Byron York – La sconfitta dei Democratici sta avendo inizio

Byron York’s Daily Memo – La sconfitta dei Democratici sta avendo inizio.

Ricordate quando Joe Biden ha stupito il mondo politico minacciando di porre il veto su una legge bipartisan da 1.100 miliardi di dollari di spesa sulle infrastrutture tradizionali che lui stesso, Joe Biden, aveva appena incoraggiato il Senato ad approvare? È stato un momento bizzarro, ma Biden stava accontentando la Speaker della Camera Nancy Pelosi, che aveva pianificato di usare la legge bipartisan come “ostaggio” per forzare il passaggio di una legge molto più grande, e faziosa, da 3,5 trilioni di dollari per la spesa sociale e climatica che i Democratici volevano. Se volete la tradizionale spesa per le infrastrutture, ha detto la Pelosi ai membri della Camera, dovrete votare anche per la proposta da 3,5 trilioni di dollari con le priorità della Sinistra.

Ora, Nancy Pelosi ha ceduto. I rapporti dicono che permetterà alla Camera di votare la legge bipartisan sulle infrastrutture entro giovedì 30 settembre. La ragione è che la legge da 3,5 trilioni di dollari non si è ancora manifestata al Senato. Nessuno sembra sapere cosa i senatori Democratici Joe Manchin e Kyrsten Sinema abbiano deciso di fare. Senza Joe Manchin e Kyrsten Sinema, e senza tutti gli altri 48 senatori Democratici a bordo, la legge non andrà da nessuna parte. Come minimo, ci vorrà un po’ di tempo per farlo.

Nel frattempo, la legge sulle infrastrutture tradizionali da 1.100 miliardi di dollari è stata approvata dal Senato. Tutto quello che la Camera deve fare ora è votarla. I legislatori possono approvarla in qualsiasi momento e mandarla sulla scrivania di Biden per la firma. E lo faranno; non c’è modo, al mondo, che i Democratici lascino 1.100 miliardi di dollari sul tavolo. E perché continuare allora ad aspettare un disegno di legge da 3,5 trilioni di dollari che ancora potrebbe come non potrebbe passare e, in ogni caso, comporterebbe più lotte intestine tra i Democratici stessi? Ma passate ora i 1.100 miliardi di dollari. “Portate a casa la vittoria”.

Questo è ciò che sta facendo Nancy Pelosi. Ma naturalmente, “portare a casa la vittoriaè in realtà una sconfitta per la Pelosi, nel senso che aveva giurato di non fare in questo modo, ed ora si è arresa ai cosiddetti “centristi” del suo partito – e al buon senso. Così ora, quando la Camera approverà la legge e Biden la firmerà, i Democratici potranno tornare a litigare tra di loro per quella da 3,5 trilioni di dollari.

Prima di questo, però, il Congresso deve però approvare una legge per mantenere il governo finanziato ed in funzione, e poi, dopo, un’altra legge per alzare il tetto del debito della nazione. È qui che Nancy Pelosi (e il leader della maggioranza al Senato Chuck Schumer) dovranno affrontare alcune scelte difficili.

Ricordate lo shutdown del governo americano nel 2018? Nei sondaggi, molte persone avevano incolpato i Repubblicani per l’impasse della spesa piuttosto che i Democratici. Ora, le cose sono invertite. Un nuovo sondaggio Politico-Morning Consult mostra che se ci sarà uno shutdown del governo, la maggioranza degli intervistati incolperanno i Democratici stavolta più che i Repubblicani. Il 32% degli elettori registrati intervistati dice che incolperà i Democratici più che il GOP, mentre il 24% dice che incolperà i Repubblicani più che i Democratici. (Il 36% dice che incolperà entrambi i partiti allo stesso modo).

Nel 2018, il 41% degli intervistati in un altro sondaggio sempre di Politico-Morning Consult aveva detto di aver incolpato i Repubblicani per uno shutdown del governo, contro il 36% che aveva incolpato i Democratici.

Nancy Pelosi e Chuck Schumer affrontano una situazione molto diversa rispetto a quella del 2018, quando erano in minoranza a Capitol Hill e Donald Trump era alla Casa Bianca. I Democratici sono ora al comando di Washington, D.C. Gli elettori lo sanno, e riterranno il partito di governo responsabile per uno shutdown. Ma questo è anche il motivo per cui non ci sarà uno shutdown. (E, in ogni caso, ricordate che la frase “shutdown del governo” non è molto accurata, perché la maggior parte dei grandi programmi di spesa del governo continuano a funzionare proprio durante ogni cosiddetto “shutdown“).

Così, Nancy Pelosi cederà sul disegno di legge bipartisan sulle infrastrutture, e poi, lei ed il suo partito cederanno sul finanziamento del governo. Questo lascia i negoziati sul tetto del debito, che richiederanno più tempo, ma che probabilmente porteranno ad un compromesso a favore dei Democratici.

Perché questo cedimento su tutta (o quasi) la linea? Per la stessa ragione di sempre. I Democratici non hanno i voti per schiacciare l’opposizione. La Pelosi ha una maggioranza di meno di dieci deputati alla Camera, e i Democratici non controllano la maggioranza dei seggi al Senato, dove sono 50 a 50, e dove devono contare sul voto di Kamala Harris per rompere il pareggio. Non si approva una legislazione dalle dimensioni del “New Deal” senza una solida maggioranza sia alla Camera che al Senato. Negli ultimi otto mesi, le ambizioni dei Democratici hanno superato di gran lunga il loro peso effettivo a Capitol Hill.

Ora, la realtà si sta facendo avanti.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.