Byron York – L’OSCURO MAESTRO DELLE CAMPAGNE ELETTORALI DEI DEMOCRATICI

Byron York’s Daily Memo – L’oscuro maestro delle campagne elettorali dei Democratici

Il nuovo importante libro di Mollie Hemingway, “Rigged: How the Media, Big Tech, and the Democrats Seized Our Elections“, è in vendita. In esso, lei ripercorre i modi in cui gli attivisti Democratici hanno approfittato della pandemia di Covid-19 per spingere cambiamenti a lungo cercati nel modo in cui la gente vota. Hanno avuto un enorme successo in alcuni stati chiave ed hanno lasciato i Repubblicani con il cerino in mano.

Per alcuni Democratici, lo sforzo è stato il culmine di uno impegno per abbattere Donald Trump che è iniziato ben prima che lui entrasse in carica. E per nessun Democratico questo è stato più vero come per l’avvocato di Washington Marc Elias.

Ciò che è veramente straordinario, come sottolinea la Hemingway, è che un solo uomo, Elias, era responsabile sia del dossier Steele, che era l’operazione segreta di disinformazione democratica progettata per abbattere Trump durante la campagna del 2016, sia di quei cambiamenti ad ampio raggio nelle procedure elettorali statali, progettati per assicurarsi che non potesse vincere la rielezione nel 2020.

Il dossier è stato uno dei trucchi più sporchi e più riusciti di sempre. Elias, lavorando per conto della campagna di Hillary Clinton e del Comitato Nazionale Democratico, pagò la società di ricerca Fusion GPS per arruolare l’ex spia britannica Christopher Steele per compilare una lista di false accuse e calunnie sull’allora candidato Trump.

C’era l’accusa Michael-Cohen-in-Praga. L’accusa Carter-Page-in-Mosca. Il “pee tape“. La fiction su Manafort. Il dossier era stato fatto in quello che sembrava lo stile di un rapporto ufficiale dell’intelligence, basandosi sulla credibilità di Steele come ex agente britannico ed informatore dell’FBI. Elias ha battuto un tiro fuoricampo quando l’FBI ha recepito il falso rapporto di Steele. Poi il mondo intero lo ha scoperto quando degli insider hanno fatto trapelare alla CNN che l’allora direttore dell’FBI James Comey aveva informato il presidente eletto Trump. È stato un momento straordinariamente dannoso per il nuovo presidente – tutto coreografato da Elias.

Poi venne il 2020. “Per quanto il dossier e la grande bufala della collusione con la Russia fossero stati dannosi per le relazioni estere, la sicurezza nazionale e la tranquillità interna”, scrive Hemingway, “la vera passione di Elias era stata a lungo aiutare i Democratici a vincere le elezioni cambiando le leggi sul voto“. La pandemia di Covid gli diede l’opportunità di una vita. Elias aveva a lungo spinto per indebolire i requisiti di verifica delle firme dei voti per posta. Aveva spinto per rendere il voto per corrispondenza la regola ovunque, senza bisogno di giustificazioni. Aveva lavorato per spingere gli stati ad accettare i voti per corrispondenza anche per molto tempo dopo la chiusura dei seggi. Aveva spinto per inserire maggiori possibilità per la “raccolta di voti“. Voleva che gli elettori potessero lasciare le loro schede in elle cassette incustodite. Che potessero votare nei fine settimana. Non essere esclusi se si presentavano al distretto sbagliato. Ed altro ancora.

Guidati da Elias, i Democratici hanno fatto causa ed hanno spinto le commissioni elettorali, i segretari di stato, le legislature ed altri a fare i cambiamenti. Lo hanno fatto con centinaia di milioni di dollari dai donatori tenuti segreti in tutto il paese. Un esperto ha detto a Fox News che la rete di dark money di Elias, esiste ancora oggi e ciò significa che “avrà accesso a finanziamenti quasi illimitati per intentare cause in tutto il paese”. E proprio come il dossier è iniziato in completa segretezza, nessuno saprà chi sta finanziando l’operazione elettorale di Elias. “È stato un cambiamento radicale del sistema elettorale americano, ed Elias è stato l’uomo responsabile di gran parte di esso”, scrive la Hemingway.

I cambiamenti apportati da Elias e dai Democratici hanno quasi certamente assicurato l’elezione di Joe Biden. Anche oggi, i Repubblicani non sanno ancora bene come affrontare la situazione. Diversi stati con legislature controllate dal GOP hanno approvato o stanno considerando leggi di riforma elettorale che annullerebbero alcuni dei cambiamenti portati da Elias. Ma altri Repubblicani stanno lavorando su modi per vincere nella nuova modalità elettorale. Se vincere dipende dal voto per corrispondenza, dal voto anticipato, dalla raccolta delle schede elettorali ed altro – allora i Repubblicani dovranno adattarsi. Vivono nel mondo di Elias.

Potrebbe sembrare che la gestione del dossier sia sufficiente per un attivista democratico. Ma Elias non è un uomo comune. Rigged ha molto, molto di più su quello che ha fatto e sulle condizioni che hanno portato allo straordinario Election Day del 3 novembre 2020. E il libro della Hemingway servirà certamente come prefazione al 2022, 2024 ed oltre.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.