Byron York – Panico tra i Democratici

Byron York’s Daily Memo – Panico tra i Democratici

Joe Biden, la Speaker della Camera Nancy Pelosi e il leader della maggioranza al Senato Chuck Schumer hanno basato il futuro dell’intera agenda politica democratica su un “trucco”. E ora molti Democratici sono sempre più preoccupati – terrorizzati, in realtà – che il trucco non funzioni.

I Democratici hanno enormi ambizioni in stile “New Deal” e “Great Society” di far passare una legislazione iper-costosa e tentacolare che “cambierebbe fondamentalmente” la vita negli Stati Uniti, come ha detto Biden lo scorso dicembre. Ma a differenza di Franklin Delano Roosevelt o Lyndon Johnson, che disponevano di enormi maggioranze a Capitol Hill, circa 300 seggi alla Camera e tra i 65 e i 75 seggi al Senato, i Democratici di oggi hanno una piccola maggioranza di tre voti alla Camera e nessuna maggioranza in un Senato con un pareggio di 50 a 50. L’unico modo che hanno per far passare una legislazione su base partitica, senza quindi l’aiuto dei Repubblicani, è quello di raggruppare tutti e i 50 voti al Senato e chiamare al voto la vicepresidente Kamala Harris per rompere il pareggio.

Non c’è modo che i Democratici possano rompere un ostruzionismo repubblicano e raccogliere i 60 voti necessari per passare una legislazione enorme come la legge sulle “infrastrutture umane” da 3,5 trilioni di dollari che, nelle parole del New York Times, “toccherebbe virtualmente la vita di ogni americano, dal concepimento fino all’infermità avanzata”. Inoltre, non c’è modo che i Democratici possano eliminare l’ostruzionismo con soli 50 senatori, non tutti sono tra l’altro a disposizione per farlo.

Ed ecco in che cosa consiste il “trucco”. C’è un metodo tra le regole del Senato per aggirare l’ostruzionismo e far passare una legge con una maggioranza semplice, o anche un pareggio, più il voto della vice presidente. Si chiama “Riconciliazione“. Il problema per i Democratici è che può essere usato solo in un numero limitato di volte, di solito una volta all’anno, e deve essere fatto solo con una legge di bilancio – l’idea che sta alla base di questo procedimento è che una minoranza non dovrebbe essere in grado di usare l’ostruzionismo per impedire al Congresso di approvare il bilancio per il governo degli Stati Uniti. Per essere inclusa in una misura di riconciliazione, una proposta deve essere però “pertinente” al bilancio. Non può essere dunque un capriccio politico qualsiasi. Deve avere dunque un reale effetto sul bilancio.

Ma i Democratici non hanno trovato ancora un’idea. Non hanno abbastanza voti per rompere l’ostruzionismo o per far passare grandi parti della loro agenda, hanno ragionato, quindi hanno deciso di ficcare tutto in una gigantescalegge di riconciliazione del bilancio“. Possiamo anche buttarci dentro la riforma dell’immigrazione! Certo, non è a questo che serve però la Riconciliazione. Ma hanno deciso di farlo e basta. Possono così aggirare l’ostruzionismo e far approvare una legge delle dimensioni del “New Dealsenza nemmeno avere la maggioranza dei seggi al Senato.

Mettete l’idea nella categoria di quelle “troppo intelligenti per metà”. Alcuni politici “centristi democratici sia alla Camera che al Senato sono a disagio con la cifra di 3,5 trilioni di dollari, specialmente con l’inflazione che affligge l’economia statunitense. Il Senato ha bloccato quindi questo sforzo per inserire la riforma dell’immigrazione nella legge di riconciliazione. Diversi senatori democratici hanno anche i loro dubbi sull’eliminazione dell’ostruzionismo. Non sono d’accordo neanche su tutte le misure sul cambiamento climatico. C’è anche una battaglia in arrivo sul tetto del debito. In mezzo a tutti questi disaccordi tra i Democratici, all’improvviso, arriva il pianosuper-intelligente“: ma mettere tutto in una sola legge, che i Repubblicani non potranno fermare, sembra molto vulnerabile.

“I Dem temono che l’agenda interna di Biden possa implodere“, si legge in un titolo di POLITICO. Dal Washington Post: “L’agenda di governo del presidente Biden è a rischio di disfarsi a Capitol Hill dopo una serie crescente di ritardi, di scontri e di battute d’arresto che hanno tolto slancio ad un’ambiziosa e complessa spinta per realizzare le priorità politiche democratiche nel lungo periodo”.

Così ora le cose non sembrano andare bene per i “grandi piani di Biden“. Tuttavia, una parola di cautela è da rivolgere a quei Repubblicani che sperano di vedere i Democratici andare verso il precipizio: Ad un certo punto, se si renderanno conto di essere in pericolo di perdere tutto, i Democratici probabilmente si ricompatteranno e approveranno qualcosa, se non riusciranno ad ottenere tutto del loro piano pieno di illusioni. Non se ne andranno a mani vuote.

Ma non otterranno neanche tutto, a causa di un fatto fondamentale: non hanno i voti. Alla fine, tutto a Capitol Hill si riduce ai numeri, e le ambizioni dei Democratici di Biden hanno sempre oltrepassato il loro reale numero di voti. Questa cosa non cambierà.


WashingtonExaminer.com

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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.