americani si sono lentamente svegliati sulla presenza e sulla perniciosità della Teoria Critica della Razza nelle istituzioni educative pubbliche, e Youngkin si è saggiamente appoggiato a questo problema, facendo dell’istruzione un punto centrale della sua campagna. Questo ha spinto McAuliffe a sostenere che la Teoria Critica della Razza non sia mai stata insegnata nelle scuole della Virginia, il che è una palese bugia, e poi a sostenere che il semplice parlare della Teoria Critica della Razza è esso stesso un segnale di razzismo.

Il problema per McAuliffe è che le uniche persone che ci credono sono i radicali di sinistra. La maggior parte dei genitori, sia che votino Democratico o Repubblicano, non vogliono che ai loro figli venga insegnato che essi siano definiti in base alla loro razza o dal loro sesso, e non pensano che le scuole abbiano il diritto di promuovere queste idee in classe. Questo è uno dei motivi per cui un numero crescente di Democratici della Virginia sembra sostenere Youngkin, che semplicemente affermando ciò che la maggior parte delle persone pensa – i bambini non dovrebbero essere indottrinati con idee neo-razziste a scuola – è stato in grado di evidenziare la follia delle posizioni de facto del Partito Democratico sull’educazione e sulla razza.

L’attenzione all’educazione ed ai diritti dei genitori è stata naturalmente amplificata in Virginia dallo scandalo in corso nella Contea di Loudoun, dove un consiglio scolastico Woke ed un sovrintendente hanno apparentemente coperto lo stupro di una ragazza in un bagno della scuola da parte di un ragazzo “gender-fluid” per paura che la notizia dell’aggressione sessuale potesse far deragliare la loro politica dei bagni transgender.

In questo contesto, Youngkin è stato in grado di farne un caso convincente per cui le scuole pubbliche della Virginia siano controllate da fanatici di sinistra che mettono l’ideologia al di sopra della sicurezza e del benessere degli studenti. La risposta di McAuliffe? Mentire su Youngkin che vuole vietare un libro di Toni Morrison, e poi chiudere la sua campagna dicendo che la Virginia ha troppi insegnanti bianchi.

Senza dubbio, McAuliffe ha condotto una delle peggiori campagne nella memoria recente, ma seguendo la linea del Partito Democratico punto per punto, è riuscito ad alienarsi gli elettori non ideologici prendendo posizioni estreme per placare la base di sinistra dei Democratici.

Vi suona familiare? Biden ha fatto più o meno la stessa cosa da quando è entrato in carica nove mesi fa, e ora sta precipitando velocemente nei sondaggi. Un nuovo sondaggio della NBC News ha rilevato che il 54% disapprova le prestazioni lavorative di Biden, e 7 americani su 10, compresa quasi la metà dei Democratici, pensano che la nazione stia andando nella direzione sbagliata.

Non c’è da meravigliarsi che avere al suo fianco Joe Biden e Kamala Harris non abbia aiutato McAuliffe – per non parlare della teorica delle cospirazioni elettorali Stacy Abrams – che si sono battuti per lui negli ultimi giorni della campagna elettorale. Sono diventati il volto non solo del fallimento e dell’incompetenza, ma della sinistra radicale mascherata da “centrismo”. Ogni problema che hanno affrontato l’hanno trasformato in una crisi, ed ogni crisi si è trasformata in una catastrofe. Lungo tutto il percorso, continuano a mentire su ciò che stanno facendo e sul perché, e la gente ha cominciato a notarlo.

La dinamica che è in gioco qui è molto più grande della corsa a governatore della Virginia; riguarda il crollo del Partito Democratico, che ora è controllato da una élite di persone Woke i cui punti di vista vanno a plasmare il mainstream americano come un pensiero bizzarro ed estremo, e che, come McAuliffe, non hanno alcuna controreplica da offrire a coloro che li sfidano, tranne che gridargli del “razzista”, mentire sui loro avversari, e sperare per il meglio.


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