The Federalist – No, Biden non può incolpare Trump per il disastro del ritiro dall’Afghanistan

Sotto il comando diretto di Biden, i Talebani si sarebbero impadroniti di centinaia di Humvee – veicoli protetti contro le imboscate e resistenti alle mine – e diversi droni da milioni di dollari.

Mentre l’amministrazione Biden ha già tentato di spostare la colpa su Donald Trump per le scene che vengono dall’Afghanistan, Joe Biden è il responsabile sia della decisione di lasciare il paese sia del catastrofico ritiro che ha personalmente supervisionato in quanto Comandante in Capo delle forze armate americane.

“Quando sono entrato in carica, ho ereditato un accordo confezionato dal mio predecessore – che ha invitato i Talebani a discutere a Camp David alla vigilia dell’11 settembre del 2019 – che ha lasciato i Talebani nella posizione militarmente più forte dal 2001 e che aveva imposto una scadenza per il 1° maggio del 2021 alle forze statunitensi”, ha detto Biden in una dichiarazione rilasciata sabato.

“Pertanto, quando sono diventato presidente, mi sono trovato di fronte ad una scelta: seguire l’accordo, con una breve proroga per far uscire in sicurezza le nostre forze e quelle dei nostri alleati, o aumentare la nostra presenza e inviare altre truppe americane a combattere ancora una volta nel conflitto civile in un altro paese”, ha sostenuto Joe Biden nella dichiarazione scritta.

DEBUNKING. Joe Biden non era maggiormente vincolato dall’accordo dell’ex presidente Trump con i Talebani di quanto Trump fosse tenuto a rispettare l’accordo con l’Iran fatto dall’ex presidente Barack Obama, noto in precedenza come Joint Comprehensive Plan of Action. Nessuno dei due accordi ha vincolato i futuri presidenti perché nessuno dei due accordi è stato presentato al Senato per la ratifica.

Come attuale Comandante in Capo, Biden aveva il potere di decidere ogni aspetto della decisione di ritiro. Infatti, Biden aveva già esteso la scadenza prevista da Trump del 1° maggio 2021 al mese di settembre, e se avesse ritenuto i Talebani troppo forti, il governo dell’Afghanistan troppo debole, o la decisione di ritiro del tutto fuori luogo, l’attuale Comandante in Capo avrebbe potuto cambiare rotta.

Non l’ha fatto perché non voleva farlo.

Al contrario, Biden non si è mai fatto scrupolo ad eseguire delle brusche inversioni di rotta quando le posizioni politiche di Trump sono entrate in conflitto con quelle della sua amministrazione.

Nel suo primo giorno in carica, per esempio, Biden si è unito ufficialmente all’accordo di Parigi sul clima, dal quale l’ex presidente Trump si era ritirato. L’amministrazione Biden ha poi rinunciato alle sanzioni sull’Iran nel tentativo di riavviare l’accordo sul nucleare iraniano. Biden ha invertito il divieto di Trump che impediva ai transgender di servire nell’esercito ed ha lanciato la c.d. “politica di Città del Messico” per riavviare il finanziamento delle organizzazioni internazionali che promuovono o forniscono gli aborti.

L’amministrazione Biden ha anche invertito diverse politiche estremamente efficaci adottate da Donald Trump per affrontare la crisi migratoria al confine, compresa la decisione di usare l’autorità del Titolo 42 per espellere gli stranieri in Messico o nel loro paese d’origine, data la crisi di salute pubblica provocata dal COVID-19. Biden ha anche abbandonato la politica dell’ex presidente del “Remain in Mexico” che impediva agli stranieri illegali di fuggire negli Stati Uniti in attesa delle udienze sull’immigrazione. Queste inversioni di rotta hanno rapidamente portato all’attuale crisi migratoria da record al confine meridionale.

Se Biden credeva che fosse nell’interesse dell’America rimanere in Afghanistan più a lungo, per un altro anno o anche per un altro mese soltanto, come Comandante in Capo avrebbe potuto tranquillamente prendere quella decisone.

Inoltre, anche se andarsene ora è nell’interesse dell’America, Biden ha la piena responsabilità della sua fallimentare esecuzione del ritiro. Sotto il comando di Biden, i Talebani si sono impadroniti di centinaia di Humvee – dei veicoli protetti per affrontare le imboscate e resistenti alle mine – e di diversi droni statunitensi da milioni di dollari.

Nessuno tranne Biden è da biasimare se l’amministrazione è stata “chiaramente presa alla sprovvista dalla rapida avanzata dei Talebani negli ultimi giorni, quando il gruppo militante islamico ha preso il controllo di una serie di capoluoghi provinciali in tutto il paese ed ha circondato Kabul”, costringendo Biden a far accorrere migliaia di truppe in più in Afghanistan solo per evacuare in sicurezza il personale americano e della ambasciata due settimane prima della scadenza del 31 agosto che Biden aveva annunciato per il ritiro di tutte le forze statunitensi dall’Afghanistan.

C’è molto da discutere sul coinvolgimento degli Stati Uniti in una guerra ventennale in Afghanistan, ma dovrebbe essere chiaro a tutti che Biden ha sbagliato tutto sul ritiro.

L’unica domanda che rimane è esattamente quanto abbia fatto male.

Margot Cleveland è una collaboratrice senior di The Federalist. Ha servito per quasi 25 anni come assistente legale presso un giudice d’appello federale ed è una ex full-time faculty member ed adjunct instructor presso il College of Business dell’Università di Notre Dame.


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