Washington Examiner – L’FBI non ha trovato prove che la rivolta del Campidoglio sia stata un complotto per sovvertire la Democrazia

L’FBI ha trovato prove insoddisfacenti per poter sostenere che la rivolta del Campidoglio sia stata uno atto pianificato e coordinato per rovesciare i risultati delle elezioni presidenziali del 2020, secondo un nuovo resoconto.

L’articolo della Reuters cita “quattro funzionari delle forze dell’ordine in servizio ed ex” che sono presumibilmente coinvolti direttamente od informati sulle indagini della rivolta del Campidoglio, ed afferma che il Bureau “ha trovato scarse prove che l’attacco del 6 gennaio al Campidoglio degli Stati Uniti sia stato il risultato di un complotto organizzato per ribaltare il risultato delle elezioni presidenziali“.

L’FBI “a questo punto crede che la violenza non sia stata coordinata centralmente da gruppi di estrema destra o da sostenitori di spicco dell’allora presidente Donald Trump“, sempre secondo Reuters. Ha anche riferito che “gli investigatori dell’FBI hanno scoperto che cellule di manifestanti, compresi i seguaci dei gruppi di estrema destra Oath Keepers e Proud Boys, avrebbero mirato a fare irruzione nel Campidoglio. Ma non hanno trovato prove che i gruppi avessero dei piani seri su cosa fare una volta che fossero entrati”.

I più importanti legislatori sono stati informati nel dettaglio dei risultati dell’indagine dell’FBI.

Una fonte ha detto che non c’è stata quasi nessuna discussione recente ai livelli più alti nel Dipartimento di Giustizia riguardo alla presentazione di accuse nel campo della ‘cospirazione sediziosa‘ e che anche le accuse di ‘associazione a delinquere‘ sono state scartate. L’agenzia di stampa ha riportato che “fonti all’interno delle forze dell’ordine” hanno riferito che nessuna accusa relativa ad individui o ad un gruppo che ha giocato “un ruolo centrale nell’organizzare o guidare la rivolta” sembra essere sotto indagine.

Il Dipartimento di Giustizia ha detto all’inizio di questo mese che più di 570 imputati sono stati arrestati nelle indagini sulla rivolta del Campidoglio condotte dall’ufficio del procuratore degli Stati Uniti nel Distretto di Columbia e che almeno 175 imputati sono stati accusati di “aggressione, resistenza o intralcio a funzionari o dipendenti“, compresi più di 55 imputati accusati di “aver usato un’arma mortale o pericolosa o aver causato gravi lesioni personali a un agente”. Il DOJ riporta che circa 80 agenti della polizia del Campidoglio e 60 agenti del Dipartimento di Polizia Metropolitana sono stati aggrediti durante la rivolta.

I procuratori hanno detto che “almeno 240 imputati sono stati accusati di aver ostacolato, influenzato o intralciato un procedimento ufficiale, o di aver tentato di farlo”, e circa 40 imputati sono stati colpiti da accuse di “concorso” relative alla “partecipazione all’ostruzione di un procedimento del Congresso e/o per aver ostacolato o ferito un membro delle forze dell’ordine. Molti degli imputati che erano stati colpiti dalle accuse di “cospirazione” sono stati membri del gruppo di destra Oath Keepers o dell’organizzazione Proud Boys.

Un altro “ex funzionario delle forze dell’ordine a conoscenza delle indagini” ha detto alla Reuters: “Dal 90 al 95% di questi sono casi monosoggettivi. Poi c’è un 5%, forse, di questi gruppi di militanti che erano più strettamente organizzati“.

Ma non c’era nessun grande schema tra Roger Stone e Alex Jones e tutte queste persone per prendere d’assalto il Campidoglio e prendere degli ostaggi”,

Un portavoce dell’FBI ha detto al Washington Examiner che “non abbiamo commenti sull’indagine in corso e vi rimandiamo ai documenti del tribunale sui casi del 6 gennaio”.

Michael Sherwin, l’ormai ex procuratore ad interim degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, aveva detto nella trasmissione “60 Minutes” a marzo che le autorità stavano indagando sulla potenziale responsabilità penale di Donald Trump e che esistessero le prove per presentare accuse di “sedizione” contro alcune delle persone coinvolte nella rivolta del Campidoglio, entrambe cose a cui aveva accennato da gennaio. Ma tali accuse non sono mai state neanche presentate.

All’inizio di quest’anno, il giudice della Corte Distrettuale degli Stati Uniti Amit Mehta ha criticato il Dipartimento di Giustizia – di per sé un fatto eccezionale – dopo che i funzionari del DOJ avevano speculato sui mass media sulle possibili accuse di “sedizione” da presentare contro i membri degli Oath Keepers.

Il Dipartimento di Giustizia ha detto ai tribunali di essere in possesso di una “serie di prove” attraverso le quali gli imputati potrebbero essere scagionanti, ma che almeno alcune delle prove non sono state ancora fornite agli imputati a causa dell’enorme numero di casi relativi alla rivolta del Campidoglio. Circa cinque dozzine di imputati per la rivolta del Campidoglio sono ancora tenuti in custodia cautelare.

Democratici di spicco, tra cui Joe Biden, e coloro che partecipano l’indagine del Congresso sulla rivolta, continuano a sostenere che l’ufficiale di polizia del Campidoglio Brian Sicknick sia morto come risultato delle violenze del Campidoglio, nonostante l’ufficio del medico legale di Washington abbia concluso che la vera “causa della morte” fosse in realtà dovuta a “infarti acuti del tronco cerebrale e del cervelletto dovuti a trombosi acuta dell’arteria basilare”, un ictus sostanzialmente, e che la “modalità della morte” fosse stata “naturale“.

Anche altri due manifestanti hanno avuto attacchi cardiaci fatali durante la rivolta, ed un altro è morto per una sospetta overdose di droga. L’unica persona che è stata uccisa durante la rivolta è Ashli Babbitt, una veterana dell’Air Force di 35 anni e sostenitrice di Trump, che è stata colpita da un agente della polizia del Campidoglio mentre tentava di arrampicarsi attraverso la finestra di una porta rotta vicino alla Speaker’s Lobby. L’agente non è stato ancora accusato di omicidio.


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