National Review – Nel Columbus Day, ricordate che la storia è complicata

Un monumento a Cristoforo Colombo a Rapallo, Liguria (boggy22/Getty Images)

Il Columbus Day è una festa nazionale in molti paesi delle Americhe ed anche altrove, ed una festa federale negli Stati Uniti, che celebra ufficialmente l’anniversario dell’arrivo di Cristoforo Colombo nelle Americhe il 12 ottobre 1492.

Il primo Stato a riconoscere ufficialmente la ricorrenza fu il Colorado su impulso dei Cavalieri di Colombo (un’associazione cattolica che aveva adottato il nome del grande navigatore genovese). A partire dal 1971 il giorno in cui cade questa ricorrenza è fissato per il secondo lunedì del mese di ottobre. Gli italoamericani sentono molto questa festività e sono particolarmente orgogliosi del fatto che sia stato Cristoforo Colombo, un navigatore italiano, il primo europeo a scoprire il continente americano.

La Regione Liguria, al fine di promuovere la valorizzazione e la tutela della propria cultura e l’interscambio tra culture diverse, dal 2004 riconosce la giornata del 12 ottobre di ogni anno la Giornata nazionale di Cristoforo Colombo come “Giornata della cultura ligure”.

Di seguito, proponiamo un articolo del National Review che spiega le origine profonde di questa celebrazione, in particolare, affrontando le critiche che sono state mosse negli ultimi anni a tale ricorrenza, legate al fatto che l’arrivo di Colombo nel nuovo continente abbia dato inizio allo sterminio delle popolazioni indigene. A causa di queste visioni distorte ed ideologiche, diverse città americane hanno annullato la festività, talvolta sostituita con una giornata per commemorare, appunto, le popolazioni indigene, mentre si è levata un’ondata di atti di vandalismo verso i monumenti rappresentanti simboli o personaggi legati alla cultura italo-americana oltre allo stesso Cristoforo Colombo

Nel Columbus Day, ricordate che la storia è complicata.

Columbus Day, Indigenous People’s Day, National Coming Out Day – il secondo lunedì di ottobre è ormai solo un ridicolo pallone da calcio politico. La maggior parte delle persone non si assenta nemmeno più dal lavoro per questo giorno, il che va bene perché, come dice Kevin Williamson, i lunedì servono comunque per lavorare.

C’è un fondo di verità nel messaggio della folla contraria al Columbus Day. Nella misura in cui vogliono combattere contro le narrazioni storiche semplicistiche, il loro motivo è buono. Il problema è che per lo più si limitano a sostituire una narrazione storica semplicistica con un’altra.

Cristoforo Colombo è stato una sorta di superuomo giusto? Che seguiva la volontà di Dio e civilizzava i selvaggi per portare la libertà nel Nuovo Mondo? No. Se qualcuno lo pensa, gli è stata venduta una bugia.

Cristoforo Colombo era un “suprematista bianco” che navigò verso il Nuovo Mondo per commettere un genocidio? No. Se qualcuno lo pensa, anche a lui è stata venduta una fregatura.

I sondaggi chiedono agli americani cosa pensano di Cristoforo Colombo: un eroe o un cattivo? Colombo come eroe è un’opinione minoritaria in questi giorni, il che è un enorme cambiamento rispetto al passato. Si può vedere qualcuno come un “eroe” senza credere che sia “perfetto”, e d’altronde molti eroi, anche quelli letterari di fantasia, hanno fatto cose cattive. Molte persone a Sinistra contano Franklin D. Roosevelt come un “eroe”, quindi sono certamente in grado di valutare le figure storiche in modo sfumato e soppesare i loro difetti contro i loro successi.

Ma il Columbus Day non ha mai riguardato Cristoforo Colombo, come persona. Inizialmente, riguardava Colombo, il mito. Si celebrava Colombo come la personificazione del Vecchio Mondo che incontra il Nuovo Mondo. Si può vedere questa mentalità nella fontana di Colombo fuori dalla Union Station a Washington, D.C. Mostra Cristoforo Colombo che sta fermo e guarda verso l’alto, vestito con una tunica che non è molto da esploratore, con un vecchio su un lato e un nativo americano dall’altro. Sopra di lui c’è il globo terrestre, sorvegliato da delle aquile. L’iscrizione recita: “Alla memoria di Cristoforo Colombo, la cui alta fede e il cui indomito coraggio diedero all’umanità un nuovo mondo“.

È tutto un po’ troppo, davvero. Cristoforo Colombo era coraggioso, non c’è dubbio, ma è assurdo dire che ha dato all’umanità un “nuovo mondo”. Il nuovo mondo di un uomo è il vecchio mondo di un altro uomo, e una buona parte dell’umanità viveva già nelle Americhe quando Colombo è arrivato. E naturalmente Leif Erikson era già stato a Terranova.

Le persone che hanno costruito quella fontana e scritto quell’iscrizione non intendevano che tutto ciò fosse “preso alla lettera” riguardo a Colombo come persona. C’erano alcune cose diverse in ballo. Una è che la statua è fuori da un hub di trasporto, e (per prendere in prestito un gergo anacronistico) Colombo era un player molto importante nel settore dei trasporti ai suoi tempi. Altre statue nella Union Station, come Talete per l’elettricità e Archimede per la meccanica, giocano anch’esse sul tema dei trasporti. Un altro fattore è che i Cavalieri di Colombo furono pesantemente coinvolti nella costruzione della fontana e fecero una grande parata attraverso la città quando venne inaugurata. Ci furono celebrazioni in tutta la città, per un intero fine settimana, ed è sicuro di dire che il washingtoniano medio non stesse meditando sui particolari di qualsiasi cosa avesse fatto Colombo in mezzo a tutto quel trambusto.

Il coinvolgimento dei Cavalieri di Colombo dà un altro indizio di ciò che il Columbus Day ha effettivamente significato per gli Americani. I Cavalieri di Colombo iniziarono come un’organizzazione di immigrati cattolici, molti dei quali affrontarono varie forme di discriminazione a causa della loro religione ed etnia da parte della maggioranza anglo-protestante. Hanno visto la mitologia di Colombo come un modo “utile” per unirsi alla società americana. Il processo di pensiero è abbastanza semplice: Colombo era un uomo cattolico dall’Europa che salì su una nave per le Americhe, e noi siamo degli uomini cattolici dell’Europa che salirono su delle navi per le Americhe. Non stavano approvando tutto quello che Colombo aveva fatto, e non stavano facendo alcuna “dichiarazione” sui nativi americani.

Fu con questi fattori sullo sfondo che la versione moderna del Columbus Day ebbe inizio. Il 14 marzo 1891, un linciaggio di massa ebbe luogo a New Orleans. Tutte le undici vittime furono degli italoamericani.

Sul The Dispatch di oggi, Chris Stirewalt spiega come il Columbus Day fu parte della risposta del governo federale a quell’atto orribile:

La copertura della stampa [sul linciaggio] vicina e lontana fu favorevole. Come dice l’Associated Press: “Non era una folla indisciplinata nel cuore della notte. Era semplicemente un gruppo imbronciato e determinato di cittadini che prese nelle proprie mani ciò che la giustizia aveva ignominiosamente fallito ad ottenere”. Mentre l’America bianca ed elitaria era contenta del risultato, creò un incubo diplomatico per l’allora presidente Benjamin Harrison. L’Italia era furiosa per l’incidente, ma non si voleva apparire come se si stesse cedendo alle richieste straniere. E stava anche per prendersi la sua rivincita contro l’uomo che aveva sconfitto nel 1888, l’ex presidente Grover Cleveland. Entrambi i candidati avrebbero corteggiato gli elettori italo-americani, che stavano diventando sempre più importanti in molti stati indecisi – italo-americani come gli uomini d’affari che donarono la maggior parte del denaro per costruire la statua nel Columbus Circle di New York in tempo per il 400° anniversario. Harrison doveva agire per dimostrare che non fosse un bigotto nei confronti degli italiani, ed una festa nazionale che celebrasse il grande esploratore era in suo potere.

La prima festa nazionale del Columbus Day ebbe luogo il 21 ottobre 1892, meno di tre settimane prima dell’Election Day. Non fu sufficiente a salvare Harrison, ma probabilmente valse qualche voto. Soprattutto, fu la prova del crescente peso degli italoamericani. Il presidente degli Stati Uniti dovette ascoltare la loro indignazione per gli omicidi di New Orleans.

Il Columbus Day era dunque parte del processo di integrazione degli italoamericani nella società americana. La festa fu originariamente proclamata su richiesta di persone “non bianche” (gli italiani non erano considerati “bianchi” alla fine del 1800) come parte della reazione del governo federale alla terribile violenza perpetrata contro di loro. Stirewalt nota:

“Proprio come la rimozione dei monumenti a Colombo è ora annunciata da alcuni come un trionfo per i popoli oppressi, l’erezione di quelle statue un tempo significava la stessa cosa”.

I newyorkesi che conoscono il Columbus Day principalmente come il giorno in cui gli italiani tengono la propria grande parata sono probabilmente più vicini al significato originale della festa federale rispetto alle persone che pensano che si tratti di “suprematismo bianco“. Se vogliamo tenere delle parate per qualcosa il secondo lunedì di ottobre, dovrebbe essere per celebrare il patrimonio italo-americano. Ma se vogliamo che questa giornata riguardi qualche argomento storico più ampio, dovrebbe essere questo: La storia è complicata, e le narrazioni semplicistiche sono probabilmente sbagliate, non importa quale sia il contenuto di quelle narrazioni.


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Il National Review è una rivista conservatrice americana semestrale, incentrata su notizie e commenti su questioni politiche, sociali e culturali. La rivista è stata fondata dallo scrittore William F. Buckley Jr. nel 1955 ed attualmente è diretta da Rich Lowry. Fin dalla sua fondazione, la rivista ha svolto un ruolo significativo nello sviluppo del conservatorismo negli Stati Uniti, contribuendo a definirne i confini e promuovendo il c.d. “fusionismo” nel mentre si affermava come voce di spicco della destra americana.

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