Washington Examiner – Joe Biden sta gestendo il confine meridionale con la stessa incompetenza con cui ha gestito l’Afghanistan

Byron York’s Daily Memo – Joe Biden sta gestendo il confine meridionale con la stessa incompetenza con cui ha gestito l’Afghanistan.

L’affermazione di Joe Biden secondo cui fosse “altamente improbabile” che i Talebani avrebbero invaso e controllato l’intero Afghanistan passerà alla storia come uno dei peggiori giudizi nella storia. Ma non era una novità. Biden è stato ugualmente incompetente per tutto il tempo nella sua gestione del confine meridionale – c’è solo bisogno di un fallimento catastrofico come quello in Afghanistan per attirare l’attenzione su quanto sia incompetente anche in altri campi.

Ancora peggio, il pericolo dell’errore di valutazione di Biden al confine colpisce molto più vicino a casa.

Non è cambiato nulla“, aveva affermato Biden quando gli era stato chiesto dell’ondata di migranti al nostro confine meridionale questo marzo. “Succede ogni anno senza che noi lo volgiamo. C’è un aumento significativo del numero di persone che arrivano al confine nei mesi invernali di gennaio, febbraio e marzo. Succede ogni anno“.

Ma il caos che si sta verificando attualmente al nostro confine meridionale non accade ogni anno. È il risultato di cambiamenti significativi apportati da Biden alle politiche nell’applicazione delle leggi sull’immigrazione.

La settimana scorsa, il Dipartimento della Sicurezza Nazionale ha annunciato che 212.672 migranti sono stati fermati al confine meridionale questo luglio, il massimo in 21 anni. Per fare un confronto, 82.000 sono stati fermati nel luglio del 2019 e 41.000 nel luglio del 2020. La situazione è così grave in questo momento che la Homeland Security ha dovuto espandere l’Asse Y sul suo grafico solo per rilevare il numero record di migranti sorpresi ad attraversare illegalmente il confine.

Proprio come con la loro debacle in Afghanistan, i tirapiedi di Biden cercano di fare buon viso a cattivo gioco in pubblico. Proprio come il Segretario di Stato Antony Blinken è andato in televisione sostenendo che “il presidente era preparato per ogni evenienza” in Afghanistan, il Segretario del DHS Alejandro Mayorkas ha tenuto una conferenza stampa affermando che la sua agenzia stesse affrontando e che fosse all’altezza dell’attuale crisi al confine.

Ma nell’audio trapelato ottenuto da Fox News, Mayorkas ha cantato una melodia diversa, dicendo agli agenti della Customs and Border Protection che la crisi sia in realtà “insostenibile” e che “la nostra gente sul campo non può continuare” così.

Questa valutazione personale è molto più vicina alla verità. Gli agenti del CBP sopraffatti stanno scaricando interi autobus carichi di famiglie di migranti nelle piccole città della Rio Grande Valley. A McAllen, Texas, più di 1.500 dei 7.000 migranti scaricati dagli agenti sono risultati positivi al COVID. A Laredo, la percentuale di migranti positivi ha raggiunto il 40%. E nella città di Mission, sempre in Texas, hanno dovuto allestire una tendopoli per ospitare i migranti positivi al COVID.

Non doveva andare così. Il presidente Donald Trump aveva messo in sicurezza con successo il confine meridionale chiudendo le scappatoie nella legge sull’immigrazione degli Stati Uniti che i migranti avevano sfruttato per entrare. Trump ha messo fine a queste politiche di “cattura e rilascio” raggiungendo un accordo con il Messico in base al quale i migranti avrebbero aspettato che le loro richieste di asilo venissero giudicate, poi usando il potere conferitogli dal Titolo 42 per l’emergenza COVID per respingere tutti i migranti al confine.

Biden ha messo fine ad entrambe queste politiche nel suo primo giorno di mandato. Ha anche emesso nuove regole per l’Immigration and Customs Enforcement (ICE) rendendo le deportazioni dall’interno degli Stati Uniti quasi impossibili. Da allora le deportazioni sono scese ai minimi storici.

Il segnale inviato ai migranti di tutto il mondo è stato chiarissimo: se venite negli Stati Uniti illegalmente, Joe Biden vi farà entrare.

Basta chiedere al presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador, che ha detto ai giornalisti all’inizio di quest’anno: “Ci si aspettava che con il governo del presidente Biden, ci sarebbe stato un trattamento migliore dei migranti. E questo ha fatto sì che i migranti centroamericani, e anche del nostro paese, volessero attraversare il confine pensando che fosse più facile farlo”.

È stato molto più facile per i migranti entrare negli Stati Uniti sotto Joe Biden che sotto il presidente Trump? Biden negherebbe anche questo?

Come in Afghanistan, l’amministrazione Biden ha lasciato che il wishful thinking sul confine meridionale si intromettesse nell’affrontare delle realtà scomode. Proprio come Biden sperava erroneamente che l’esercito afgano avrebbe tenuto a bada i Talebani senza il supporto aereo degli Stati Uniti, ha anche erroneamente sperato che i migranti di tutto il mondo non avrebbero abusato del sistema di asilo per sopraffare il sistema dell’immigrazione.

In nessuno dei due casi Biden sembra essere disposto ad ammettere di aver valutato male la realtà. Gli elettori potrebbero però essere molto più disposti ad ammettere il loro errore di valutazione nell’averlo eletto.


WashingtonExaminer.com

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