AMAC – La commissione 1776 di Trump contesta gli attacchi agli archivi nazionali americani

La commissione 1776 di Trump contesta gli attacchi agli archivi nazionali.

In occasione del Constitution Day e del primo anniversario del discorso del presidente Donald Trump agli Archivi Nazionali in cui annunciò l’istituzione della Commissione 1776, i membri di quella Commissione hanno rilasciato una dichiarazione venerdì, rispondendo agli attacchi dei Woke all’edificio degli Archivi Nazionali a Washington, D.C.

Il National Archives and Record Administration (NARA), un’agenzia governativa incaricata di prendersi cura dei documenti storici degli Stati Uniti, ha recentemente pubblicato un documento interno messo insieme dalla sua task force contro il razzismo. Il rapporto ha identificato problemi di “razzismo sistemico” e di “equità” all’interno degli archivi. Il rapporto del NARA ha raccomandato l’impiego di “attivarsi” per “avvertire il pubblico sui contenuti che possono causare intensi sintomi fisiologici e psicologici“.

E quali saranno mai questi contenuti pericolosi? La Dichiarazione d’Indipendenza, la Costituzione degli Stati Uniti e il Bill of Rights.

La dichiarazione della Commissione 1776 ha sviscerato l’assurdità di questa mossa evidenziando la storia reale. “In un discorso del 1952 agli Archivi Nazionali, dedicando il nuovo santuario per la Dichiarazione, la Costituzione e il Bill of Rights, il presidente Harry Truman predisse che la nostra libertà sarebbe andata perduta, ‘se fosse arrivato il momento in cui questi documenti fossero stati considerati non come l’espressione suprema del nostro profondo credo, ma solo come curiosità in teche di vetro‘”, dice la dichiarazione. “La nostra libertà sarà persa molto più rapidamente se l’attuale narrazione disonesta che condanna gli Archivi e i documenti che custodisce come razzisti riuscirà a mettere radici”.

Quando l’anno scorso Donald Trump ha istituito la Commissione 1776 per contribuire a “incoraggiare i nostri educatori a insegnare ai nostri figli il miracolo della storia americana“, ha spiegato che la proliferazione di ideologie radicali in quasi tutte le istituzioni americane è ciò che lo aveva spinto ad agire: “La nostra missione è quella di difendere l’eredità della fondazione dell’America, la virtù degli eroi americani e la nobiltà del carattere americano“, disse il presidente Trump. “Dobbiamo eliminare la rete contorta di bugie nelle nostre scuole e aule, e insegnare ai nostri bambini la magnifica verità sul nostro paese”. In definitiva, aveva spiegato Trump, si tratta di assicurare che alle generazioni future venga insegnato ad amare il loro paese per i suoi molti trionfi e ad imparare dai suoi fallimenti: “Vogliamo che i nostri figli e le nostre figlie sappiano che sono i cittadini della nazione più eccezionale nella storia del mondo. Crescere in America significa vivere in una terra dove tutto è possibile… tutto grazie ai principi immortali che i Padri Fondatori della nostra nazione hanno scritto quasi due secoli e mezzo fa”.

Sfortunatamente, però, il suo successore Joe Biden non avrebbe mai potuto permettere che questa iniziativa di buon senso continuasse. In una dimostrazione rivelatrice dell’attenzione fondamentale che ha il Partito Democratico nel riscrivere la narrazione della storia americana, Biden ha sciolto la Commissione 1776 già nelle prime ore dopo il suo giuramento. “Sto annullando il dannoso divieto posto dalla precedente amministrazione sulla diversità e la formazione della sensibilità ed abolendo l’offensiva e controfattuale Commissione 1776“, ha detto Biden. “L’unità e la guarigione devono iniziare con la comprensione e la verità, non con l’ignoranza e le bugie“.

Nella sua dichiarazione di venerdì, lodando il 234° anniversario della Costituzione, la Commissione 1776 ha sostenuto che “la firma della Costituzione ha iniziato il compimento della promessa fatta nella Dichiarazione di Indipendenza” e che la Costituzione “ha aperto la strada per la liberazione di molti milioni di individui, negli Stati Uniti e in tutto il mondo, dalle catene della povertà, del dispotismo e della schiavitù.”

In tempi normali, sembrerebbe superfluo che dei privati cittadini debbano spiegare in termini chiari cosa significhi veramente un giorno di tale importanza nazionale come il Constitution Day – ma, come sa chiunque abbia seguito le notizie, questi non sono tempi normali. Come illustra la dichiarazione della Commissione 1776 nella sua difesa degli Archivi Nazionali, “potenti forze oggi stanno cercando di diffamare la fondazione dell’America come essenzialmente ingiusta”. La dichiarazione continua: “ironicamente, gli sforzi della Commissione 1776 per rafforzare i legami comuni che uniscono tutti gli americani… sono stati attaccati dalle stesse forze presenti nella nostra società che stanno lavorando per legittimare un sistema di discriminazione diffusa basato sulla straordinaria affermazione secondo cui ogni ambito della vita pubblica in America sia sistematicamente razzista“.

Una volta i leader americani erano uniti nella loro celebrazione della fondazione dell’America. Il presidente Harry Truman, un democratico, comprese l’importanza di preservare un resoconto fattuale e patriottico della storia americana, come dimostrò il suo discorso agli archivi. Gli ultimi due presidenti democratici hanno anch’essi cercato di evitare le convinzioni troppo radicali ed anti-americane che invece oggi vengono abbracciate da Biden e dal nuovo Partito Democratico. Nel suo discorso inaugurale, il presidente Bill Clinton aveva parlato del “potenziale illimitato dell’America”, indipendentemente dai suoi difetti: “Non c’è niente di sbagliato in America che non possa essere curato da ciò che è giusto in America”.

Anche il presidente sotto il quale Biden ha servito come vicepresidente una volta ha esplicitamente respinto la nozione che l’America sia irrimediabilmente razzista. Mentre era sotto il pesante fuoco incrociato per i suoi legami con l’incendiario pastore Rev. Jeremiah Wright, l’allora candidato Barack Obama salvò probabilmente la sua campagna elettorale ripudiando il sentimento anti-americano di Wright. “Ma ho ribadito una ferma convinzione – una convinzione radicata nella mia fede in Dio e nella mia fede nel popolo americano – che, lavorando insieme, possiamo andare oltre alcune delle nostre vecchie ferite razziali, e che in effetti non abbiamo scelta se vogliamo continuare sulla strada di un’unione sempre più perfetta”, disse Obama.

Eppure, i Democratici di oggi – e forse anche Obama stesso – non hanno più bisogno di quelle convinzioni sull’America espresse nel lontano 2008 dall’uomo che un tempo trattavano come se fosse una divinità politica, e la salute della democrazia americana ne sta drammaticamente risentendo.

La volontà dell’amministrazione Biden di tollerare ed, in alcuni casi, incoraggiare quel tipo di perversione sulla storia americana che la Commissione 1776 ha contribuito ad identificare aiuta a sottolineare il senso di urgenza per gli americani di rifiutare pubblicamente questi insegnamenti corrotti.

Ogni giorno che passa diventa sempre più chiaro che per Biden e i Democratici non ci potrà mai essere l’unità o la guarigione che essi chiedono senza l’esistenza di un indottrinamento radicale finanziato dai contribuenti che permei ogni istituzione in America. Dalle grandi aziende tecnologiche alle forze armate degli Stati Uniti, l’addestramento obbligatorio alla “diversità ed alla sensibilità” – che essenzialmente equivale alla discriminazione contro certe persone considerate “oppressori” solo a causa della loro razza – ed altri programmi ispirati alla Teoria Critica della Razza stanno diventando comuni.

Indipendentemente dall’affiliazione politica, gli americani devono essere in grado di unirsi intorno a dei principi condivisi che hanno definito e sostenuto la repubblica dell’autogoverno da quel miracoloso giorno a Filadelfia, 244 anni fa come oggi.

L’osservanza del Constitution Day ci ricorda che una cittadinanza che comprende e rispetta la vera storia dell’America è quella che porterà avanti con orgoglio la fiaccola della libertà e dell’uguaglianza per le generazioni a venire.

Pat Conroy è lo pseudonimo di uno stratega politico di Washington, D.C.


Amac.us

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L’Association of Mature American Citizens (AMAC) è un’organizzazione conservatrice e gruppo di interesse con sede negli Stati Uniti, in Florida, fondata nel 2007. Il suo presidente e fondatore è Daniel C. Weber, proprietario di un’agenzia di assicurazioni e ora in pensione.

L’AMAC è un’organizzazione per le persone sopra i 50 anni. Il gruppo si definisce “l’alternativa conservatrice all’AARP.” È una delle diverse organizzazioni che si posizionano come rivali conservatrici dell’AARP, il principale gruppo d’interesse per pensionati e over 50.