Byron York – La senatrice democratica moderata Kyrsten Sinema sotto attacco da parte della Sinistra

Byron York’s Daily Memo – Sinema sotto attacco

Ricordate il tifo dei media per il senatore John McCain quando fermò lo sforzo di abrogare l’Obamacare? McCain era un repubblicano che stava compromettendo un obiettivo politico del Partito Repubblicano, il che è stato sufficiente per guadagnarsi il massimo elogio da parte dei noti circoli mediatici. “È stato un momento stupefacente”, riferì il New York Times, “un lampo dell’anticonformista John McCain, che non ha paura di andare per la sua strada nonostante le suppliche dei suoi colleghi repubblicani”. È successo appena quattro anni fa, e Donald Trump era presidente.

Andiamo avanti fino al giorno d’oggi, con Joe Biden alla Casa Bianca e i Democratici che cercano disperatamente di far passare una massiccia legge di spesa che è stata paragonata addirittura al “New Deal” e alla “Great Society“. Un altro senatore, per coincidenza sempre dall’Arizona, la democratica Kyrsten Sinema, insieme al suo collega democratico Joe Manchin, ha finora rifiutato di sostenere tale iniziativa del suo Partito.

La Sinema, però, non sta ricevendo il trattamento che fu riservato a John McCain. Per la sua posizione, è stata chiamata una “venduta” ed una “traditrice” del Partito sulla stampa liberal, ritratta come “un’oca nichilista ed arrabbiata” al Saturday Night Live, e marcata dagli attivisti di Sinistra – che l’hanno effettivamente inseguita in un bagno delle donne, l’hanno molestata mentre era dentro il suddetto bagno, ed hanno pubblicato tutto in un video che riporta l’intero – brutto – episodio.

Il New Republic ha pubblicato un articolo intitolato “Democratici, smettete di negoziare con i traditori” – cioè con Sinema, insieme a Manchin, identificati come i “traditori” in questione. The Nation ha pubblicato “Come Kyrsten Sinema si è venduta: La storia delle origini del nuovo Supercattivo del Senato“. Poi il blogger Matthew Yglesias ha scritto semplicemente: “Kyrsten Sinema deve essere fermata“.

Il Saturday Night Live funziona spesso come una sorta di contributo televisivo, in natura, alla campagna elettorale del Partito Democratico. E la frustrazione del Partito con la Sinema è arrivata forte e chiara nello sketch di apertura dello show durante il fine settimana. Lo sketch ritraeva Joe Biden su un podio con la Sinema e Manchin da un lato e le rappresentanti progressiste Ilhan Omar ed Alexandria Ocasio-Cortez dall’altro.

La Sinema è stata ritratta come una “strambache vuole solo fare cose cattive. “Cosa voglio da questa legge?”, ha chiesto. “Non lo dirò mai. Perché non sono venuta al Congresso per fare amicizia, e finora – Missione compiuta!” Un momento dopo, ha detto: “Non voglio strade”. Biden ha chiesto rapidamente: “Niente strade? Perché?”. La Sinema ha risposto: “Caos“.

Poi la Sinema ha consegnato una sorta di manifesto. “Come bevitrice di vino, bisessuale, so cosa vuole l’americano medio”, ha detto. “Vogliono essere messi in attesa quando chiamano il 911. Vogliono ponti che si fermano a metà e basta – una macchina che ci cade. Vogliono acqua così densa da poterla mangiare con una forchetta. E io combatterò per questo, a qualunque costo. A meno che non mi faccia male il piede. Allora tornerò in Arizona”. (L’ultimo era un riferimento al recente ritorno a casa della Sinema per il trattamento di un infortunio al piede).

La vera Sinema, naturalmente, ha votato per il disegno di legge “bipartisan” sulle infrastrutture tradizionali da 1.100 miliardi di dollari. Ha solo problemi con la legge sulla spesa sociale e climatica, tre volte più grande, che è piena di priorità democratiche e non ha alcun sostegno da parte dei Repubblicani. Ha votato per le strade, ha votato per i ponti, ha votato per l’acqua – nessuna delle quali ha avuto importanza pr il Saturday Night Live.

Ma tutto questo per la Sinema è stato un “trattamento di favore” rispetto a quello che ha ricevuto per mano di un gruppo di attivisti di sinistra chiamato “LUCHA Arizona“. Il nome sta per “Living United for Change in Arizona“, e si descrive come un gruppo che “lotta per la trasformazione sociale, razziale ed economica”.

Domenica, il LUCHA ha postato sul suo profilo Twitter un video dei suoi attivisti che si avvicinano a Sinema mentre faceva una pausa dopo una lezione all’Arizona State University. Sinema ha rifiutato di parlare con il gruppo, così l’hanno seguita mentre si dirigeva verso il bagno delle donne. Poi l’hanno seguita anche all’interno, con la telecamera in funzione, mentre la Sinema entrava in una toilette. “Abbiamo bisogno di un piano Build Back Better in questo momento”, ha detto uno degli attivisti, riferendosi al disegno di legge di Biden che Sinema al momento non sta sostenendo. Una donna si è avvicinata alla porta della cabina, con il telefono in mano, dicendo: “Abbiamo bisogno di soluzioni. Il piano Build Back Better ha le soluzioni di cui abbiamo bisogno”. Un altro ha detto: “Abbiamo bussato alle porte per te per farti eleggere. E proprio come ti abbiamo fatto eleggere, possiamo cacciarti dalla carica se non sostieni ciò che ci hai promesso”. Quando uno ha detto, “Abbiamo bisogno della cittadinanza per sette milioni di…” si sente tirare lo sciacquone mentre un’altra donna è uscita da un’altra cabina lì vicino.

Le molestie sono continuate con la telecamera sempre puntata sulla porta del bagno dove si era rifugiata la Sinema. Poi è arrivato un altro tiro di sciacquone, e la Sinema è uscita per lavarsi le mani mentre un’attivista, sempre con il telefono alla mano, continuava ad attaccarla dicendo: “Sono una sopravvissuta al traffico di esseri umani, ed è a causa della mancanza di protezione dei lavoratori…” A quel punto, finalmente, il video finisce.

Tutto questo per dimostrare che non ci sarà nessun trattamento alla John McCain – nessun “rappresentante di principi”, nessun “anticonformista”, nessun “mette il paese al di sopra del Partito” – per Kyrsten Sinema. In un mondo mediatico ed attivista, dominato dai Democratici, McCain si è opposto ai “cattivi” – cioè ai suoi colleghi Repubblicani.

Quando invece la Sinema si oppone ai suoi compagni Democratici, è tutta un’altra storia. È diventata una dei “cattivi”.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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