New York Post – Bastava seguire il piano di Trump per uscire dall’Afghanistan e non ci sarebbe stato il disastro di Biden

La sconfitta di Joe Biden riecheggerà per l’eternità

Le scene dall’Afghanistan sono esasperanti ed erano tragicamente prevedibili.

Non dovrebbe essere una sorpresa che Joe Biden e i geni che lo circondano abbiano fatto un totale disastro con il ritiro da quel paese dimenticato da Dio.

Guardate a tutto il resto che hanno incasinato.

Il suo primo atto appena entrato in carica è stato quello di smantellare le misure di protezione del confine duramente ottenute sotto l’era Trump. L’inevitabile ondata di immigrati illegali al confine meridionale si è trasformata in un’invasione incontrollata, con rischi per la sicurezza nazionale e la salute pubblica che sono destinati a rimanere nella Storia.

A questo punto possiamo dire con sicurezza che Joe Biden ha il tocco di re Mida al contrario.

In Afghanistan non doveva andare così.

Le umilianti scene dell’evacuazione degli americani dall’aeroporto di Kabul erano evitabili, così come lo spettro degli elicotteri americani, degli aerei, dei gipponi, delle armi e delle munizioni cadute nelle mani dei nostri nemici.

Ma Biden è stato colto alla sprovvista.

Combattenti talebani in pattuglia all’interno della città di Kandahar, Afghanistan sud-occidentale, domenica 15 agosto. AP

Poi sabato ha avuto la faccia tosta di incolpare Donald Trump: “Quando sono arrivato in ufficio, ho ereditato un accordo confezionato dal mio predecessore”.

Dal momento che il Segretario di Stato Antony Blinken lo ha ribadito durante il fine settimana, è venuto il momento per dire alcune verità scomode su questo argomento disonesto.

Ho chiesto al presidente Donald Trump domenica circa il piano che la sua amministrazione aveva per uscire dall’Afghanistan – che alla fine è stato ostacolato dagli stessi generali americani che hanno dato il via libera a quello di Biden.

“Non avremmo lasciato che la gente venisse massacrata”, ha detto Trump in modo chiaro. “Volevo andarmene. Ma bisognava andarsene in sicurezza e bisognava andarsene con rispetto…”.

“Avevamo ogni sorta di opzione… Tutti i civili dovevano evacuare prima dei militari. Tutti avrebbero dovuto essere fuori prima ancora che portassero fuori i nostri militari…”

Avrei chiuso questa ridicola ambasciata per la quale avevamo speso un miliardo di dollari e avrei fatto uscire tutti…”

Avrei fatto saltare in aria ogni base militare [prima di partire]. Avrei fatto fuori ogni singolo pezzo dell’equipaggiamento. Avevo detto che non volevo che rimanesse nulla [abbandonato] e di lasciare ad ogni soldato una pistola.”

L’ex presidente Donald Trump ha chiesto le dimissioni del suo successore, Joe Biden, il 15 agosto 2021, per la rapida caduta dell’Afghanistan per mano dei militanti Talebani. ERIC BARADAT/AFP via Getty Images

“Inoltre, avevo un atteggiamento verso i Talebani per cui sapevano che non gli sarebbe stato permesso di fare queste cose. Hanno capito che sarebbero stati colpiti molto duramente… Quello che ho avuto sono state conversazioni con la leadership [talebana] in cui ho detto che se farete qualcosa colpiremo i Talebani come non sono mai stati colpiti prima”.

Trump ha detto che ora i Talebani “non hanno più paura o rispetto per l’America”

“È un terribile, terribile occhio nero per questo paese”.

“Siamo gli zimbelli. Il mondo intero non può più crederci”.

“E non c’era motivo di farlo”.

Il segretario di Stato di Trump Mike Pompeo, che ha iniziato a negoziare con i Talebani nel febbraio del 2020 per stabilire le condizioni di un ritiro degli Stati Uniti, ha confermato la versione degli eventi di Trump.

Pompeo era nella stanza quando Trump aveva avvertito l’alto negoziatore talebano, il mullah Baradar, che se anche un solo americano fosse stato ferito o minacciato, l’intera ira della potenza americana sarebbe piovuta su di loro.

Non ci siamo mai fidati dei Talebani“, ha detto a Fox News Mike Pompeo. “Abbiamo chiarito abbondantemente… che non avremmo permesso loro di abbandonare qualsiasi accordo che avessero fatto. Li avremmo schiacciati, avremmo imposto loro dei costi reali. Non gli avremmo permesso di prendere questi capoluoghi di provincia. Hanno capito che il potere americano sarebbe arrivato fino al loro villaggio, alla loro comunità, ai loro amici e ai familiari”.

Potete scommettere che i Talebani credevano che Trump avrebbe mantenuto le sue minacce.

Biden visto durante una riunione con la vicepresidente Kamala Harris, il loro team di sicurezza e alti funzionari per apprendere gli aggiornamenti sulla situazione in Afghanistan. Twitter @WhiteHouse/Handout via REUTERS

Nel frattempo, dov’era il Joe Biden mentre Kabul cadeva? In silenzio. A farsi un’altra vacanza a Camp David. La Casa Bianca ha twittato un fermo immagine di lui che prende appunti mentre guarda una video conferenza del suo team sulla sicurezza nazionale. Molto rassicurante.

Il popolo americano voleva uscire dalla guerra ventennale in Afghanistan, ma aveva il diritto di aspettarsi che l’uscita fosse gestita con competenza.

Jake Tapper della CNN ha chiesto al Segretario di Stato di Biden domenica perché l’amministrazione Biden non abbia evacuato le persone prima di ritirare i militari.

È una domanda, ha chiesto Tapper, “di quanto male sia stato fatto. L’idea che il presidente Biden abbia ordinato che 2.500 militari si ritirassero e ora ne stia mandando altri 5.000 di nuovo dentro [per evacuare la gente rimasta indietro], non dimostra forse che l’uscita è stata pianificata in modo inadeguato?

Anthony Blinken semplicemente non aveva una risposta. Continuava a cercare di incolpare Trump o di fingere che l’unica alternativa a questa debacle autoinflitta fosse una “guerra per sempre”.

Quanto sembra assurda la presunzione di Biden ora, quando si aggirava per il G7 a giugno dicendo a chiunque volesse ascoltarlo che “l’America è tornata” e che aveva ripristinato da solo la leadership globale e la credibilità dell’America dopo che Trump l’aveva rovinata.

Si è solamente preoccupato di rendere l’America un posto meno sicuro. Sta “wokificando” i militari, iniettando il veleno della Teoria critica della razza e dell’ideologia transgender per dividere le truppe, mentre lancia una caccia alle streghe per identificare qualche mitologico “nemico interno”.

Sembra solo ieri da quando il gen. Mark Milley, presidente dei Capi di Stato Maggiore, abbaiava ad un membro repubblicano del Congresso sul “suprematismo bianco“.

Questa amministrazione illegale ed incapace ha causato danni incalcolabili a una incredibile velocità, circa sette mesi. Questi non sono errori da cui ci si possa riprendere. Avranno implicazioni per il futuro.


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