Breitbart News – “Carter 2.0” – Joe Biden cade a pezzi proprio come Jimmy Carter, questa volta sull’immigrazione

Questo autore “Baby Boomer” ha trovato facile scrivere su Joe Biden – perché si ricorda ancora di Jimmy Carter. Così, quando il 46° presidente fa qualcosa, ho solo bisogno di ricordare ciò che ha fatto il 39° presidente (e ciò che è stato fatto durante il suo unico mandato, dal 1977 al 1981), e le somiglianze diventano subito chiare.

Tratto e tradotto da un articolo di James Pinkerton per Breitbart News.

Proprio quest’anno, ho scritto su cinque parallelismi tra Biden e Carter: sull’economia, la sicurezza nazionale, il crimine, l’inflazione e l’Iran. Così ora ecco un sesto parallelo, che è l’incapacità del presidente di gestire una questione difficile, in particolare la questione dell’immigrazione. (Possiamo riservare un settimo parallelismo, infrastrutture e riconciliazione, per un’altra volta).

Come la presidenza di Jimmy Carter, decenni fa, la presidenza di Joe Biden è un pasticcio. È in bilico anche tra gli elettori Democratici, e questi lo stanno sia ignorando che frustando. Questa non è una posizione divertente in cui trovarsi. Un termine della scienza politica utile per questa condizione è “disgiunzione“. Sì, Biden sta soffrendo un brutto caso di disgiunzione intra-partitica, e questa disunione interna minaccia la sua presidenza.

L’immigrazione illegale – o, come i Democratici preferiscono chiamarla, “migrazione” – è aumentata quest’anno. Per quanto riguarda le recenti origini del problema, l’ex segretario di stato Mike Pompeo è stato sintetico: “Joe Biden ha annullato la politica del Remain in Mexico, ha fermato la costruzione del muro al confine e ogni politica che avevamo messo in atto per combattere la crisi al confine meridionale. Ha creato lui questa crisi al confine meridionale”.

Un’ulteriore prospettiva sul movimento internazionale dei popoli, potremmo ripensare ad un sondaggio Gallup del 2018, che ha scoperto come il 15% degli adulti del Mondo – cioè più di 750 milioni di persone, oltre, naturalmente, alle loro famiglie – se potesse emigrerebbe. La loro destinazione preferita? Gli Stati Uniti, naturalmente.

Quindi questa è una sorta di enorme pressione demografica planetaria che preme sul nostro confine e sulle autorità di frontiera statunitensi che cercano di contenere la marea lungo questa linea sottile.

Eppure, quando la U.S. Customs and Border Patrol (CBP) ha usato delle strategie familiari per la detenzione nei confronti degli haitiani arrivati in Texas, la rappresentante Maxine Waters (D-CA) ha dichiarato che è “peggio di quello che abbiamo visto con la schiavitù“. All’interno del Partito Democratico, potremmo far notare, la Waters è una figura rispettata, ammirata e anche temuta. Quindi l’amministrazione Biden farebbe meglio a prestare attenzione.

In altre parole, il semplice fatto che l’amministrazione non abbia semplicemente lasciato passare migliaia di haitiani per farli entrare comodamente negli Stati Uniti è stato un punto di disgiunzione, che ha fatto infuriare la Waters e molti altri Democratici.

Poi è arrivata la questione del catalizzatore. Sì, stiamo parlando delle “fruste“, o, come sono note più comunemente, “redini di cavallo“. Alcune foto pubblicate fuori contesto e sensazionalizzate dai media mostravano agenti a cavallo della CBP con le redini che roteavano sopra le loro teste mentre cercavano di contenere un gruppo di Haitiani, sono state sufficienti a far venire alla base democratica (inclusi, naturalmente, i Main Stream Media) la schiuma alla bocca.

Infatti, la rabbia è stata così forte che non importava minimamente che il fotografo stesso avesse detto che parlare di “fruste” fosse semplicemente sbagliato. Come John Daniel Davidson, scrivendo su The Federalist, ha detto dell’incidente: “La narrativa ha trionfato sulla realtà“, scatenando così “un panico morale a Washington”.

Questa è una delle controverse fotografie che mostrano un agente della Border Patrol statunitense a cavallo che cerca di fermare un migrante haitiano sulle rive del fiume Rio Grande vicino a Del Rio, Texas, il 19 settembre 2021. (PAUL RATJE/AFP via Getty Images)
Agenti a cavallo della polizia di frontiera degli Stati Uniti osservano i migranti haitiani sulla riva del fiume Rio Grande vicino a Del Rio, Texas, il 20 settembre 2021.(John Moore/Getty Images)

Il risultato non è stato solo una “tempesta di fuoco” a Sinistra, ma un’altra disgiunzione all’interno del partito per Biden. Da qui questo titolo del 25 settembre su POLITICO, la “bibbia della Beltway” di orientamento liberal: “L’immigrazione provoca crepe nella coalizione democratica“. Questo titolo non è un’esagerazione; il pezzo citava l’ex candidato presidenziale democratico Julián Castro dicendo che la politica dell’amministrazione “minaccia il collasso della coalizione democratica che ha eletto Joe Biden”.

Ecco come ottenere l’attenzione dei politici della Casa Bianca, compreso lo stesso Biden.

Di fronte ad una ribellione all’interno del suo stesso partito, Biden ha fatto la cosa più “Bideniana“: ha aggiustato la sua posizione.

Potremmo ricordare che una volta, nel 2007, per essere esatti, Joe Biden era stato una specie di “falcosull’immigrazione, dichiarando: “Nessun grande paese può dire di essere al sicuro senza essere in grado di controllare i suoi confini“. Eppure, nel corso degli anni, si è spostato a Sinistra sulla questione, insieme al suo partito.

Così ora, seguendo ulteriormente la corrente, Biden si è effettivamente unito ai suoi critici nel rimproverare il suo stesso esecutivo per aver tentato di far rispettare la legge al confine.

Parlando ai giornalisti il 24 settembre, il presidente ha detto riguardo alle immagini fake: “È stato orribile… vedere le persone trattate come hanno fatto, cavalli che quasi li travolgono, persone che vengono legate. È oltraggioso“. Riscaldando la sua nuova posizione di ruffianeria verso la Sinistra, il sempre loquace Biden ha dichiarato riguardo agli agenti di confine che avevano fatto il loro dovere, “Vi prometto, quelle persone pagheranno… un’indagine [è] in corso ora, e ci saranno conseguenze. Ci saranno conseguenze”.

Inoltre, per non essere da meno a Maxine Waters, si è accanito ancora di più: “È un imbarazzo. È più di un imbarazzo. È pericoloso. È sbagliato. Manda il messaggio sbagliato in tutto il mondo. Manda il messaggio sbagliato nelle case”.

Immediatamente, l’amministrazione Biden ha rilasciato circa l’85% degli haitiani, circa 13.000 in tutto. Molto probabilmente, in un modo o nell’altro, ora resteranno tutti qui per sempre. Questa clemenza, naturalmente, manda un segnale ovvio ad altri che potrebbero desiderare di venire (la popolazione di Haiti, per esempio, è di circa 11,2 milioni).

Migranti haitiani attraversano il fiume Rio Grande trasportando cibo e provviste dal Messico fino al loro accampamento di fortuna sotto l’International Bridge a Del Rio, Texas, il 17 settembre 2021. (Jordan Vonderhaar/Getty Images)
(Jordan Vonderhaar/Getty Images)
I migranti haitiani continuano ad attraversare il fiume Rio Grande dal Messico verso il loro campo migranti improvvisato sotto l’International Bridge a Del Rio, Texas, il 19 settembre 2021. (PAUL RATJE/AFP via Getty Images)
I migranti haitiani sono raffigurati nel loro accampamento di fortuna sotto l’International Bridge a Del Rio, Texas, il 21 settembre 2021. L’accampamento è cresciuto fino a oltre 12.000 migranti, scatenando una crisi umanitaria. (PAUL RATJE/AFP via Getty Images)
Un’altra vista dell’accampamento improvvisato dai migranti haitiani sotto l’International Bridge a Del Rio, Texas, il 17 settembre 2021. (Jordan Vonderhaar/Getty Images)

Infatti, il 30 settembre, abbiamo appreso che il governo panamense ha monitorato il movimento di altri 87.000 haitiani circa, senza ricevere alcun aiuto o direttiva dall’amministrazione Biden. E poi, il primo ottobre, abbiamo appreso che il numero potrebbe arrivare a 125.000. Quindi, quale numero rivelerà il prossimo rapporto?

Il rappresentante Carlos Giminez (R-FL) avverte: “Questa cosa sta andando fuori controllo, sarà e continuerà ad essere fuori controllo, finché l’amministrazione Biden non cambierà la sua politica”. Giminez ha dato anche un consiglio schietto all’amministrazione Biden: “Fondamentalmente, deve solo tornare alle politiche di Trump e la maggior parte di tutto questo si fermerà”.

Come abbiamo visto, Biden voleva che l’afflusso si fermasse – e poi è stato fischiato dai suoi colleghi democratici, così ha smesso di volerlo fermare. E ora, forse non riesce a decidere cosa fare. Questa è un’altra disgiunzione.

Nel frattempo, non è difficile capire che le parole di Biden avranno un effetto devastante sul morale degli agenti della CBP. Chi tra gli agenti di pattuglia al confine dovrebbe voler correre dei rischi fisici per far rispettare la legge, e poi affrontare l’ulteriore rischio di subire l’ira legale e disciplinare dall’alto? E il 29 settembre, anche se alcuni media ammettevano che le “fruste” erano in realtà delle redini, la Casa Bianca è rimasta ferma nella sua condanna.

Ok, quindi è possibile che capitolando alla Sinistra dei “confini aperti”, Biden abbia placato i colleghi democratici, e questo potrebbe sembrare aver risolto il suo problema, almeno all’interno del suo partito. Ma che dire del resto del paese?

Con la condanna di Biden agli agenti della CBP, abbiamo visto tutti quanto possa essere facile per un Comandante-in-Capo cestinare chi è sotto al suo comando.

Ma quel cestino era troppo, anche per Jake Tapper della CNN. Il 26 settembre, Tapper ha interrogato il Segretario della Sicurezza Nazionale Alejandro Mayorkas sulla possibilità di un’indagine imparziale sulla CBP, dato che il presidente aveva così rumorosamente pregiudicato la situazione.

Mayorkas ha risposto dicendo che le parole di Biden e le sue non dovrebbero avere importanza per gli investigatori. Non è possibile, e vale anche la pena di ricordare che Mayorkas è stato anche il primo a dimostrare il suo pregiudizio. Aveva detto che le immagini male interpretate “ci hanno fatto inorridire”.

Tapper ha continuato: “Alcune delle prime descrizioni di quelle immagini erano palesemente false. Ora c’è un video là fuori che fornisce un po’ di contesto. Avendo visto il video, siete sicuri che ci sia stato effettivamente un atto illecito?”

Mayorkas ha borbottato ancora un po’, poi Tapper lo ha incalzato ancora un po’: “La pattuglia di confine può contare su di lei e sul presidente Biden, che ha detto che la gente pagherà, per arrivare ad una determinazione basata sui fatti e non sull’indignazione di Twitter?

Poi Mayorkas, forse ricordandosi tardivamente del fatto che sia effettivamente lui a guidare il Dipartimento della Sicurezza interna ed i suoi dipendenti, ha scelto di lodare improvvisamente “l’eroismo” della CBP.

Al che Tapper ha gli risposto di scatto: “Le belle parole che hai detto su di loro, probabilmente dovrebbe condividerle con il presidente Biden“. Applausi, davvero!

Il segretario alla Sicurezza Interna degli Stati Uniti Alejandro Mayorkas parla durante un briefing con la stampa alla Casa Bianca il 24 settembre 2021, a proposito dell’accampamento di migranti haitiani a Del Rio, Texas. (Anna Moneymaker/Getty Images)

Dal malcontento televisivo di Tapper possiamo passare al più grande – e più conseguente – malcontento del popolo americano. Secondo un sondaggio del 27 settembre di Echelon Insights, l’approvazione del pubblico per la politica sull’immigrazione di Joe Biden è al 39%, con la disapprovazione al 55%. E mentre l’immigrazione non è la questione più importante nella mente del pubblico americano, è comunque la terza questione più importante nel paese.

Vale a dire, Biden dovrebbe essere consapevole che l’intero paese lo sta guardando sulla questione dell’immigrazione, non solo il suo fianco sinistro. E così, se si concentra solo sul placare la Sinistra, probabilmente perderà di vista il gradimento della maggior parte degli americani.

Perché, pure l’ex presidente Barack Obama, il padre dei DACA, ha detto il 28 settembre che abbiamo bisogno di una vera applicazione della legge al confine. Quindi di nuovo la domanda: “Dove sei Joe?” (E potremmo anche chiederci: dov’è il vicepresidente messo a capo della frontiera Kamala Harris? Ve la ricordate?).

Questa è disgiunzione: Un presidente debole si dimena avanti e indietro, cercando di placare il malcontento tra la sua base, mentre perde di vista il compito più importante di fare appello al Centro. Infatti, il numero complessivo dei sondaggi di approvazione e di disapprovazione di Biden è andato alla deriva verso il basso, al punto che ora è tre o quattro punti sotto terra.

Non è una buona posizione per Biden, a soli nove mesi dall’inizio del suo mandato. Ma per quelli di noi che si ricordano di Jimmy Carter, è tutto familiare. E per quelli che non si ricordano del 39° presidente degli Stati Uniti, ecco il “fatto-chiave” da tenere a mente: ha fatto un solo mandato.


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