The Stream – La ventennale e vittoriosa alleanza dei Talebani con la Cina contro gli Stati Uniti e gli Uiguri

Jason Jones e Salih Hudayar spiegano la ventennale e vittoriosa alleanza dei Talebani con la Cina contro gli Stati Uniti e gli Uiguri.

Il rapporto della Cina con gli estremisti islamici in Afghanistan risale agli anni Ottanta, quando ha addestrato ed armato i mujahedeen antisovietici durante la guerra sovietico-afghana. La Cina conduce poi da decenni una brutale campagna di colonizzazione e di occupazione, più recentemente anche di genocidio, nel Turkestan orientale (o “Xinjiang“). Ha spesso incontrato la resistenza degli Uiguri locali e di altri popoli turchi.

Dopo gli attacchi dell’11 settembre, la Cina ha cercato di affermare di essere anch’essa una vittima, però del “terrorismo del Turkestan orientale”. L’11 novembre 2001, ha detto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che stava combattendo contro il “Movimento Islamico del Turkestan Orientale (ETIM)”. Da allora la Cina ha usato il pretesto dell'”antiterrorismo” per scatenare una guerra totale contro gli Uiguri. Leggete The War on Uyghurs, del professor Sean Roberts della George Washington University, per capire come la Cina sta usando il falso pretesto dell'”antiterrorismo” per compiere un genocidio.

La Cina ha finto di essere tra le vittime di Al-Qaeda e tra gli alleati dell’America nella Guerra al Terrore. Perché? Per ottenere l’acquiescenza degli Stati Uniti sulla repressione degli Uiguri nel Turkestan orientale.

Tuttavia, i fatti dimostrano che il PCC ha una connessione di lunga data con Al-Qaeda e i Talebani.

La Cina si è già alleata con i Talebani e ha fatto affari anche con Al Qaeda

Nel 1998, dopo un attacco americano con missili da crociera sui campi di Al-Qaeda in Afghanistan, la Cina pagò 10 milioni di dollari i terroristi per avere i missili Tomahawk inesplosi, e in seguito li re-ingegnerizzò.

Nel 1999, due alti ufficiali dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese scrissero un libro intitolato Unrestricted Warfare. In esso, discussero un ipotetico secondo attacco al World Trade Center di New York (dopo il fallito attentato del 1993). Notarono che avrebbeaperto un complicato dilemma per gli Stati Uniti“. Gli autori nominarono specificamente Al-Qaeda come l’organizzazione con la capacità di portare a termine un tale attacco.

La Cina si è opposta alle sanzioni delle Nazioni Unite contro i Talebani, anche dopo che i Talebani hanno rifiutato di consegnare Osama Bin Laden dopo gli attacchi di Al-Qaeda contro le ambasciate degli Stati Uniti e la nave militare USS Cole nello Yemen. Invece, l’ambasciatore cinese in Pakistan ha incontrato il fondatore dei Talebani, il Mullah Omar, nel dicembre del 2000. La Cina ha continuato poi a fornire ai Talebani armi e tecnologia.

Dopo l’11 settembre, la Cina ha giocato un doppio gioco

Come riportato dal Washington Post, il giorno stesso dell’attentato dell’11 settembre 2001, i Talebani e la Cina hanno firmato un accordo di cooperazione economica e tecnica. I funzionari dell’intelligence statunitense scoprirono che due società di telecomunicazioni statali cinesi – Huawei e Zhongxing Telecomstavano aiutando i Talebani ad installare sistemi di comunicazione. I media statali cinesi Xinhua hanno poi prodotto un video sugli attacchi dell’11 settembre, glorificando gli attacchi come un “colpo umiliante contro una nazione arrogante”.

Il Washington Times riferì nel dicembre 2001 che un alto funzionario statunitense aveva dichiarato che la Cina ha continuato a fornire armi ad Al-Qaeda e ai Talebani anche dopo gli attentati dell’11 settembre. “Il funzionario ha detto che una settimana dopo l’attacco terroristico, i Talebani al potere e i combattenti di Al-Qaeda inquadrati tra loro, hanno ricevuto un carico di missili SA-7 di fabbricazione cinese. Le armi antiaeree da spalla sono simili agli Stinger statunitensi”.

Un’alleanza anti-americana è dunque in corso

Nel 2002, il presidente cinese Jiang Zemin dichiarò che la Cina si opponeva alla presenza militare degli Stati Uniti in Afghanistan, Asia centrale e Medio Oriente. Infatti, dopo la liberazione dell’Afghanistan dalla mano dei Talebani nell’agosto 2002, i rappresentanti personali del Mullah Omar e gli alti funzionari del Ministero degli Esteri cinese hanno tenuto “consultazionia Pechino. La Cina ha poi continuato a sostenere i Talebani, adducendo di combattere il “terrorismo” nel Turkestan orientale.

Nel 2009, il colonnello anziano della PLA, Dai Xu, ha tenuto una conferenza all’Università Nazionale della Difesa cinese in cui ha lodato Osama Bin Laden e Al-Qaeda per “tenere l’America occupata mentre la Cina si sviluppa”.

Sempre nel 2009, mentre la Cina sosteneva di lottare contro il cosiddetto “Movimento Islamico del Turkestan Orientale (ETIM)”, l’ateo PCC ha firmato un accordo con il Wahabbi Jammat e- Islam (un Partito Islamico) del Pakistan. L’accordo riguardava i campi di “giustizia, sviluppo, sicurezza e solidarietà”. Inoltre, il Jammat e-Islam ha dichiarato il suo sostegno alla “One China Policy” e ha giurato di opporsi ai “movimenti separatisti musulmani” in riferimento al Turkestan orientale e agli Uiguri. Nell’aprile 2009, il Jammat e-Islam è stato poi invitato da Pechino a “predicare l’Islam” in Cina (compreso nel Turkistan orientale) e ad opporsi al “separatismo”.

La Turchia si unisce a quest’Asse, e muove i suoi militanti in Siria, “giustificando” la repressione cinese

Nel 2010, la Cina e la Turchia hanno firmato un accordo di partenariato strategico di dieci punti che includeva la cooperazione in materia di sicurezza e di intelligence.

Nel 2013, con l’escalation del conflitto in Siria, circa 20.000 Uiguri sono misteriosamente riusciti ad attraversare decine di posti di blocco e di confini nazionali nel Sud-est asiatico. Questi combattenti hanno in qualche modo eluso le forze di sicurezza e l’intelligence cinese, per poi finire in Siria e in Afghanistan sotto il “Partito Islamico del Turkestan (TIP), combattendo a fianco di Al-Qaeda in Siria e dei Talebani in Afghanistan.

Nel 2014, la Cina ha indicato gli Uiguri in Siria e Afghanistan che combattono sotto le insegne dei Talebani e di Al-Qaeda come base per i suoi “campi di rieducazione”. Entro il 2019, circa 3 milioni di Uiguri sono stati messi in campi di concentramento con il pretesto dell'”antiterrorismo“. Per tutto il tempo, la Cina ha continuato a sostenere i Talebani, il cui uso degli Uiguri nelle sue file ha contribuito a legittimare la campagna cinese di genocidio in corso.

La Turchia ha usato gli Uiguri in Siria che combattono sotto la bandiera del TIP (che deve fedeltà ai Talebani) per combattere contro il regime di Assad, i curdi e i cristiani siriani alleati degli Stati Uniti. In cambio, la Turchia è rimasta in silenzio sulla campagna cinese di genocidio in corso contro gli Uiguri.

Tutti vincono, tranne i popoli

È stato un vantaggio enorme per questi dittatori. La Turchia ne ha beneficiato usando gli Uiguri come “carne da macello” contro il regime di Assad e i curdi. La Cina ne ha guadagnato sbarazzandosi degli Uiguri che avrebbero potuto opporsi alla sua campagna di internamento di massa e al genocidio. Soprattutto, la Cina è stata in grado di dipingere tutti gli Uiguri come “jihadisti e terroristi”, il che ha minato il movimento nazionale del Turkestan orientale.

Non è una sorpresa che il Ministro degli Esteri cinese abbia recentemente incontrato gli alti dirigenti Talebani a Tianjin, in Cina, pochi giorni dopo aver incontrato il vice segretario di Stato americano Wendy Sherman. Poco dopo l’incontro con la Cina, i Talebani hanno risposto riguardo alla situazione uigura così affermando:

Ci interessa l’oppressione dei musulmani, che sia in Palestina, in Myanmar o in Cina, e ci interessa l’oppressione dei non musulmani in qualsiasi parte del mondo. Ma quello che non faremo è interferire negli affari interni della Cina.

Dopo la caduta di Kabul in mano ai Talebani, molti paesi hanno chiuso le loro ambasciate e consolati per problemi di sicurezza. Invece, i media statali cinesi hanno gongolato su come l’ambasciata cinese a Kabul fosse ancora in funzione e che fosse addirittura protetta dai Talebani.

Ciò che è anche allarmante è che dopo che gli alleati talebani e islamisti della Cina hanno preso il controllo di Kabul, i media statali cinesi abbiano iniziato a sostituire il termine “islamico” nel “Movimento islamico del Turkestan orientale”, fabbricato dal governo cinese, con “indipendentista“. Pechino non poteva più sembrare che si opponesse ai movimenti “islamici”, dato ora il suo aperto sostegno ai Talebani.

Jason Jones è un collaboratore senior di The Stream. È un produttore cinematografico, autore, attivista e operatore dei diritti umani.

Salih Hudayar è stato eletto come primo ministro del governo del Turkestan orientale in esilio l’11 novembre 2019.

The Stream è un sito americano, conservatore e cristiano che si rivolge al lettore in modo che possa “pensare chiaramente alle questioni politiche, economiche e morali del nostro tempo. Purtroppo, gli stessi principi su cui è stata fondata la Repubblica Americana sono ora messi in discussione. Temiamo che se questi principi vengono persi e dimenticati, anche la libertà sarà persa. Crediamo che la libertà politica, economica e religiosa sia scaturita dal terreno culturale dell’Occidente cristiano per una ragione, e che sia insostenibile a prescindere da quel terreno. La libertà separata dalla virtù non può durare a lungo. Quindi, a tal fine, presentiamo questa nuova caratteristica di Stream, una raccolta di articoli che difendono queste idee fondamentali. Questo è uno strumento per pastori, insegnanti, leader e tutte le persone di fede per aiutarli a impegnarsi con la cultura e ispirarli all’azione. Qual è la visione cristiana delle cose? Il nostro obiettivo attraverso questi articoli è di presentare una chiara dichiarazione del solido pensiero cristiano su ogni argomento. In molti casi l’abbiamo anche chiamata “la visione cristiana”. Non intendiamo dire che questi sono punti di vista che tutti i cristiani e/o i leader della chiesa sostengono. Questo sarebbe impossibile, data la grande diversità di opinioni tra i cristiani. Intendiamo piuttosto che questi articoli rappresentano e difendono ciò che vediamo come il miglior pensiero nella corrente principale del cristianesimo storico, ortodosso e credente, informato da altre discipline rilevanti tra cui economia, storia, politica e filosofia”.


TheStream.org