Tucker Carlson: i funzionari di Biden si stanno rivoltando contro di lui, e non si tratta solo dell’Afghanistan

Hanno infranto la regola più importante di ogni Casa Bianca: Mai screditare il capo.

Questo articolo è adattato dal commento di apertura di Tucker Carlson dell’edizione del 20 Agosto 2021 di “Tucker Carlson Tonight”.

Abbiamo imparato molto negli ultimi cinque giorni. Forse la cosa più importante che abbiamo imparato è che Joe Biden non è in grado di guidare il paese. Joe Biden è vecchio. Dirlo ad alta voce non è un attacco a Joe Biden. Qualsiasi persona perbene si sente dispiaciuta per Biden, guardandolo guardare vacuamente nel bel mezzo del nulla, od inciampare come un uomo ubriaco che cerca di attraversare una strada ghiacciata mentre si dilunga nelle sue osservazioni già preparate. Non c’è nessun divertimento nel guardare tutto ciò. Un giorno potrebbe esserci chiunque di noi. Non è colpa di Joe Biden se non riesce a pensare chiaramente. È un’accusa alle persone che lo circondano.

Nei mesi precedenti alle elezioni dello scorso novembre, la famiglia di Biden sapeva perfettamente che egli fosse in un profondo declino cognitivo. Erano preoccupati per questo. Hanno detto ad altre persone che erano preoccupati, ed è così che lo sappiamo. Ma non hanno fatto nulla per impedire a Biden di candidarsi alla presidenza. Nemmeno Ron Klain, che ora è il capo dello staff della Casa Bianca. Ron Klain sa bene dell’età avanzata di Joe Biden. Ci lavora ogni giorno. Così lo sapevano anche Mike Donilon, Gene Sperling e Susan Rice, ed il resto delle persone che prendono le decisioni in questo paese, compreso Barack Obama. Lo sanno tutti. Queste sono persone cattive, ciniche, con gli occhi chiari. Hanno lavorato con Joe Biden per molti anni. Nessuno di loro ha alcun dubbio che stia fallendo. Ora è ovvio anche per il resto del paese.

Chiunque abbia prestato un po’ di attenzione lo aveva già capito, ovviamente. Ma fino a poco tempo fa, non sembrava avere molta importanza. Avete visto Biden in televisione, sorridendo e borbottando. Era lassù che vi ricordava di mettere la mascherina, o di indossare la cintura di sicurezza, o di andarci piano con il sale. Nessuna di queste cose sembrava particolarmente minacciosa. Queste sono le cose di cui parlano gli uomini anziani: “State attenti là fuori, ragazzi”. Ma nell’ultima settimana, ci è stato ricordato quanto piccole siano in realtà le nostre preoccupazioni domestiche. Sono nevrosi nate dal narcisismo. Un virus dell’influenza cinese? Ma per favore. Non è certo la cosa più spaventosa che sta succedendo nel mondo in questo momento. Neanche lontanamente. L’intero esercito degli Stati Uniti è appena stato umiliato da contadini analfabeti con il turbante – e se questo non è abbastanza offensivo, molti di loro avevano i nostri fucili mentre lo facevano.

Ti fa pensare al futuro dell’Occidente, e a chi ci sostituirà quando non ci saremo più. Qualcuno al potere probabilmente dovrebbe pensare a questo e a molte altre cose. Cosa faremo quando i cinesi finalmente si muoveranno contro Taiwan? Come risponderemo quando ci sarà una sfida credibile al dollaro statunitense come valuta di riserva mondiale? Ecc. Ecc. Ci sono delle questioni là fuori, molte di esse, in altre parole, che contano più del fatto di tenere la mascherina sul naso su quel volo Southwest per Tucson. È vergognoso, è imbarazzante se si pensa a quanto siamo stati frivoli e pieni di noi stessi negli ultimi anni.

Tutto quello che possiamo dire con certezza a questo punto è che Joe Biden non prenderà nessuna di queste grandi decisioni in futuro. Biden non è capace di essere un presidente per una crisi. Quindi chi sarà? Non possiamo dirlo. Ma è chiaro, se si osserva da vicino, che le cose stanno cambiando molto velocemente a Washington. Le persone intorno a Biden si stanno allontanando da lui, in modi che non sono neanche troppo sottili. Perché questo sta accadendo ora? È sempre stato questo il piano? Il partito che odia i bianchi ha finalmente capito di essere guidato da uno di loro? Di nuovo, non sappiamo la risposta. Ma i segni sono ovunque, e sono sorprendentemente evidenti. Alcuni degli incaricati più importanti di Biden lo stanno contraddicendo in pubblico. Se ti occupi di politica, è scioccante vedere questo. Questa è una violazione della prima e più spietata regola di ogni Casa Bianca: Mai screditare il capo.

Ma improvvisamente stanno cominciando a fare proprio questo, e lo stanno facendo apertamente. Solo poche ore dopo che Joe Biden ci ha assicurato che le cose andavano bene in Afghanistan, per esempio, Lloyd Austin, il suo segretario alla difesa, ha descritto la situazione lì come un disastro. E poi Austin lo ha ripetuto, per enfasi. Altri stanno facendo la stessa cosa. Biden questo pomeriggio ci ha detto che i cittadini americani non hanno problemi a raggiungere l’aeroporto di Kabul:

JOE BIDEN: “Non abbiamo indicazioni che non siano stati in grado di entrare a Kabul attraverso l’aeroporto. Finora abbiamo fatto un accordo con i Talebani. Hanno permesso loro di passare. È nel loro interesse che passino.

Così il presidente degli Stati Uniti è andato in televisione a dirci che le cose stanno andando bene per gli americani a Kabul.

Ma appena un’ora dopo, il portavoce del Pentagono ci ha detto che non era vero.

In realtà, gli americani vengono picchiati a Kabul:

REPORTER: Il segretario alla Difesa Austin ha appena detto in un briefing con i legislatori della Camera che ci sono rapporti che gli americani sono stati picchiati dai Talebani a Kabul. L’esercito americano ha l’ordine di rimanere all’aeroporto e di non andare a proteggerli?”

JOHN KIRBY: “Penso che abbiano parlato di questo durante tutto il briefing. Siamo certamente consapevoli di questi rapporti e sono profondamente preoccupanti. E abbiamo comunicato ai Talebani che questo è assolutamente inaccettabile, che vogliamo il libero passaggio attraverso i loro posti di blocco per gli americani che hanno i documenti. E nel complesso, questo sta accadendo.”

Così il presidente ci dice che abbiamo un “patto d’acciaio” con i Talebani e che tutto è a posto. Un’ora dopo, John Kirby ci dice che siamo profondamente preoccupati per quello che i Talebani stanno facendo.

In un’amministrazione normale, con un presidente che ha pianificato di portare a termine il suo intero mandato quadriennale, quello che avete appena sentito si qualificherebbe come una sorta di scandalo. Il portavoce del Pentagono sarebbe in guai seri. Ha appena contraddetto il suo capo, l’uomo che si suppone abbia il controllo dell’intero ramo esecutivo del governo. Ma, come abbiamo notato, le cose stanno cambiando molto velocemente. È successo di nuovo. Biden oggi ci ha detto che Al Qaeda è stata cacciata dall’Afghanistan:

JOE BIDEN:Che interesse abbiamo in Afghanistan a questo punto, se Al Qaeda non c’è più? Siamo andati in Afghanistan con l’esplicito scopo di sbarazzarci di Al Qaeda in Afghanistan, oltre a prendere Osama Bin Laden. E ci siamo riusciti.”

Ancora una volta, appena un’ora dopo aver detto questo, il presidente degli Stati Uniti viene contraddetto in pubblico dal suo stesso impiegato, ancora una volta il portavoce del Pentagono:

JOHN KIRBY: “Sappiamo che Al Qaeda è una presenza, così come l’ISIS in Afghanistan, e ne abbiamo parlato per diverso tempo.”

GIORNALISTA: “Ma il presidente ha appena detto che non c’è alcuna presenza di Al Qaeda in Afghanistan. Questo non sembra essere corretto.”

JOHN KIRBY: “Quello che non pensiamo è – quello che crediamo è che non c’è una presenza che sia abbastanza significativa da meritare una minaccia alla nostra patria come c’era l’11 settembre, 20 anni fa.”

Quindi questo è il contrario di quello che ha detto Biden. Il portavoce di punta dell’agenzia più potente del governo che ci informa che il presidente degli Stati Uniti non ha idea di che cosa stia parlando. Non lo si vede tutti i giorni. In effetti, non lo si vede mai. Ma non sono solo i dipendenti di Biden che sembrano voltargli le spalle in pubblico. Lo sono anche alcuni dei suoi alleati politici.

I neocon – quei liberal che hanno usato il Partito Repubblicano per i loro scopi per decenni, prima di abbandonarlo quando è arrivato Trump – stanno ora attaccando Joe Biden apertamente e molto aggressivamente. Non c’è voluto molto tempo.

Ma la cosa più eloquente di tutte è questa, dalla CNN.

CLARISSA WARD: “È un casino assoluto. E abbiamo sentito il presidente Biden dire ieri nei suoi commenti a ABC News che questo non è un fallimento. E penso che un sacco di gente fuori da quell’aeroporto, in particolare quelli che hanno intrapreso il tipo di azioni estreme di cui stiamo parlando, vorrebbero sapere: se questo non è un fallimento, che aspetto ha esattamente un fallimento?”

Quindi, Joe Biden ha fallito. E sta mentendo su questo. Questo è quello che ha detto la CNN. È difficile sopravvalutare il significato di questo.

La CNN non è un network di notizie. È un’organizzazione politica. I suoi conduttori e reporter non decidono da soli cosa dire davanti alla telecamera. Gli viene detto, in termini altamente specifici, ogni mattina dei giorni feriali durante una telefonata con il loro comandante, Jeff Zucker. Non c’è nessun freelance intellettuale alla CNN: “Ecco cosa penso”… No. È un fronte compattoun solo ed unico coro per l’intera congregazione. Quando la CNN cambia la sua posizione su qualcosa, cambia come un sol corpo – tutti, dai cinguettanti dingbats del mattino al Don Lemon del turno di notte. Dicono esattamente quello che gli viene detto di dire. Avete mai guardato quel canale?

E ora, stanno dicendo qualcosa di molto, molto diverso. Considerate questa persona, un ex membro dell’equipaggio di quello zoo del mattino, su una stazione di hit contemporanee a Yakima, Washington. In giornata buona, probabilmente opera con un QI funzionale di circa 85. Quindi è giusto dire che non si sta inventando quello che deve dire. Eppure, eccola qui, visibilmente indignata in onda su quanto sia una cattiva persona ed incompetente Joe Biden:

BRIANNA KEILAR: “La rapida caduta dell’Afghanistan ha stupito l’amministrazione Biden e questa nazione, francamente. E molte delle promesse, previsioni e parole del presidente e della sua Casa Bianca stanno tornando a perseguitarli.”

Cosa sta succedendo qui? Queste sono letteralmente le persone che hanno fatto eleggere Joe Biden. Non sarebbe presidente senza queste persone. Ora, dopo soli sette mesi, vi dicono che ha fallito a livello personale? Non ha senso.

L’Afghanistan non è certo il primo disastro di Biden. Il nostro confine meridionale è crollato, il tasso di omicidi sta aumentando nelle nostre città, i vaccini Covid non funzionano, l’inflazione è fuori controllo e l’intera popolazione scolastica del paese non viene istruita da più di un anno. Tutto questo sta accadendo. Niente di tutto ciò sembrava però preoccupare minimamente la CNN. Infatti, hanno riservato tutte le loro energie per attaccare chiunque abbia notato queste tendenze. Ma ora, improvvisamente, i loro conduttori stanno piangendo in onda perché gli americani sono intrappolati in Afghanistan. Non notano i 70.000 che muoiono ogni anno per overdose di droga. Ma questo li ha mandati in una rabbiosa auto-rivolta. Chiamateci cinici, ma non ce la beviamo. Qui sta succedendo qualcos’altro. Non sappiamo cosa, esattamente, ma è abbastanza ovvio…


FoxNews.com

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Tucker Carlson Tonight” è un talk show americano e programma di attualità condotto dal commentatore paleoconservatore Tucker Carlson. Lo show viene trasmesso in diretta da Washington, D.C., su Fox News Channel alle 8:00 P.M. ET nei giorni feriali. Lo show include tipicamente commenti politici, monologhi, interviste e analisi. Ha debuttato come programma nella lineup di Fox News Channel il 14 novembre del 2016. Nel luglio 2020, “Tucker Carlson Tonight” ha battuto il record di programma con il più alto indice di gradimento nella storia delle notizie via cavo degli Stati Uniti, raccogliendo un’audience media di 4,33 milioni di spettatori.

Tucker Carlson è un conduttore di Fox News. Si è unito alla rete nel 2009 come collaboratore. Sostenitore dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si dice anche che abbia influenzato alcune decisioni politiche chiave di Trump stesso. Le sue controverse dichiarazioni su razzismo, immigrazione e femminismo hanno portato al boicottaggio degli inserzionisti contro lo show. Fiero oppositore del progressismo politico, è stato definito un “nazionalista” ed un “paleoconservatore”. È un critico dell’immigrazione. Originariamente sostenitore della politica economica libertaria, ha poi criticato l’ideologia come “controllata dalle banche” ed è diventato un “protezionista”. È anche uno scettico sugli interventi militari all’estero degli Stati Uniti.