Nicholas Farrell: Le leggi draconiane sui vaccini in Italia sono terribilmente popolari

Nicholas Farrell: Le leggi draconiane sui vaccini in Italia sono terribilmente popolari.

Ad inizio agosto, l’Italia ha bandito i non vaccinati dalla maggior parte delle forme di vita sociale, poi dalla maggior parte delle forme di viaggio ed ora dalla maggior parte delle forme di lavoro. I non vaccinati sono dei paria.

Eppure, a differenza della Francia, per esempio, dove migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro i passaporti vaccinali obbligatori, in Italia quasi nessuno ha protestato contro “Il Green Pass” che è ora il più draconiano d’Europa.

Molti italiani non sono mai stati particolarmente amanti della libertà, e di conseguenza la libertà non è mai fiorita in Italia. Questo spiega perché questa rimozione delle libertà di base – o dei diritti, se dobbiamo dirlo – degli italiani non vaccinati da parte del premier “non eletto” Mario Draghi è così popolare.

Giovedì, il governo di unità nazionale di Draghi ha emesso un nuovo decreto che estende “Il Green Pass” a tutta la forza lavoro: 23 milioni di italiani. Questo entrerà in vigore il 15 ottobre.

I non vaccinati erano già stati banditi dal 6 agosto dalla maggior parte dei luoghi pubblici al chiuso come bar, ristoranti e palestre, più molti all’aperto come gli stadi di calcio e il Colosseo. E dal 1° settembre da aerei, traghetti, treni interregionali e pullman, oltre che dalle università (personale e studenti) e scuole (solo personale). Il vaccino è obbligatorio per gli operatori sanitari già da aprile.

Più o meno le uniche attività che i non vaccinati possono fare fuori casa sono lo shopping – e andare a messa.

Possono ancora ottenere ‘Il Green Pass‘ pagando un test Covid ogni 48 ore – ma presumibilmente pochi lo faranno – oppure se hanno contratto il Covid e possono provarlo.

Il fatto che il 75% degli italiani sopra i 12 anni sia già completamente vaccinato e che l’80% dovrebbe esserlo entro la fine di questo mese non ha fatto alcuna differenza. Nemmeno il numero relativamente basso di casi di Covid in Italia – circa 4.500 nuovi casi e 50 morti al giorno (la Gran Bretagna, in confronto, ha circa 29.500 nuovi casi e 175 morti al giorno).

L’ex capo della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che ha salvato l’euro con il suo massiccio acquisto del debito sovrano della zona euro, apparentemente pensa che per salvare l’Italia tutti quelli sopra i 12 anni debbano essere vaccinati.

Le pene per chi viene colto in flagrante senza “Il Green Pass” includono multe fino a 1.500 euro, la chiusura temporanea dei locali commerciali e delle sedi, la sospensione dal lavoro senza stipendio – ma non il licenziamento.

Ci sono circa 11 milioni di italiani, dai 12 anni in su – circa il 20% – che non hanno fatto la prima dose del vaccino e dunque senza neanche la seconda dose prenotata – il requisito per ottenere il Green Pass. Si potrebbe supporre che ci siano molti milioni di italiani vaccinati profondamente preoccupati per una così grave violazione delle libertà civili dei non vaccinati. Non ci sono.

Le proteste in Italia contro ‘Il Green Pass‘ sono state tutto sommato patetiche. C’è stato molto linguaggio violento sui social media, ma poca violenza effettiva nella realtà.

Praticamente nessuno ha accolto gli appelli a bloccare le principali stazioni ferroviarie il 1° settembre, quando il divieto è stato esteso ai viaggi a lunga distanza. Un gran numero di poliziotti ha aspettato invano.

Sì, alcuni operatori sanitari e insegnanti sospesi stanno facendo causa allo stato per violenza privata e discriminazione – e molti altri con altri lavori seguiranno l’esempio – ma i giudici stanno decidendo contro di loro per una serie di ragioni, come quella – molto scivolosa – che i loro diritti non sono violati perché possono ancora ottenere ‘Il Green Pass‘ se pagano per avere un test Covid ogni due giorni.

Non sappiamo quanto duri l’immunità da vaccinazione o l’aumento della resistenza – eppure ‘Il Green Pass‘ è valido per 12 mesi. I vaccinati possono ancora, ovviamente, essere infettati e possono infettare gli altri. Questo significa che l’unica giustificazione davvero convincente per i divieti tutti italiano sui non vaccinati – il raggiungimento dell’immunità di gregge – sembra dunque essere difettosa.

Draghi è il sesto premiernon eletto” in Italia da quando Silvio Berlusconi si è dimesso nel 2011 – “non eletto” nel senso che né lui né gli altri cinque sono arrivati al potere attraverso le urne come capi di una coalizione o di un partito vincente. Eppure, se le elezioni si tenessero oggi, Draghi potrebbe effettivamente vincere, tanto sono popolari le sue restrizioni vaccinali. Più dei due terzi approvano sia Draghi come premier sia il suo trattamento draconiano dei non vaccinati, secondo i sondaggi. Una percentuale simile pensa che dovrebbe essere ancora più dittatoriale e sostituire “Il Green Pass” con la vaccinazione obbligatoria. In effetti, il 61% degli italiani pensa che, lungi dal privarli della libertà, tutti questi divieti in realtà aumentino la loro libertà.

L’unico partito che si oppone alla trasformazione dei non vaccinati in paria è il post-fascista Fratelli d’Italia, che nella maggior parte dei sondaggi degli ultimi mesi ha un sostegno leggermente superiore (circa il 20%) rispetto ai suoi due rivali più vicini, la Lega di estrema destra con cui è formalmente alleato ed il Partito Democratico post-comunista. Ma su questo tema non c’è affatto in sintonia con la stragrande maggioranza dei partiti.

Niente di tutto questo mi sorprende dopo un quarto di secolo che vivo qui, perché il fatto è che l’Italia fa solo finta di essere un paese libero. Lo vedi nelle piccole cose come la carta d’identità che devi avere sempre con te e mostrare sempre. O nella domanda “dove risiedi?” piuttosto che “qual è il tuo indirizzo?”. E nei posti di blocco stradali, ovunque presidiati da poliziotti con mitragliatrici che fermano le auto a caso. Ci sono così tante leggi e così tanta burocrazia che tutti sono colpevoli di qualcosa.

In Italia, se vieni fermato per guida in stato di ebbrezza – come è successo a me, curiosamente, da un vigile urbano chiamato Mussolini – per riavere la patente devi dimostrare che sei nuovamente idoneo a guidare al termine del tuo divieto con un esame del sangue. Questo verifica il tuo consumo medio di alcol, il che significa che devi smettere di bere per un mese buono prima del test. Se lo superate, riavrete la vostra patente per tre mesi, durante l’ultimo mese dei quali dovrete smettere di bere di nuovo e fare un altro esame del sangue. E così via…

La ragione per cui molti italiani sono così infedeli alla libertà è stata identificata, credo, dall’antropologo francese del XIX secolo, Gustave Le Bon, e dal suo libro cult La Psychologie des Foules (1895). Le Bon definì l’era moderna come “l’era delle folle” – e non della democrazia – perché dopo il crollo della Vecchia Europa, la folla era l’ultimo potere sovrano rimasto. Ma la folla è impotente, notò, se resta senza un leader carismatico.

Le Bon fece una particolare distinzione tra le folle anglosassoni e quelle dell’europa latina:

È soprattutto nelle folle dell’Europa latina che l’autoritarismo e l’intolleranza si sviluppano nella misura più alta. Infatti, il loro sviluppo è tale nelle folle dell’Europa latina che esse hanno interamente distrutto quel sentimento di indipendenza dell’individuo che è così potente nel mondo anglosassone. Le folle dell’Europa latina si preoccupano solo dell’indipendenza collettiva della “setta” a cui appartengono, ed il tratto distintivo della loro concezione dell’indipendenza è la necessità che provano di dover portare coloro che sono in disaccordo dalla loro parte attraverso un’immediata e violenta sottomissione alle loro credenze”.

‘Tra le razze latine, la parola democrazia significa soprattutto l’obliterazione della volontà e dell’iniziativa individuale a favore dello Stato. A quest’ultimo viene sempre più concesso il potere di gestire, centralizzare, monopolizzare e financo di produrre. (…) Tra le razze anglosassoni, soprattutto in America, la stessa parola democrazia significa, al contrario, lo sviluppo intenso della volontà individuale e la limitazione dei poteri dello Stato (…)”.

Sperimentare in prima persona come gli italiani stanno reagendo alla crisi del Covid mi ricorda che la narrazione storica dominante sul fascismo inventata dal Partito Comunista Italiano – il più grande partito comunista al di fuori del blocco sovietico – per assolvere gli italiani dalla colpa sia una sciocchezza: mi riferisco a quella secondo cui “il fascismo è stato imposto, non voluto”. Gli italiani hanno voluto il fascismo per fermare il comunismo. Non fu affatto imposto. Esattamente così come molti vogliono questo nuovo autoritarismo per fermare il Covid.

SCRITTO DA Nicholas Farrell

Nicholas Farrell è l’autore di “Mussolini: A New Life” (Weidenfield&Nicolson/Orion Phoenix)


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