RCP – Il potere degli appoggi del Presidente Donald Trump

Il potere degli appoggi del Presidente Donald Trump.

di Matt Schlapp per Real Clear Politics.

Un vecchio adagio elettorale sosteneva che gli appoggi politici spesso non valgono la carta sulla quale vengono stampati, e fino all’arrivo del presidente Donald J. Trump poteva essere una cosa considerata vera. Ora, invece, il “bene politicopiù importante che qualsiasi candidato repubblicano vorrebbe guadagnarsi è avere un appoggio politico di Donald Trump, ed il modo in cui li sta usando continuerà a rimodellare il Partito Repubblicano ed a “congelargli il campo” per il 2024.

Abbiamo tutti osservato come i precedenti presidenti repubblicani svanissero nell’oscurità dopo aver lasciato lo Studio Ovale. Nella maggior parte dei casi, le loro partenze da Washington, D.C. hanno segnato la conclusione delle loro ambizioni politiche, dopo aver superato le frecciatine della stampa della Casa Bianca. In ogni caso, tranne che per Ronald Reagan, i loro endorsement venivano raramente ricercati e contavano poco.

Basti pensare all’ironia, visto che George P. Bush ha lavorato attivamente per guadagnarsi un’appoggio del presidente Donald Trump per la carica di procuratore generale del Texas. George P. Bush, figlio dell’ex governatore della Florida Jeb Bush e nipote dell’ex presidente George H.W. Bush, è rimasto molto vicino al presidente Trump nei suoi commenti pubblici, perché si è reso conto che la sua connessione al nome della famiglia ed i suoi risultati come attuale Land Commissioner del Texas non erano più sufficienti nell’era di Trump. Mentre Trump alla fine ha sostenuto l’Attorney General in carica Ken Paxton per la rielezione, questo ha dimostrato che nel Partito Repubblicano di oggi, c’è solo una corsia: la corsia di Trump.

Ecco perché è stata una piccola sorpresa quando la notizia si è diffusa che il deputato Anthony Gonzalez – uno dei 10 membri della Camera del GOP che hanno votato per l’impeachment del presidente Trump – ha annunciato che non avrebbe cercato la rielezione. È stato battuto pesantemente nei sondaggi da Max Miller, il suo sfidante appoggiato da Trump, ed ha riconosciuto che non c’era più alcuna strada percorribile per la vittoria.

Il successo e l’influenza del presidente Trump continuano a sfidare le consuetudini politiche della vecchia classe politica e, così facendo, ha stabilito un livello di influenza politica senza precedenti.

Finora, nel 2021, il record di approvazione del presidente Trump nelle elezioni interne ai Repubblicani è di 10 a 0. Sei di queste vittorie sono avvenute in elezioni competitive per guidare i partiti repubblicani sia nazionali che statali.

Un’altra vittoria è arrivata nelle primarie repubblicane per guidare Staten Island, N.Y., come presidente distrettuale. Meno di 72 ore prima della chiusura delle urne, il presidente Trump ha appoggiato Vito Fossella, un ex membro del Congresso, che correva contro un avversario formidabile, il leader della minoranza del Consiglio Comunale di New York. Il leader di minoranza ha condotto una campagna elettorale con tutti i principali appoggi politici che si possono trovare a Staten Island: il partito repubblicano locale, i sindacati della polizia e del commercio, i politici comunali. Ma, il sabato prima delle elezioni di martedì, il presidente Trump ha appoggiato Vito Fossella – e ha vinto.

Nel 2020, 120 dei 122 candidati che il presidente Trump ha appoggiato nelle elezioni primarie del Congresso hanno vinto, e i due candidati che non ce l’hanno fatto hanno perso contro dei candidati che avevano condotto con successo le rispettive campagne elettorali sostenendo di essere piùTrumpiani” dei loro avversari. Inoltre, i loro avversari non erano riusciti a informare adeguatamente gli elettori di aver ricevuto l’appoggio di Donald Trump.

Ancora, nelle primarie del Senato del 2020, il presidente Trump è rimasto imbattuto: 21 a 0.

Durante la sua campagna per la rielezione, il presidente Trump ha fatto un’ampia campagna per l’intero biglietto elettorale repubblicano, conducendo oltre 50tele-raduni” ed appoggi audio per i candidati al Congresso, rilasciando centinaia di appoggi per i candidati su e giù per il GOP – per non parlare poi di tutti i raduni in presenza che hanno fornito una piattaforma ai candidati per presentarsi di fronte a della mega folle che solo il presidente Trump poteva attrarre.

Il successo del presidente Trump in stati cruciali come il North Carolina e l’Iowa ha portato alle vittorie del sen. Thom Tillis e Joni Ernst.

Alla Camera, gli esperti di politica avevano previsto che i repubblicani avrebbero perso 15, 20 o 30 seggi. Invece, i repubblicani della Camera hanno vinto 26 delle 26 gare “indecise”. E, per la prima volta da decenni, nessun membro in carica alla Camera ha perso – molti dei quali hanno fatto campagna con l’appoggio del presidente Trump.

Si dovrebbe anche notare che qui non c’è solamente il fatto che il presidente Trump possa scegliersi i candidati dal completo anonimato e riuscire a proiettarli in un ufficio elettivo. Ha dimostrato la capacità e la volontà di incoraggiare l’unità del partito – anche quando si tratta di repubblicani di spicco che non erano stati dietro di lui nel 2016. I senatori Mitt Romney e Mitch McConnell avrebbero potuto essere estremamente vulnerabili se Trump non si fosse fatto avanti e non li avesse appoggiati. Il presidente Trump non voleva distogliere tempo e risorse negli stati solidamente in mano ai Repubblicani, così ha fatto lo “sforzo extra” per cercare di unificare il partito.

Purtroppo, come abbiamo visto in molti casi, che i Repubblicani dell’establishment e i RINOs, che hanno fatto pressione per un appoggio a Trump, alla fine hanno anteposto la loro posizione politica a Washington, D.C. davanti al “Movimento MAGA” ed alle politiche conservatrici per cui gli attivisti hanno lottato per decenni.

In questo ciclo elettorale, senatori, governatori, membri del Congresso, e persino miliardari e titani dell’industria sono accorsi nelle proprietà dell’ ex-presidente a Bedminster e Palm Beach, chiedendo il suo sostegno e raccogliendo denaro. Chiedete a qualsiasi donatore del paese: Quelle sono le raccolte di fondi a cui vogliono partecipare – anche se il presidente non è presente.

In Ohio e Arizona, dove i candidati al Senato J.D. Vance e Blake Masters sono sostenuti da Super PACs con oltre 10 milioni di dollari, entrambi stanno ancora posizionandosi aggressivamente per avere l’approvazione di Trump. Riconoscono giustamente che tutti i soldi del mondo non possono superare il potere politico del presidente Donald J. Trump e l’approvazione del “Movimento MAGA“. Infatti, nell’era di Trump, i forzieri della campagna non sono così importanti come l’essere visti come “centrali” per l’agenda America First.

Tuttavia, il potere e la richiesta di endorsement da parte di Trump non è l’unico segno che afferma il potere politico del presidente Trump. Egli mantiene anche una capacità unica di intrecciare la sua influenza politica con il fatto che si è guadagnato un grande rispetto per le sue politiche ed i suoi risultati come presidente.

L’11 settembre, mentre i politici si riunivano a Ground Zero in una cerimonia fortemente limitata e con folle di media al seguito, il presidente Donald J. Trump ha onorato la giornata visitando una caserma dei pompieri e un distretto di polizia. Ha pronunciato due bei discorsi ed ha risposto alle domande postegli direttamente dai vigili del fuoco e dagli agenti di polizia presenti.

Non è stato sfarzoso, non ha inviato un avviso ai media od allestito una grande produzione, ma invece si è impegnato direttamente con coloro che si sono riuniti per onorare il sacrificio dei loro cari che sono morti l’11 settembre 2001. I momenti virali che sono stati catturati hanno incarnato Donald J. Trumpil newyorkese” – un vero uomo che ama la sua città e le persone che si svegliano ogni giorno per tenerla al sicuro. Questa era la quintessenza di Donald Trump.

Il presidente Donald J. Trump non è solo il 45° presidente degli Stati Uniti e non è solo il leader del Partito Repubblicano. Continua a incarnare tutto ciò che rende grande l’America, ed è per questo che rimane la forza più potente nella politica americana – ed è per questo che se decidesse di ricandidarsi nel 2024, avrebbe la concreta la possibilità di fare la storia vincendo di nuovo.


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