National Review – La disperata esagerazione del COVID da parte di Biden

La disperata esagerazione del COVID da parte di Biden.

Joe Biden ha un dilemma. È stato eletto con la promessa di “sconfiggere il virus”, ma dopo otto mesi alla Casa Bianca il COVID-19 sta ancora imperversando. Con i suoi indici di gradimento che crollano, è alla disperata ricerca di titoloni sui giornali che lodino una sua coraggiosa azione di governo. E così, poche settimane dopo aver incassato un meritato rimprovero da parte della Corte Suprema per la sua moratoria sugli sfratti, si è ancora una volta spinto troppo oltre.

Giovedì, Biden ha annunciato una serie di azioni unilaterali volte ad aumentare la percentuale di americani vaccinati. Ovviamente non contestiamo l’idea che sarebbe una buona cosa se più persone fossero vaccinate, dato che i vaccini hanno dimostrato di essere sicuri ed altamente efficaci nel quasi eliminare il rischio di ospedalizzazione e di morte da COVID-19. Ma la questione qui non è quali risultati possiamo ottenere, ma quale autorità ha Joe Biden nell’imporre tali norme.

Come capo dell’esecutivo, una cosa è che Biden richieda la vaccinazione ai dipendenti pubblici federali, o anche per le aziende private che sono incaricate di gestire i servizi pubblici. Ma la proposta di Biden va ben oltre, ordinando a tutte le aziende private con più di 100 dipendenti di richiedere la vaccinazione o dei test negativi a cadenza settimanale per tutti i loro lavoratori, sotto la minaccia di multe salatissime. Egli dice che l’ordine interesserà 80 milioni di dipendenti privati.

Attualmente, gli obblighi alla vaccinazione che esistono (come il vaccino MMR) sono requisiti imposti dagli stati o dai singoli distretti scolastici. Non c’è nulla di simile ad un obbligo di vaccinazione a tappeto per i lavoratori privati a livello federale. Questa regola impone un significativo onere di conformità da parte dei datori di lavoro non solo per controllare chi è vaccinato, ma anche per agevolare i test settimanali per i lavoratori.

Anche se attendiamo ancora la motivazione legale di tale provvedimento, il piano di Biden così come esposto sul sito web della Casa Bianca dice che l’ordine arriverà attraverso l’Occupational Safety and Health Administration (OSHA) del Dipartimento del Lavoro, che emetterà un Emergency Testing Standard (ETS) per implementare tale requisito. In altre parole, l’emanazione della regola sarà velocizzata per evitare il periodo di dibattito che tipicamente permette a coloro che sarebbero colpiti da un dato ordine di far sentire le proprie ragioni. Ma mentre l’OSHA possiede l’autorità per fissare alcuni standard di salute e sicurezza sul posto di lavoro, sarebbe esagerato affermare che la sua autorità possa essere utilizzata come mezzo per conseguire degli obiettivi di salute pubblica più ampi. Proprio questo luglio, il Congressional Research Service ha aggiornato un rapporto sugli standard di emergenza ed ha notato come l’OSHA “abbia usato raramente questa autorità in passato – non da quando i tribunali hanno bocciato il suo ETS sull’amianto nel 1983”.

Il rapporto continua spiegando che un ETS richiederebbe che “i dipendenti siano soggetti ad un grave pericolo derivante dall’esposizione a sostanze od agenti tossici o fisicamente dannosi o da nuovi pericoli” e “che tale norma di emergenza è necessaria per proteggere i dipendenti da tale pericolo“. Nel caso dell’amianto, una corte d’appello federale aveva infine statuito come l’OSHA non potesse sostenere sufficientemente la sua affermazione secondo cui 80 lavoratori sarebbero morti per esposizione all’amianto se la regola non fosse stata implementata. Ma nel discorso di Biden, ha riconosciuto egli stesso che il rischio di contrarre malattie gravi è estremamente basso per chiunque sia vaccinato. A rigor di logica, ciò significa che chiunque entri in un posto di lavoro e sia vaccinato può proteggersi da un grave pericolo già adesso. Quindi non è chiaro come un tale ordine di emergenza possa essere giustificato.

A dicembre, settimane prima di entrare in carica, Biden ha detto sulla vaccinazione: “Non penso che dovrebbe essere obbligatoria. Non pretenderei che fosse obbligatoria”. Dopo le sue ultime azioni, non possiamo fare a meno di ricordare la moratoria sugli sfratti del CDC, che ha esteso nonostante avesse dichiarato che farlo sarebbe stato illegale. Due settimane fa, la Corte Suprema ha bloccato quell’azione, dichiarando che “è difficile credere che questo statuto conceda al CDC la vasta autorità che afferma di avere”. Speriamo che la Corte Suprema sia altrettanto incredula quando tratterà dell’ultimo sconfinamento di Joe Biden.


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Il National Review è una rivista conservatrice americana semestrale, incentrata su notizie e commenti su questioni politiche, sociali e culturali. La rivista è stata fondata dallo scrittore William F. Buckley Jr. nel 1955 ed attualmente è diretta da Rich Lowry. Fin dalla sua fondazione, la rivista ha svolto un ruolo significativo nello sviluppo del conservatorismo negli Stati Uniti, contribuendo a definirne i confini e promuovendo il c.d. “fusionismo” nel mentre si affermava come voce di spicco della destra americana.

La versione online, National Review Online, è curata da Philip Klein e comprende contenuti gratuiti ed articoli separati dall’edizione cartacea.