AMAC – La grande maggioranza degli Americani rifiuta la Teoria Critica della Razza e supporta i diritti dei genitori

La grande maggioranza degli Americani rifiuta la Teoria Critica della Razza e supporta i diritti dei genitori.

Dopo mesi di indignazione pubblica, tensione nelle riunioni dei consigli scolastici, ed una serie di dimissioni tra gli insegnanti e gli amministratori scolastici, sembra chiaro che la spinta per dei programmi scolastici ispirati alla Teoria Critica della Razza (CRT) e ad altre ideologie radicali nella Scuola da parte della Sinistra possa subire a breve un contraccolpo.

La prova più recente viene dall’American Enterprise Institute (AEI), che ha condotto un sondaggio che dimostra come gli Americani di tutte le estrazioni sociali e idee politiche non sono propriamente dei fan dell’ultima ondata di estremismo di Sinistra nell’istruzione pubblica, e che invece la maggior parte della gente vuole che le scuole si concentrino sull’insegnamento dei valori e delle competenze più tradizionali.

Secondo il sondaggio, l’81% dei bianchi, l’81% degli afro-americani e l’87% degli ispanici credono che “il luogo migliore per i bambini per apprendere ad essere orgogliosi della loro identità etnica o razziale è a casa,” e la stessa percentuale ha detto che “la scuola è dove dovrebbero imparare cosa significa essere un americano” era “molto” o “un po’” vicino alla loro visione.

Allo stesso modo, il 70% dei bianchi, il 69% degli afro-americani e il 70% degli ispanici hanno detto che la seguente frase era “molto” o “abbastanza vicina” alla loro opinione: “Le scuole in questi giorni prestano troppa attenzione alle differenze tra gruppi etnici e razziali e non abbastanza a ciò che hanno in comune“.

Non solo queste cifre supportano l’assoluta evidenza di una diffusa indignazione tra i genitori nei confronti di programmi scolastici completamente stravolti che hanno visto nei video, diventati virali, delle riunioni dei consigli scolastici, ma contraddicono anche la narrativa di Sinistra secondo cui i gruppi delle minoranze vogliano che le scuole si concentrino di più sull’identità e sull’anti-razzismo piuttosto che sui programmi scolastici di base. Dopo tutto, se questo fosse vero, come potrebbe una schiacciante maggioranza di bianchi, afro americani ed altre minoranze dire di credere che le scuole si concentrino troppo su ciò che divide, piuttosto che su ciò che unisce gli studenti? Un tale sentimento è difficile da far quadrare con la convinzione dei teorici della CRT che anche le materie come la matematica contengano elementi di “razzismo sistemico“.

Non solo la gran parte dei genitori, di diverse origini etniche, credono che le scuole si siano concentrate troppo sul razzismo e sulle divisioni, ma credono anche che le scuole dovrebbero insegnare l’importanza dell’unità nazionale, indipendentemente dalla razza di appartenenza. Lo stesso studio dell’AEI ha anche scoperto che l’85% dei bianchi, l’84% degli afro-americani e il 78% degli ispanici credono che sia “assolutamente essenziale che le scuole pubbliche insegnino ai bambini… che qualunque sia il loro background etnico o razziale, sono tutti parte di una nazione“.

Inoltre, secondo lo stesso studio, il 69% dei bianchi, il 63% degli afro-americani e il 61% degli ispanici credono che ai bambini dovrebbe essere insegnato “che gli Stati Uniti sono un paese fondamentalmente buono“, mentre l’89% dei bianchi, l’84% degli afro-americani e l’88% degli ispanici “si arrabbierebbero o preoccuperebbero se un insegnantecriticasse costantemente l’economia e il sistema politico americano”. Ancora più significativo, e direttamente contrario alla Teoria Critica della Razza (CRT), l’86% dei bianchi, l’81% degli afro-americani e l’80% degli ispanici dice che sarebbe “turbato” o “un po’ preoccupato” se un insegnante “insegnasse che l’America era, ed è ancora, un paese fondamentalmente razzista“.

Questo è, naturalmente, il principio fondamentale della Teoria Critica della Razza.

Il sondaggio dell’AEI non è l’unico negli ultimi mesi a riportare tali risultati. Secondo un sondaggio del The Economist all’inizio di quest’anno, più della metà degli intervistati che hanno detto di sapere di questa Teoria Critica della Razza hanno detto di avere un’opinione sfavorevole ad essa.

A maggio, Parents Defending Education ha scoperto che l’80% degli intervistati si oppone all’uso delle classi per promuovere l’attivismo politico, il 74% si oppone all’insegnamento secondo cui i bianchi sono intrinsecamente privilegiati e le persone di colore siano intrinsecamente oppresse, ed il 69% si oppone alle scuole che insegnano che l’America è stata fondata sul razzismo e che sia strutturalmente razzista.

I membri dei consigli scolastici che promuovono dei programmi di studio ispirati alla Teoria Critica della Razza (CRT) si sono anche trovati ad essere oggetto di azioni di richiamo in tutto il paese, in luoghi come la Contea di Loudoun, in Virginia, che è diventata il punto di riferimento nella lotta nazionale contro questa ideologia.

Il candidato democratico a governatore della Virginia Terry McAuliffe ha preso una batosta su questa questione, di recente, dopo aver ammesso apertamente che “non credo che i genitori dovrebbero dire alle scuole cosa dovrebbero insegnare”. Come ci si poteva aspettare, i contribuenti della Virginia che finanziano quelle scuole non sono rimasti troppo contenti per il commento. Inoltre, i commenti di McAuliffe sono stati un’altro esempio di una tendenza allarmante di politici ed attivisti Democratici che sostengono sempre di più che i genitori non debbano avere voce in capitolo su ciò che viene insegnato ai loro figli a Scuola.

In breve, tutti gli indicatori suggeriscono che la Teoria Critica della Razza potrebbe essere essa stessa in condizionicritiche“. Mentre i sindacati degli insegnanti hanno iniziato a difendere l’insegnamento della teoria nelle classi “K-12” dopo aver inizialmente sostenuto per mesi che non venisse assolutamente insegnata al di fuori delle scuole autorizzate per legge, la percezione pubblica sembra essere fermamente contraria alla Teoria Critica della Razza e ad una serie di altre politiche del “Wokeismo” che la Sinistra ha tentato di introdurre di nascosto nei programmi scolastici.

Se questo è veramente il caso, il prossimo e più importante passo per coloro che guidano la carica contro la Teoria Critica della Razza è quello di tradurre l’opposizione del pubblico in un cambiamento concreto da manifestare nelle urne. Mentre i suddetti sforzi di richiamo nei consigli scolastici sono un inizio promettente, i genitori e i cittadini preoccupati devono organizzarsi per far sentire la loro voce anche a livello statale e federale, soprattutto perché il Dipartimento dell’Educazione di Joe Biden ha già fatto sentire il suo peso dietro l’agenda della Teoria Critica della Razza.

In definitiva, ci vorrà probabilmente uno sforzo di base massiccio e sostenuto nel corso di diversi cicli elettorali per sconfiggere definitivamente la Teoria Critica della Razza e ripristinare completamente un’educazione onesta ed equilibrata in ogni classe americana. Anche se raggiungere l’obiettivo finale sarà senza dubbio un compito arduo, i segni promettenti visti finora, sia attraverso i sondaggi che nell’energia tangibile delle comunità locali, forniscono la speranza che si tratta di un obiettivo raggiungibile e che vale la pena di raggiungere.


Amac.us

Seguici sui Social


L’Association of Mature American Citizens (AMAC) è un’organizzazione conservatrice e gruppo di interesse con sede negli Stati Uniti, in Florida, fondata nel 2007. Il suo presidente e fondatore è Daniel C. Weber, proprietario di un’agenzia di assicurazioni e ora in pensione.

L’AMAC è un’organizzazione per le persone sopra i 50 anni. Il gruppo si definisce “l’alternativa conservatrice all’AARP.” È una delle diverse organizzazioni che si posizionano come rivali conservatrici dell’AARP, il principale gruppo d’interesse per pensionati e over 50.