Fox News – Il segretario alla difesa ad interim di Trump, Miller, dice di non aver autorizzato le chiamate di Milley con la Cina e che dovrebbe dimettersi

Christopher Miller ha definito le chiamate riportate un “atto di insubordinazione senza precedenti”.

L’ex Segretario alla Difesa ad interim Christopher Miller, che ha guidato il Pentagono dal periodo dopo le elezioni del 2020 fino all’Inauguration Day di Biden, ha detto che “non ha autorizzato e non avrebbe mai autorizzato” il Presidente dello Stato Maggiore Congiunto gen. Mark Milley a tenere chiamatesegrete” con la sua controparte cinese, descrivendo le accuse come un “vergognoso e senza precedenti atto di insubordinazione” e invitandolo a dimettersi “immediatamente”.

In una dichiarazione a Fox News, Miller ha detto che le forze armate degli Stati Uniti, fin dalla loro nascita, hanno “operato sotto il principio inviolabile del controllo civile sui militari”.

“Il Presidente dello Stato Maggiore Congiunto è l’ufficiale militare di più alto rango, il cui unico ruolo è quello di fornire consigli militari specifici al Presidente, e per legge gli è proibito esercitare l’autorità esecutiva di comandare le forze armate“, ha detto Miller. “La catena di comando va dal Presidente al Segretario alla Difesa, non attraverso il Presidente dello Stato Maggiore Congiunto”.

L’ex Segretario Miller ha continuato facendo riferimento alle accuse che sono incluse nel libroPeril“, co-scritto dai giornalisti del Washington Post Bob Woodward e Robert Costa, nel quale Milley ha tenuto due telefonate segrete, entrambe alla sua controparte cinese, il generale Li Zuocheng dell’Esercito popolare di liberazione. Il libro sostiene che le telefonate hanno avuto luogo prima delle elezioni presidenziali del 2020, il 30 ottobre 2020, e poi due giorni dopo la rivolta del Campidoglio del 6 gennaio, l’8 gennaio 2021.

Il libro sostiene che Milley abbia contattato il gen. Li dopo aver esaminato un informativa d’intelligence la quale suggeriva che i funzionari cinesi fossero convinti che gli Stati Uniti stessero pianificando un attacco alla Cina con al copertura delle esercitazioni militari nel Mar Cinese Meridionale. Gli autori del libro affermano anche che Milley ha contattato Li una seconda volta per rassicurarlo che gli Stati Uniti non avrebbero intrapreso alcun tipo azione contro la Cina in qualsiasi moo o forma, come Milley ha promesso: “Siamo fermi al 100%. Andrà tutto bene. Ma la democrazia può essere sciatta a volte”.

Ma Fox News ha raggiunto alcune persone che si trovavano nella stanza durante queste due telefonate che Milley ha avuto con Li. Le chiamate di ottobre sono state coordinate con l’ufficio dell’allora Segretario alla Difesa Mark Esper.

Non erano segrete“, ha detto un funzionario americano a Fox News a proposito delle chiamate, che hanno avuto luogo in videoconferenza.

Fox News ha appreso che c’erano circa 15 persone presenti a queste chiamate. Le fonti hanno riportato a Fox News che c’erano più trascrittori presenti, ed hanno detto che le chiamate erano state entrambe condotte con la piena conoscenza dell’allora Segretario alla Difesa Mark Esper e dell’allora Segretario alla Difesa ad interim Chris Miller – qualcosa che Miller ha però negato.

“Se il resoconto del libro di Woodward si dimostrasse accurato, rappresenterebbe un vergognoso e senza precedenti atto di insubordinazione da parte del più alto ufficiale militare della nazione”, ha detto Miller, aggiungendo che se la storia dei “disturbi istrionici di Milley ed il suo coinvolgimento incostituzionale e non autorizzato nella politica estera si dimostrassero veri, egli dovrebbe dimettersi immediatamente oppure essere licenziato dal Segretario della Difesa per garantire l’integrità del corpo degli ufficiali”.

Il direttore del National Counterterrorism Center, Christopher Miller, testimonia ad un’udienza del Comitato per la sicurezza nazionale e gli affari governativi del Senato sulle “minacce alla patria” il 24 settembre 2020 a Washington, D.C.

“Il perseguimento di una propria politica e degli interessi personali sono una violazione del sacro dovere di un ufficiale e non hanno posto nell’esercito degli Stati Uniti”, ha detto Miller, aggiungendo che “un ufficiale di grado inferiore accusato di tale comportamento sarebbe stato immediatamente sollevato dal servizio in attesa di un’indagine approfondita ed indipendente”.

“Come Segretario della Difesa, non ho autorizzato e non autorizzerei mai una tale condotta”, ha detto Miller.

Miller ha continuato a spiegare che “la ragione” per cui ha accettato di servire come Segretario alla Difesa dell’ex presidente Donald Trump era “per il suo impegno verso i nostri militari, i veterani e le loro famiglie e la sua attenzione a porre fine al nostro coinvolgimento in operazioni oltremare che mancavano di coerenza strategica”.

“Qualsiasi accusa che il presidente Trump fosse intenzionato a iniziare una guerra con la Cina è completamente infondata“, ha detto Miller. “Il presidente Trump ha assolutamente creduto e sostenuto un approccio più aggressivo alla Cina, ma è stato eletto per porre fine alle guerre della nostra nazione, non per iniziarne di nuove. Sono stato orgoglioso di aver giocato un piccolo ruolo nel raggiungimento di questi obiettivi”.

Miller ha aggiunto: “Attendo con ansia un’indagine completa e non faziosa sulle accuse mosse da Woodward per garantire che l’intuizione dei nostri Padri Fondatori e delle generazioni successive di aver stabilito un sistema ed una cultura di sottomissione dei nostri militari – la forza più potente della nostra Nazione – al controllo civile possa resistere.”

L’ex capo dello staff del Dipartimento della Difesa Kash Patel ha confermato a Fox News che “la legge che disciplina gli Stati Maggiori Congiunti vieta specificamente al suo capo di esercitare qualsiasi autorità di comando operativo“.

“Il Congresso ha messo questo nello statuto perché l’esercito degli Stati Uniti deve essere guidato da un civile, il Comandante-In-Capo“, ha continuato Patel. “Inoltre, per legge, l’autorità di comando nazionale va dal Presidente al Segretario alla Difesa per includere tutto ciò che riguarda i dispiegamenti di truppe, le operazioni nei teatri di guerra ed il comando dell’arsenale nucleare”.

Patel ha aggiunto che se le chiamate con la Cina sono vere, Milley “ha violato la legge per quanto riguarda l’autorità operativa”.

“Chiamare una controparte straniera e discutere di capacità operative contro quel nemico è letteralmente un tradimento“, ha detto Patel. “Né la Casa Bianca, né l’Ufficio del Segretario alla Difesa hanno autorizzato il Capo degli Stati Maggiori congiunti a condurre qualsiasi chiamata con funzionari cinesi per quanto riguarda le nostre operazioni”.

Il vice-capo dello staff del Dipartimento della Difesa Joe Francescon ha detto a Fox News che “la direttiva all’epoca non prevedeva alcun impegno del governo con la Cina, a causa delle loro cattive condotte e dei loro sforzi”.

Francescon ha aggiunto che era la “direttiva generale all’epoca di non assumere un impegno di alto livello con i cinesi su questioni come questa”, e ha aggiunto che Miller ed il suo ufficionon sono stati informati in anticipo di alcuna chiamata ai cinesi in particolare”.

“Al massimo, sono stati informati che Milley stava chiamando gli alleati e i partner stranieri per rassicurarli“, ha detto.

Ma il portavoce del Joint Chiefs of Staff, Col. Dave Butler sta difendendo Milley dalle accuse di aver condotto delle chiamatesegrete” con i cinesi, dicendo che le conversazioni fossero “vitali” per “ridurre le tensioni” ed “evitare conseguenze involontarie o conflitti”, sostenendo che le chiamate sono state coordinate con funzionari della difesa di alto livello.

“Il Presidente dello Stato Maggiore comunica regolarmente con i capi della difesa di tutto il mondo, compresi quelli di Cina e Russia. Queste conversazioni rimangono vitali per migliorare la comprensione reciproca e gli interessi della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, riducendo le tensioni, fornendo chiarezza ed evitando conseguenze involontarie o conflitti”, ha detto il portavoce di Milley, il Col. Dave Butler, in una dichiarazione mercoledì.

Butler ha detto che le chiamate di Milley “con i cinesi ed altri in ottobre e gennaio erano in linea con questi doveri e responsabilità che trasmettono rassicurazione al fine di mantenere la stabilità strategica“.

“Tutte le chiamate del presidente alle sue controparti, comprese quelle riportate, sono gestite, coordinate e comunicate con il Dipartimento della Difesa e l’Interagenzia“, ha detto Butler.

“Anche in linea con le sue responsabilità di consigliere militare senior del Presidente e del Segretario della Difesa, il generale Milley conduce spesso incontri con i leader in uniforme di tutti i Servizi per garantire che tutti i leader siano consapevoli delle questioni attuali”, ha continuato Butler. “L’incontro riguardante i protocolli sulle armi nucleari era per ricordare ai capi in uniforme del Pentagono delle procedure, consolidate da tempo e solide, alla luce dei resoconti dei media sull’argomento”.

Butler ha aggiunto: “Il generale Milley continua ad agire e consigliare nell’ambito della sua autorità nella legittima tradizione del controllo civile dei militari e del suo giuramento alla Costituzione”.

Nel frattempo, un funzionario americano che ha parlato sotto condizione di anonimato, ha sostenuto che Milley chiamasse abitualmente le sue controparti cinesi e russe, e ha spiegato che parlasse con Li da circa cinque anni. La fonte ha riferito che questo è normale per il presidente dei Capi di Stato Maggiore.

Mark Milley e il generale cinese Li Zuocheng

Secondo lo stesso funzionario, c’era una completa supervisione civile delle telefonate, compreso un rappresentante del Dipartimento di Stato ed il consigliere politico di Milley. Sono state prese delle note delle chiamate ed una nota riassuntiva è stata inviata al Segretario alla Difesa e alla comunità di intelligence, ha riferito il funzionario.

“Questo non è stato fatto come una sorta di cospirazione“, ha detto a Fox News un altro partecipante che ha ascoltato la conversazione.

Secondo coloro che hanno avuto familiarità con al questione, la telefonata di ottobre ha trattato diversi argomenti, uno dei quali era incentrato sulle elezioni. I cinesi, secondo le fonti, erano preoccupati per ciò che vedevano come un’instabilità del sistema statunitense. Milley, secondo una fonte, ha rassicurato la sua controparte che gli Stati Uniti fossero una democrazia stabile.

Un’altra fonte ha detto che la chiamata era nel più ampio contesto di assicurare agli avversari che gli Stati Uniti non stavano pianificando alcuna azione militare.

Fox News ha appreso che Milley ha condotto fino a 20 telefonate con il generale cinese Li e gli alleati della NATO sulla scia della rivolta del 6 gennaio, nel tentativo di rassicurarli che il governo degli Stati Uniti fosse stabile, e per rassicurare la Cina che gli Stati Uniti non avevano pianificato un attacco a sorpresa – tutto nel tentativo di abbassare le tensioni con la Cina durante il periodo intermedio tra le elezioni e l’inaugurazione, e per proiettare un’aura di stabilità in modo che gli avversari degli Stati Uniti non approfittassero dei disordini interni durante quel periodo.

La Casa Bianca sta a sua volta difendendo Milley, con l’addetta stampa della Casa Bianca Jen Psaki che dice che Biden “ha lavorato fianco a fianco con il generale Milley per quasi otto mesi come Presidente degli Stati Maggiori congiunti ed ha potuto constatare che sia un patriota“.

“È qualcuno che è, ed anche ha, fedeltà alla Costituzione e ha fiducia nella sua leadership. E il ruolo che ha avuto nella sua esperienza con lui”, ha detto la Psaki. “Non posso parlare di rapporti anonimi e non confermati su conversazioni precedenti durante l’ultima amministrazione”.

La Psaki ha detto che Bidenconosce il gen. Milley“, e ha detto anche che “hanno lavorato fianco a fianco in una serie di eventi internazionali“.

“Il presidente ha completa fiducia nella sua leadership, nel suo patriottismo e nella sua fedeltà alla nostra Costituzione”, ha aggiunto infine la Psaki.


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