The Spectator – Il vanto di Joe Biden era la “competenza” – e adesso?

La presidenza che svanisce: Senza la “competenza” come motivazione, su cosa si basa l’amministrazione Biden?

Joe Biden comincia a sentirsi ormai un ex presidente dopo solo nove mesi di mandato. Gli ultimi due democratici che hanno occupato la Casa Bianca, Bill Clinton e Barack Obama, sono arrivati con uno spirito di rinnovamento, per non parlare delle enormi ambizioni in materia legislativa. Biden è arrivato con uno spirito di inversione: “non sono Trump”. Il suo argomento era la ‘competenza‘. Come Warren Harding un secolo prima, doveva inaugurare un “ritorno alla normalità“.

Dopo il COVID-19 e le sue conseguenze economiche, dopo i disordini che hanno imperversato nell’estate del 2020, la parola normalità suonava abbastanza bene. Eppure era più di quanto Biden potesse fare. Quella che tutti avevano sperato fosse la fine del COVID-19 si è trasformata invece in una guerra senza fine contro il COVID-19: più mascherine, più vaccini, più chiusure. La guerra in Afghanistan che Biden ha portato a termine ha visto la nostra parte sconfitta, il nostro onore macchiato. Il crimine violento in molte delle nostre città devastate dalle rivolte è tornato a livelli che non si vedevano dagli anni ’90, mentre i prezzi nei negozi di alimentari sono aumentati ad un ritmo che ricorda l’era di Jimmy Carter. La normalità non è mai sembrata così lontana.

Senza la “competenza” come motivazione, su cosa si basa l’amministrazione Biden?

Alcuni Democratici direbbero su ‘Trump’. L’ex presidente mostra tutti i segni di volersi ricandidare nel 2024. Prima che lo faccia, i Democratici probabilmente perderanno una o entrambe le camere del Congresso nelle elezioni di midterm del prossimo anno. Clinton e Obama hanno entrambi vinto la rielezione dopo umilianti sconfitte nelle elezioni di midterm del 1994 e del 2010. Ma a quel punto avevano ottenuto tutto quello che volevano ottenere con un’agenda legislativa progressista.

Quali sono le probabilità che essere l’anti-Trump nel 2024 sia sufficiente, se Biden non ha la reputazione di “competente” per reggere il confronto – e dei risultati che motivino la base del Partito Democratico? Biden è in balia delle circostanze: qualche nuova normalità nascerà dall’agonia del COVID-19, ma questo non darà a Biden una seconda possibilità di fare la prima buona impressione. Nel frattempo, se l’inflazione continuerà a devastare le tasche della classe media ed operaia, gli aumenti del salario minimo saranno compensati a tutta la rabbia che i salariati potranno provare verso Washington.

La posizione di Biden non diventerà più solida da qui in avanti: non dopo che la sua “luna di miele” presidenziale è finita, non dopo il colpo dato alla sua credibilità dal modo inetto con cui si è ritirato dall’Afghanistan. I suoi primi mesi in carica hanno ricordato agli americani perché avevano così poca fiducia nello status quo prima di Trump. La leadership pre-Trump del paese, sotto forma di Joe Biden e della sua squadra, ha dimostrato che non ha alcuna competenza per affrontare le sfide che hanno tormentato Trump nell’ultimo anno del suo mandato. Biden è stata la “seconda possibilità” per l’establishment, ma si è schiantato subito.

Anche Clinton e Obama hanno dovuto affrontare la loro dose di fallimenti iniziali. Ma per loro, essere semplicemente presidente ha risolto quella che in precedenza era stata una vulnerabilità significativa: ognuno di loro era stato accusato durante la sua prima corsa alla Casa Bianca di mancare di esperienza o di ‘gravitas‘. Ma avevano abbastanza carisma per vincere lo stesso nel 1992 e nel 2008; e quando hanno corso per la rielezione hanno avuto l’autorità presidenziale per integrare il loro fascino.

Biden ha corso sull’esperienza già all’inizio – almeno lo ha fatto nel 2020, la sua terza volta alla ricerca della poltrona nello Studio Ovale. E mentre nessun altro ufficio elettivo potrebbe prestare ad un candidato l’autorità che si ottiene dall’essere già stato presidente, nessuna delle debolezze di Biden viene annullata dalla sua esperienza alla Casa Bianca. Guadagna quindi meno gravitas dal suo ruolo di quanto farebbe un uomo più giovane o un outsider.

I Democratici potrebbero vedere questo come un motivo per incoraggiare Biden a dimettersi prima del 2024 in favore di una vicepresidente che ha 22 anni meno di lui. Non importa che Kamala Harris non abbia vinto una sola primaria democratica nel 2020 e quello che questo potrebbe significare sul suo appeal elettorale. Anche Biden non ha mai vinto una primaria presidenziale in nessuno dei suoi primi tentativi. La Harris avrebbe la giovinezza dalla sua parte in una gara contro Trump, così come i vantaggi che potrebbero derivare dall’essere di colore e donna. Riuscirebbe a riportare indietro gli elettori afroamericani ed ispanici che hanno disertato i Democratici e rafforzato i numeri di Trump l’anno scorso?

Questo metterebbe alla prova la fede dei Democratici nella politica dell’identità. Ma se si scoprisse che la Harris non porterà ad alcun miglioramento della performance di Biden tra gli afroamericani e gli ispanici, le implicazioni sarebbero ideologicamente catastrofiche. Kamala Harris potrebbe non essere il politico giusto sulle cui fortune alle urne i Democratici vorranno puntare pr sostenere la loro coalizione.

Le fortune di Biden si stanno deteriorando ed ormai gli è rimasta poco più che la pura fortuna a mantenere in vita qualche speranza di miglioramento. Biden è stato un politico di successo per decenni perché aveva capito la necessità che il Partito Democratico si presentasse come un partito di centro-sinistra, non un partito completamente di Sinistra. È stato l’autore di una legge sul crimine, e anche se da senatore ha sostenuto i diritti all’aborto, ha sempre insistito di essere, in privato, d’accordo con gli insegnamenti pro-vita della chiesa cattolica. Ma ora Biden è il leader di un partito la cui base di attivisti scende in piazza per chiedere il “Defund The Police“, e che non tollera alcun dissenso, anche di semplice coscienza, sull’aborto.

Biden non può far rinascere un partito di centro-sinistra, così come il Partito Democratico, ora saldamente posizionato a Sinistra, non poteva evocare alcun candidato che potesse fare meglio di Biden contro Trump. Fortunatamente per loro, le elezioni del 2020 non riguardavano il Partito Democratico o Joe Biden: erano un referendum sul presidente in carica. La cattiva notizia per loro è che se Joe Biden sarà il candidato in carica nel 2024, avrà bisogno di tutta la fortuna del mondo per non perdere. La competenza non basterà a riportarlo in carica.


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