AMAC – L’impatto delle distorsioni dei social media può aver giocato un ruolo nelle elezioni presidenziali del 2020

L’impatto delle distorsioni dei social media può aver giocato un ruolo nelle elezioni presidenziali del 2020.

L’infomania è responsabile dei fallimenti nel processo politico (americano e non solo, n.d.r.)?

Gli esperti dicono che i social media possono aver cambiato il modo in cui le giovani generazioni pensano e agiscono. In passato, prima che i social media diventassero la principale fonte di notizie per la grande maggioranza dei nuovi elettori, i giornalisti e le giornaliste esperti coprivano gli eventi del giorno in modo responsabile, almeno per la maggior parte.

Oggi, le fonti di notizie sono state sostituite da applicazioni basate su Internet come Twitter, Instagram, Pinterest, Snapchat e TikTok che permettono a voci, bugie e disinformazione di fare il giro del mondo in pochi secondi.

Uno studio condotto alla Princeton University ha dimostrato che:

  • “Prove dai dati provenienti da sondaggi, elezioni primarie, ed un’analisi testuale di milioni di tweet, suggeriscono che i contenuti relativamente liberal di Twitter posa aver persuaso gli elettori con opinioni moderate a votare contro Donald Trump” [sia nelle elezioni presidenziali del 2016 che del 2020].
  • E che, “nelle elezioni presidenziali del 2016, Trump ha ricevuto meno voti da gruppi demografici con maggiori propensioni all’uso dei social media o di internet più in generale”.

È motivo di preoccupazione che “l’era digitale e l’ascesa dei social media abbiano accelerato i cambiamenti dei nostri sistemi sociali, con conseguenze funzionali mal comprese. Questa lacuna nella nostra conoscenza rappresenta la sfida principale per il progresso scientifico, la democrazia e le azioni per affrontare le crisi globali”.

Così dicono 17 ricercatori in un nuovo rapporto pubblicato sulla rivista scientifica PNAS [Proceedings of the National Academy of Sciences].

Il rapporto sostiene che c’è una generale mancanza di comprensione dell’impatto che i social media hanno, e questo è un pericolo preoccupante per la democrazia. Essi sostengono che una maggiore comprensione della tecnologia di messaggistica istantanea è necessaria per capire quale effetto sta avendo su questioni come “la manomissione delle elezioni, le malattie, l’estremismo violento, le carestie, il razzismo e la guerra”.

Secondo Carl Bergstrom, un professore di biologia all’Università di Washington che è co-autore del rapporto: “Penso che la velocità con cui i social media, combinati con tutta una serie di altre cose, hanno portato a una disinformazione molto diffusa – [che] qui negli Stati Uniti [sta] causando grandi sconvolgimenti politici – sia impressionante. Quante altre elezioni pensate che abbiamo prima che le cose peggiorino sostanzialmente?”.

In un articolo pubblicato sul sito Meltwater, la specialista di social media Heather Satterfield sottolinea che bisogna prenderecon le pinze” anche le informazioni tramite le app di messaggistica, anche se provengono da un amico o da un parente. È facile che siate influenzati dalla disinformazione, anche se non intendevano ingannarvi. Non si può credere ad ogni messaggio che si riceve tramite i social media o sui siti internet di “fake news” e quelli che trattano di satira; possono essere ingannevoli.

Satterfield suggerisce che ci sono già degli sforzi per permettere il voto via Internet. Infatti, 31 stati hanno già iniziato a permettere a certi elettori di restituire le schede elettorali elettronicamente, secondo la Conferenza nazionale delle legislature statali.

Lei dice che questo “potrebbe portare più persone a partecipare alle elezioni. Questo potrebbe rendere i social media ancora più influenti, poiché le persone potrebbero letteralmente votare in pochi istanti dopo aver letto gli ultimi commenti o visitato i link che hanno trovato su Facebook o su Twitter“. Questa non può essere una buona cosa; infatti, è piuttosto spaventosa.

Un rapporto pubblicato dall’Università del Maryland prima delle elezioni presidenziali del 2020 avvertiva che “Quest’anno, gli Stati Uniti stanno vivendo una delle elezioni più attese e divisive della loro storia. I social media, con circa 233 milioni di utenti negli Stati Uniti e già una delle principali piattaforme di comunicazione, si ritiene che abbiano assunto un ruolo di maggiore importanza e capacità di influenza in vista delle elezioni, con le persone che si affidano maggiormente alla comunicazione virtuale durante la pandemia di COVID-19“.

Il rapporto dell’Università ha anche sottolineato che nei giorni precedenti alle elezioni, c’è stato un insolito aumento della manipolazione elettronica per ritrarre i candidati – compreso il presidente Donald Trumpin modo sfavorevole.


Amac.us

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L’Association of Mature American Citizens (AMAC) è un’organizzazione conservatrice e gruppo di interesse con sede negli Stati Uniti, in Florida, fondata nel 2007. Il suo presidente e fondatore è Daniel C. Weber, proprietario di un’agenzia di assicurazioni e ora in pensione.

L’AMAC è un’organizzazione per le persone sopra i 50 anni. Il gruppo si definisce “l’alternativa conservatrice all’AARP.” È una delle diverse organizzazioni che si posizionano come rivali conservatrici dell’AARP, il principale gruppo d’interesse per pensionati e over 50.