New York Post – I media non pagheranno il conto per aver esultato alle draconiane politiche contro il COVID-19 di Cuomo a New York

Il governatore di New York Andrew Cuomo si prepara a salire su un elicottero dopo aver annunciato le sue dimissioni, martedì 10 agosto 2021. AP Foto/Seth Wenig

I media non pagheranno il conto per aver esultato alle draconiane politiche contro il COVID-19 di Cuomo a New York.

Andrew Cuomo se n’è andato, dimettendosi a causa di uno scandalo per cattiva condotta sessuale. Ma la sua partenza porterà ad un revisionismo delle sue politiche draconiane e irrazionali contro il COVID-19 da parte di una stampa che ha sempre adulato le sue prestazioni? Non sperateci.

La copertura mediatica ha mostrato che l’America liberal preferiva lo stile autoritario che Cuomo ha presentato loro. Ne sapeva più di tutti e non ha avuto paura di usare la sua posizione per costringere gli altri a conformarsi. E i media se la sono bevuta. Le persone che mettevano in dubbio la necessità e l’efficacia delle sue restrizioni o che si chiedevano se il governo avesse l’autorità di imporle o meno venivano derise come “negazionisti del Covid“.

Un titolo del New York Times suonava: “Andrew Cuomo è il maniaco del controllo di cui abbiamo bisogno adesso“. Forbes ha elogiato le conferenze stampa di Cuomo come “assertive e rassicuranti, tranquillizzanti e sollecitanti” e si è detto che Cuomo era “un leader veramente ispiratore, che tira fuori il meglio di noi”. Il Washington Post, pur riconoscendo che Cuomo era e rimane un “bullo” affamato di potere, ha lodato il suo stile di comunicazione assertivo e presumibilmente veritiero. La copertina di Rolling Stone, che approvava tuoo quello che Cuomo faceva, proclamava: “Andrew Cuomo prende il comando“.

In quello che ora sembra stranamente preveggente ed imbarazzante, altri giornali parlavano del sex appeal di Cuomo che ne avevano le donne ed uno YouTuber ha coniato la frase “Cuomosexual“. Cuomo ha vinto un lucroso contratto per un libro ed un Emmy.

Uno schermo mostra la notizia delle dimissioni del governatore di New York Andrew Cuomo per accuse di molestie sessuali, a Times Square il 10 agosto 2021. KENA BETANCUR/AFP via Getty Images

Eppure la maggior parte dei media mainstream raramente ha messo in discussione la sostanza delle politiche di Cuomo. Hanno a malapena alzato lo sguardo sul suo ordine disastroso che dal 25 marzo al 10 maggio 2020 ha obbligato le case di cura a ricevere i pazienti ricoverati con il COVID-19 senza controllare se avessero ancora un’infezione in corso. Infatti, le strutture sono state obbligate e non potevano negare l’ammissione “sulla base di una diagnosi confermata o sospetta di COVID-19” ed è stato “vietato” di testare i futuri ricoveri per COVID-19.

L’amministrazione Cuomo ha intenzionalmente nascosto il costo di questo abbaglio falsificando i rapporti del Dipartimento della Salute e facendo ostruzionismo alle richieste – basate sulla legge sulla libertà d’informazione – sul numero di ricoveri nelle case di cura e dei morti che sono risultati da questa politica infame durata oltre otto mesi.

In una registrazione trapelata del 10 febbraio 2021, l’ex consigliera di Cuomo Melissa DeRosa ha ammesso ai legislatori democratici che l’amministrazione aveva nascosto i veri numeri delle morti nelle case di cura per ragioni politiche.

I veri numeri sono saltati fuori solo dopo un rapporto del 28 gennaio 2021 del procuratore generale Letitia James – il cui recente rapporto sulle molestie sessuali ha portato alle dimissioni di Cuomo – ha scoperto che il DOH di Cuomo ha sottostimato le morti all’interno delle strutture fino al 19%, e ha sottostimato le morti complessive nelle strutture di cura del 50%.

Poco dopo, in risposta a un ordine del tribunale di rispettare le richieste in base alla Freedom of Information Law, il DOH ha rivelato che più di 9.000 pazienti positivi al COVID-19 erano stati ammessi nelle strutture di cura secondo la sua direttiva del 25 marzo – il 43% in più rispetto a quanto rivelato in precedenza – e che circa 15.000 pazienti nelle case di cura, residenze assistite ed altre strutture per anziani erano morti di Covid-19 – un aumento del 63% rispetto ai precedenti rapporti del DOH.

La stampa ha anche raramente messo in discussione le politiche arbitrarie e mutevoli di Cuomo che hanno imposto alcuni dei requisiti alle riaperture più severi del paese. Infatti, la stampa ha celebrato i lockdown di case e aziende che sono rimasti in vigore molto più a lungo che in altri stati.

Dimostranti si riuniscono per una manifestazione che denuncia la gestione delle case di cura da parte del governatore di New York Andrew Cuomo durante l’epidemia di COVID-19, giovedì 25 marzo 2021. AP Foto/John Minchillo

Eppure le morti di COVID-19 dell’Empire State ogni 100.000 abitanti (esclusa New York City) non sono inferiori alle morti per abitanti in Florida e Texas, due stati che Cuomo ha criticato senza tregua per le politiche di chiusura meno stringenti, mentre le morti di New York City sono più del doppio. Le politiche draconiane di Cuomo hanno distrutto le piccole imprese in tutto lo stato e hanno spazzato via i ristoranti di New York City.

Per tutta la durata della pandemia, Cuomo, con l’appoggio entusiasta della stampa, ha ripetutamente criticato i governatori conservatori e l’ex presidente Donald Trump per la loro gestione della pandemia. Ma sia lui che la stampa hanno avuto due diversi approcci rispetto ai fallimenti di Cuomo. Cuomo stava solo facendo quello che ha sempre fatto e che ora sappiamo quello che ha fatto a molte donne – comportandosi come un bullo ed usando l’intimidazione e la paura per ottenere quello che voleva. Ma la stampa non ha davvero scuse.


NewYorkPost.com

Seguici sui Social