Breitbart News – Mike Pence in Ungheria: “Puoi essere per le famiglie operaie o per i confini aperti – non per entrambe le cose”

L’ex vicepresidente Mike Pence a Budapest ha lodato gli sforzi dei governi nazionali conservatori dell’Europa centrale per aver invertito il declino demografico causato dalle migrazioni di massa attraverso le politiche per la famiglia.

Parlando al 4° vertice sulla demografia di Budapest, in Ungheria, l’ex compagno di corsa del presidente Donald Trump è stato netto nel suo elogio al primo ministro del paese, Viktor Orbán, e ad altri leader nazionali presenti, per i loro sforzi per ricostruire la famiglia, osservando che “i leader di governo che sono riuniti qui… sanno che le famiglie forti producono comunità forti, e che comunità forti producono nazioni forti“.

Pence ha fatto riferimento a molte crisi che affronta l’Occidente, tra cui la pandemia del virus cinese, la rovina economica che ha seguito la sua scia, ed una “crisi di fiducia dei nostri cittadini che stanno perdendo la fiducia nei nostri valori tradizionali, nelle nostre istituzioni tradizionali, e nella leadership” – ma tutti, ha suggerito, impallidiscono in confronto alla “crisi che colpisce il cuore stesso della civiltà: l’erosione della famiglia come nucleo fondamentale, caratterizzata da tassi di matrimonio in calo, divorzi in aumento, aborto diffuso, e tassi di natalità in calo“.

“Affinché la nostra civiltà prosperi, se vogliamo trasmettere i diritti, le libertà e i valori che ci stanno a cuore, alla prossima generazione, la nostra massima priorità deve essere quella di preservare, rinnovare e rafforzare le famiglie su cui sono state costruite le nostre nazioni e la nostra civiltà”, dicendo che i risultati positivi delle politiche di sostegno alla famiglia in Ungheria, in particolare, sono “la prova che con la leadership e le giuste politiche il declino demografico può essere invertito“.

“Credo che non sia una coincidenza che questa restaurazione della famiglia stia avvenendo in Ungheria e in Polonia e nei paesi di tutta la regione; penso che stia accadendo qui per una ragione”, ha detto Mike Pence.

L’opinione condivisa, sappiamo, dalle élite globali, per troppo tempo è stata che l’istituzione della famiglia è in molti modi un anacronismo, superata e persino inutile“, si è lamentato, esponendo la visione del mondo che ha la sinistra-liberal, per cui “la famiglia è subordinata allo Stato… le esigenze di crescere e di educare i bambini devono essere soddisfatte attraverso l’intervento sempre maggiore del governo, soppiantando il ruolo ed il primato dei genitori e delle famiglie dalla culla alla tomba”.

“Ma le nazioni dell’Europa centrale ed orientale, così ben rappresentate qui, hanno già sentito queste vuote promesse utopistiche“, ha osservato Pence.

“Molti qui ricordano ancora com’era vivere dietro la Cortina di Ferro, vivere sotto il pugno oppressivo della tirannia progressista, con i suoi esperimenti sociali impraticabili, e con la polizia del pensiero che guida la sua agenda contro il senso comune ed i valori comuni delle persone”, ha detto, lodando i “combattenti per la libertà” ungheresi che hanno sfidato il dominio comunista sovietico nel 1956.

“Da dove mi trovo, vedo i popoli dell’Europa centrale e orientale che rifiutano la visione della Sinistra moderna di un mondo post-cristano, post-nazionale e post-familiare“, ha dichiarato, dicendo che stanno invece scegliendo una visione di “un mondo di nazioni forti, sovrane e indipendenti costruite su famiglie fiorenti, felici e sane“.

Passando alle politiche particolari, Mike Pence ha ricordato il vecchio assioma economico che “da ciò in cui si investe si ottiene di più, da ciò che si tassa si ottiene di meno”, aggiungendo di voler “applaudire al primo ministro Orbán per aver scelto di fare della famiglia il centro della politica di governo ungherese“.

“Duecentomila sposi, mi dicono, hanno già beneficiato di tasse più basse; le famiglie con figli hanno visto le loro tasse diminuire di 10 miliardi di dollari [americani]… le madri lavoratrici con quattro o più figli sono completamente esenti dalle tasse sul reddito qui in Ungheria, e negli ultimi dieci anni, 200.000 famiglie con figli hanno ricevuto il sostegno dei contribuenti per comprare la loro prima casa“, si è meravigliato.

“Il risultato di queste riforme è stato davvero sorprendente. Con i tassi di natalità che calano precipitosamente in tutta l’Europa occidentale, l’Ungheria sta beneficiando del più alto tasso di natalità registrato in due decenni, più giovani si sposano, mettono su famiglia e l’aborto è in forte calo”.

L’amministrazione Trump-Pence, ha detto, ha messo il “la ricostruzione delle famiglie americane della classe mediaal centro della sua agenda, così come un’enfasi in stile ungherese sul controllo delle frontiere, dicendo che il governo prima di Biden aveva “ridotto l’immigrazione illegale del 90 per cento” perché “si può essere per le famiglie della classe operaia o si può essere per le frontiere aperte non per entrambe le cose“.

“Gli americani stanno imparando ancora una volta l’assoluta necessità che le nazioni proteggano i loro confini e la loro sovranità” in mezzo all’attuale crisi migratoria al confine meridionale dell’America, ha aggiunto con rabbia.

“Mentre parliamo ora di invertire il declino demografico, dobbiamo essere onesti sull’impatto incalcolabile dell’aborto nelle nostre nazioni”, ha concluso Pence, continuando a descrivere il contributo, storico ed attuale, delle interruzioni di gravidanza di massa alla crisi demografica dell’Occidente – e le sue speranze di riforma – in qualche modo.

“La verità è che l’aborto legalizzato ha contribuito enormemente al cambiamento demografico che stiamo vedendo e alla destabilizzazione delle nostre società“, ha detto, parlando di “famiglie monoparentali, un declino nella formazione delle famiglie, un aumento delle gravidanze non pianificate ed un’esplosione delle malattie sessualmente trasmissibili”.

L’aborto, ha detto, è stato “usato in tutto il mondo come uno strumento di eugenetica da coloro che hanno una fredda e calcolata visione economica della vita”, e ha denunciato l’uso dell’aborto “per eliminare i bambini non nati ‘in eccesso‘, quelli con quello che è determinato essere il sessosbagliato‘, o quelli con disabilità“.

Ha riservato un’ira particolare per le “politiche dell’aborto forzato” della Cina comunista, che ha bollato come “un abominio“.

“Quando si tratta della Cina, esorto i leader qui presenti ad essere pronti a stare con noi… ritenere la Cina responsabile, per aver nascosto la verità sul COVID-19, per decenni di abusi commerciali, e ritenere la Cina responsabile per decenni di abusi dei diritti umani in nome del controllo della popolazione”, ha implorato.


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