New York Post – Le menzogne di Biden sui posti di lavoro sono ridicole quanto le sue frottole sull’Afghanistan

Le deboli menzogne di Biden sui posti di lavoro sono ridicole quanto le sue frottole sull’Afghanistan.

Solo tre giorni dopo aver definito la sua disastrosa operazione afghana – che si è lasciata alle spalle americani e loro alleati – un “successo straordinario”, Joe Biden ha provato a fare un’altra manipolazione, insistendo che la triste notizia secondo cui la nazione ha visto aggiunti un mezzo milione di posti di lavoro in meno rispetto al previsto il mese scorso sia un “ulteriore prova del progresso della nostra economia” sotto la sua guida.

E, proprio come in Afghanistan, sta mantenendo la rotta che ha segnato, anche se la c.d. Bidenomics è chiaramente una seria minaccia alla già fragile ripresa.

L’economia ha guadagnato solo 235.000 posti di lavoro ad agosto, il Bureau of Labor Statistics ha riferito venerdì, lontano dalle proiezioni degli economisti a 720.000 ed un enorme tuffo dagli 1,05 milioni di luglio.

Commentando i lugubri dati della Casa Bianca, Joe Biden ha fatto finta di vederli come una buona notizia. “Il piano Biden sta funzionando. Stiamo ottenendo risultati”, ha detto. “Ho aggiunto più posti di lavoro di qualsiasi altro presidente nel suo primo anno”.

Questo non è un grande risultato quando una pandemia che capita una volta ogni secolo ha distrutto le economie di tutto il mondo mentre il programma del suo predecessore ha portato i vaccini sul mercato in tempo record appena prima che lui entrasse in carica.

Biden ha ammesso che “alcuni volevano vedere un numero maggiore oggi, e così anche io”, ma, come con la debacle afgana e la crisi al confine, ha rifiutato di assumersi qualsiasi responsabilità per le conseguenze delle sue stesse politiche.

“Non c’è dubbio che la variante Delta sia il motivo per cui il rapporto sui posti di lavoro di oggi non sia più solido”, ha deviato.

Eppure la variante Delta non ha portato alle chiusure di massa ed ai licenziamenti dell’anno scorso; le aperture di posti di lavoro rimangono comunque a livelli record.

I datori di lavoro hanno dato la colpa ai disegni di legge di Biden che distruggono le imprese. Il suo pacchetto di “soccorsoCOVID, passato a marzo senza un solo voto repubblicano, ha esteso il bonus di disoccupazione federale di 300 dollari settimanali fino a settembre ed ha gettato altri 1,9 trilioni di dollari in un’economia che aveva guadagnato trilioni già l’anno prima.

Il risultato? L’impennata dell’inflazione – con i prezzi al consumo in aumento del 5,4% su base annua, il più grande salto dall’agosto del 2008 – e che sta solo accelerando mentre i datori di lavoro non riescono a riempire 10 milioni di posti di lavoro ancora vacanti nonostante gli 8 milioni di disoccupati.

Un record del 50% di tutti i proprietari di piccole imprese non può occupare posti di lavoro che hanno creato, ha scoperto la National Federation of Independent Business. “I proprietari stanno aumentando i compensi nel tentativo di attrarre i lavoratori, e questi costi vengono scaricati sui consumatori attraverso l’aumento dei prezzi di beni e servizi, creando pressioni inflazionistiche”, ha avvertito Bill Dunkelberg, economista capo della NFIB.

Biden ha dichiarato venerdì: “I salari sono aumentati, specialmente per gli americani della classe operaia”. Ma l’inflazione più che consuma quei guadagni: Il guadagno medio orario è aumentato del 4,3% rispetto a questo stesso periodo dell’anno scorso (quando la pandemia era ancora in pieno svolgimento), ma i prezzi sono aumentati del 5,4%.

Il tasso di disoccupazione del 5,2% di agosto non è affatto vicino al 3,5% del febbraio 2020 pre-pandemia. E Biden sembra determinato a mantenerlo così alto.

Venerdì, Biden ha incoraggiato gli stati ad utilizzare i fondi federali di soccorso non spesi per estendere i benefici in scadenza per i disoccupati, che possono così continuare a danneggiare le assunzioni. E ha spinto il Congresso ad approvare i suoi piani di spesa da 4,7 trilioni di dollari, da pagare in parte con aumenti di tasse che uccidono il lavoro, in parte con un nuovo debito ulteriormente inflazionato.

Nessuno può impedire a Joe Biden di negare la realtà, ma il Congresso deve fermare la sua agenda prima che spinga l’America di nuovo in recessione.


NewYorkPost.com

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