Fox News – I Democratici progressisti colpiscono Biden quando è a terra

“Come ha fatto questa nazione centrista a cadere sotto l’incantesimo di un gruppo di politici di ultra-sinistra?” si chiede Liz Peek.

Tratto e tradotto da un articolo d’opinione di Liz Peek per Fox News.

Joe Biden ha disperatamente bisogno di una vittoria. Ha trascorso giorni a provare a convincere i senatori Joe Manchin e Kyrsten Sinema a sostenere il suo disegno di legge da 3,5 trilioni di dollari sulle “infrastrutture sociali“. Ma perché non ha portato al tavolo della trattativa anche i legislatori progressisti nello Studio Ovale?

Perché non si è seduto con la rappresentante Pramila Jayapal, la leader del caucus ultra-liberal che ha ostacolato i progressi sulla sua legge bipartisan sulle infrastrutture? Perché nessuna chiamata in piena notte a Bernie Sanders, il socialista del Vermont, che è chiaramente il “presidente ombra” e che ha respinto ogni richiesta di tagliare il costo del mostruoso pacchetto legislativo di spesa sociale di Biden?

Sappiamo perché: ed è sconcertante. L’ala progressista del suo partito è immune alla persuasione; sono ideologici e, per un bizzarro scherzo del destino, improvvisamente si trovano a tenere le redini del potere nella capitale della nostra nazione.

C’è una ragione per cui il deputato democratico di lungo corso ed ormai in pensione Barney Frank abbia spesso messo alla gogna Bernie Sanders per la sua riluttanza al compromesso, dicendo: “Bernie Sanders è stato al Congresso per 25 anni con poco da poter mostrare in termini di risultati…”

Come ha fatto questa nazione centrista a cadere sotto l’incantesimo di un gruppo di politici di ultra-Sinistra che ammira i regimi comunisti come Cuba, detesta Israele – l’unica democrazia in Medio Oriente che non paga i terroristi per uccidere i suoi nemici – e vuole portare il sistema di welfare europeo ‘dalla culla alla tomba’ in un paese che ha superato quelle nazioni sclerotiche ed offre opportunità senza pari a tutti coloro che sono disposti a lavorare sodo?

Potete ringraziare l’establishment democratico, incluso la Speaker della Camera Nancy Pelosi l’ex presidente del Black Congressional Caucus James Clyburn, che hanno fatto un “accordo con il diavolo progressista” per scegliere Joe Biden come candidato presidenziale nel 2020 ma dare allo tesso tempo un posto anche a Bernie Sanders – in realtà, più un trono – al tavolo.

Potete ringraziare il leader della maggioranza al Senato Chuck Schumer che non osa sfidare i progressisti del suo partito, tanto teme un attacco da parte loro alle primarie, magari candidando la rappresentante Alexandria Ocasio-Cortes. Immaginate.

E potete ringraziare i nostri media liberal, che hanno aiutato ad eleggere Biden e hanno fantasticato sulle buffonate della “Squad“, senza mai denunciarle per la loro odiosa ignoranza e le loro posizioni estreme. Che siano riluttanti a sfidare la tendenza dei progressisti a confondere lo statalismo del “Grande Governo” con il socialismo o a mettere in discussione i loro assurdi proclami sulla “occupazione” israeliana. Contenti di lasciare che AOC alzi le mani e dichiari “non sono un’esperta di geopolitica” quando non ha idea di che cosa si stia parlando.

Il nostro paese sta lottando, non per crescere o per creare posti di lavoro ed opportunità, ma per mantenere quei valori che hanno reso gli Stati Uniti l’invidia del mondo. Abbiamo bisogno di ricordarci le qualità che ci hanno reso grandi: autosufficienza, indipendenza, duro lavoro ed ambizione. Valori che non hanno posto in un regime progressista.

E adesso? Joe Biden ha fatto il passo più lungo della gamba e ora sta cercando di ingoiare la realtà. La sua visita a Capitol Hill, che molti commentatori hanno interpretato come il “segnale” che i Democratici avessero trovato un accordo, è stata un grande flop. Il disegno di legge bipartisan sulle infrastrutture da un trilione di dollari “tenuto in ostaggio” dai progressisti che insistono che non lo voteranno senza ottenere un voto sul loro gigantesco pacchetto sulle “infrastrutture sociali” è ancora in attesa; la presenza di Biden, concessa in maniera molto imbarazzante, non ha cambiato nulla.

Mai “My way or the highway” (trad. “prendere o lasciare“) è stato così appropriato per gli ultraliberal del partito di Biden.

Si dice che Biden sia pronto a fare un barnstorming, un tour nelle aree rurali del paese, pronto a vendere al pubblico il suo programma “Build Back Better“, che probabilmente costerà più di 5 trilioni di dollari e che i Democratici non riescono a capire come finanziare.

Non funzionerà, per quattro motivi. Il primo è che gli indici di gradimento di Joe Biden stanno affondando come un piombo da pesca; non ha il potere (o l’energia) che un presidente popolare dovrebbe avere. Il secondo, i sondaggi mostrano che gli elettori non si fidano più di Joe Biden. Questo conta.

In terzo luogo, le persone che deve convincere, i cosiddetti “moderati”, provengono da distretti già scettici sulle massicce ambizioni di spesa di Biden. Gli elettori pensano, giustamente, che i 5 trilioni di dollari già spesi per i ristori COVID, per parafrasare Manchin, siano sufficienti.

Joe Manchin e Kyrsten Sinema

Infine, il quarto e più importante punto: il tempo è contro. Gli americani sono già preoccupati per l’inflazione. Ogni giorno porta nuove notizie di prezzi in aumento, confermando queste paure. Proprio la settimana scorsa il Dipartimento del Commercio ha riferito che il “corePCE, la misura preferita dalla Federal Reserve per l’inflazione, è salito ad un nuovo massimo da 30 anni a questa parte nel mese di agosto.

Infatti, a giudicare dai rapporti delle aziende, l’inflazione sembra accelerare. D’altronde quando Dollar Tree (un popolare discount americano, n.d.r.) annuncia che aumenterà i prezzi della sua linea tradizionale di beni da 1 dollaro a 1,25 o 1,50 dollari, è il momento di prestare attenzione.

Nel frattempo, più la gente scopre cosa c’è nel massiccio pacchetto di spesa, più i Democratici dovranno difendere le “delizie” concesse ai loro gruppi degli interessi speciali ed elettori, come rendere le quote sindacali deducibili o i 50 milioni di dollari per “crescere e diversificare la forza lavoro delle Doule” (quelle donne che si occupano del supporto ad altre donne durante tutto il percorso che va dalla gravidanza al post-partum, n.d.r.).

Dovranno spiegare perché le coppie che guadagnano fino a 800.000 dollari potranno ottenere uno sconto di 7.500 dollari per l’acquisto di un’auto elettrica, o uno sconto di 12.000 dollari se l’auto viene prodotta in una fabbrica sindacalizzata.

Quando si deve spiegare, si perde.

La presidenza di Biden sembrerà presto un po’ più luminosa, grazie alla Merck, che è pronta a fornire un farmaco utile per curare le persone malate di COVID-19. Allo stesso tempo, i casi di virus stanno diminuendo, per cui Biden se ne prenderà il merito, anche se sembra essere la traiettoria naturale della c.d. variante Delta.

Ciononostante, il disastroso ritiro di Biden dall’Afghanistan, le ondate di persone che entrano illegalmente nel paese, ed i molteplici fiaschi di politica estera, gli hanno fatto molto male.

Ma non portare il disegno di legge bipartisan sulle infrastrutture al traguardo perché i progressisti lo ostacolano sarebbe l’ultima umiliazione per Biden, che aveva promesso di “lavorare con entrambi lati del corridoio”. Biden probabilmente non immaginava che sarebbe stato il suo stesso partito, e non i Repubblicani, a silurare la sua agenda.

Liz Peek è una collaboratrice di Fox News ed ex partner della grande azienda di Wall Street Wertheim & Company. Ex editorialista del Fiscal Times, scrive per The Hill, Fox News, New York Sun ed altre pubblicazioni.


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