The Federalist – Joe Biden avrebbe chiesto al presidente afgano di mentire per lui in cambio di sostegno

Joe Biden avrebbe offerto un apparente do ut des al presidente dell’Afghanistan, poi fuggito dal paese, negli ultimi giorni prima della presa di Kabul da parte dei Talebani.

Secondo la trascrizione dell’ultima telefonata tra Biden ed il presidente afgano Ashraf Ghani il 23 luglio, riportata dalla Reuters, Biden avrebbe dato istruzioni alla sua controparte afgana di mettere un ministro della difesa in carica.

Le cose non stanno andando bene in termini di lotta contro i Talebani. E c’è bisogno, che sia vero o no, di mostrare un’immagine diversa”, ha detto Biden al presidente Ghani. “Se date a Bismillah [il ministro della Difesa Bismillah Khan Mohammadi, n.d.r.] il potere di eseguire una strategia focalizzata sulle parti chiave dei centri abitati… otterrete non solo più aiuto, ma avrete anche una percezione che cambierà“.

Biden ha continuato a promettere un consistente supporto aereo in attesa dell’adempimento delle richieste.

“Continueremo a fornire supporto aereo ravvicinato, se sapremo qual è il piano e che cosa stiamo andando a fare”, ha detto Biden.

Durante la chiamata, le trascrizioni mostrano che Biden avrebbe ripetutamente pressato il presidente afgano per cambiare la “percezione” che circondava la guerra mentre i Talebani stavano prendendo i capoluoghi provinciali uno ad uno.

“Non so se sei consapevole di quanto la percezione nel mondo sia che questa sia una situazione fallimentare“, ha detto Biden.

“Quindi la conclusione che le chiedo di considerare è di riunire tutti, da [l’ex vicepresidente Abdul Rashid] Dostum, a [l’ex presidente Hamid] Karzai e nel mezzo, se stanno lì e dicono di sostenere la strategia che lei ha messo insieme, e mettere un combattente in carica, un militare, [il ministro della difesa Bismillah] Khan incaricato di eseguire quella strategia, e questo cambierà la percezione, e questo cambierà molto, credo“.

“Signor presidente”, ha risposto Ghani, “stiamo affrontando un’invasione su larga scala, composta da Talebani, completa pianificazione e supporto logistico pakistano, e almeno 10-15.000 terroristi internazionali, prevalentemente pakistani, gettati in tutto questo, quindi questa è una dimensione che deve essere presa in considerazione”.

La capitale afgana di Kabul è caduta meno di quattro settimane dopo, il 15 agosto, cogliendo di sorpresa la leadership dei militari statunitensi. Il 10 agosto, gli ufficiali avevano avvertito che la caduta di Kabul sarebbe arrivata entro 90 giorni. Tre giorni dopo, la linea temporale ha accelerato prevedendo la caduta della città in appena 72 ore.

Joe Biden si è attenuto alla data del ritiro militare fissata al 31 agosto, una scadenza rigida che l’amministrazione ha mantenuto dopo che i Talebani avevano rifiutato di accettare una data successiva. Le due settimane tra la presa di Kabul ed il ritiro americano sono state caratterizzate da un caos costante all’aeroporto internazionale Hamid Karzai, adiacente alle dense strade del centro, dove migliaia di disperati in fuga hanno cercato l’evacuazione.

Tredici militari statunitensi sono morti la scorsa settimana a causa di un attentato suicida rivendicato dall’ISIS-K negli ultimi giorni degli sforzi di evacuazione.

Joe Biden ha ammesso mercoledì 1 settembre che il 10% di coloro che volevano andarsene e che si sono qualificati per farlo sono stati lasciati indietro sotto il dominio dei Talebani, compresi circa 100-200 americani.

Più di 122.000 persone sono state evacuate dalla nazione devastata dalla guerra prima della fine del ritiro.


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