Byron York – La farsa dei Democratici del Texas continua…

Byron York’s Daily Memo – La farsa dei Democratici del Texas continua…

Ricordate i Democratici del Texas? Il mese scorso, 51 legislatori statali democratici si sono imbarcati su due aerei privati ad Austin, Texas, diretti a Washington, DC. Il loro scopo era quello – fuggendo dallo stato – di privare così il parlamento del suo quorum per deliberare qualsiasi atto legislativo; nel caso in esame, per fermare l’approvazione una legge elettorale repubblicana che avevano (falsamente) additato come “Jim Crow 2.0” (un termine che si usa in America per riferirsi alla segregazione e alla discriminazione razziale applicata non solo dalle leggi, ma anche nei costumi con particolare riferimento a quegli stati del sud degli Stati Uniti che la applicarono dalla fine della Ricostruzione nel 1877 fino alla metà del XX secolo, n.d.r.)

Ora è passato un mese. È difficile stare lontano da casa. I Democratici vorrebbero poter tornare in Texas, continuando comunque la loro campagna per paralizzare l’attività legislativa del loro stato. Il presidente della Camera del Texas, il repubblicano Dade Phelan, ha preteso il loro ritorno, mentre il governatore del Texas, il repubblicano Greg Abbott, ha giurato che saranno arrestati qualora dovessero tornare.

Ma Abbott non intendeva certo dire che verrebbero condotti in prigione. Intende che i legislatori, qualora tornassero in Texas, verrebbero arrestati e portati nell’edificio del Campidoglio del Texas, dove si procederà con la conta per il quorum e la ripresa così degli gli affari legislativi. “Non appena torneranno nello stato del Texas, saranno arrestati”, ha detto Abbott poco dopo la fuga del gruppo. “Saranno rinchiusi all’interno del Campidoglio del Texas fino a quando non avranno finito il loro lavoro”.

I Democratici hanno risposto, in un modo che sarebbe stato comico se però un giudice democratico del Texas non l’avesse preso sul serio.

Domenica, circa 20 di questi legislatori democratici hanno intentato una causa contro Abbott e Phelan, incolpandoli della loro situazione.

I legislatori hanno affermato di aver sofferto molta ansia e angoscia per la separazione dalle loro famiglie“. Hanno inoltre detto di essere “stati molto tempo lontani dalle loro case, dalla compagnia e dalle cure delle loro famiglie”. Beh grazie, è ovvio! Sono fuggiti dal loro stato. La parte ridicola della causa è infatti che ritengono Abbott e Phelan responsabili di ciò che loro stessi hanno fatto. È come una causa in cui uccidi i tuoi genitori e chiedi la grazia perché sei rimasto orfano.

I democratici hanno anche sostenuto che Abbott e Phelan abbiano violato i loro diritti costituzionali sulla base della razza, “in quanto alcuni querelanti sono afroamericani o non bianchi”. Poi hanno sostenuto che Abbott e Phelan abbiano violato i loro diritti costituzionali sulla base del colore della pelle, “in quanto alcuni querelanti sono distinguibili sulla base della melanina nella loro pelle”.

Hanno anche sostenuto che Abbott e Phelan abbaino violato i loro diritti costituzionali sulla base del credo religioso, “in quanto alcuni querelanti hanno espresso una fede o convinzione che ogni cittadino idoneo abbia il diritto di votare”. E infine, hanno sostenuto che Abbott e Phelan abbiano violato i loro diritti costituzionali sulla base dellaorigine naturale” (sic). Probabilmente intendevano dire “origine nazionale”, perché hanno aggiunto che “alcuni querelanti sono discendenti di persone nate in altri paesi”.

In ogni caso, i democratici non hanno offerto alcuna prova a sostegno delle loro affermazioni. Alla fine, hanno chiesto che un giudice emetta un ordine restrittivo temporaneo per impedire ad Abbott o Phelan di farli arrestare al loro rientro e di farli tornare al lavoro.

L’intera causa è un non sequitur. Alcuni dei democratici erano così imbarazzati che in seguito hanno dichiarato di non aver autorizzato l’uso dei loro nomi. Tuttavia i legislatori democratici hanno trovato un giudice di contea, anche lui democratico, che era disposto a dar loro una mano. E lunedì, quel giudice, Brad Urrutia, della Contea di Travis, ha firmato un ordine che impedisce ad Abbott e Phelan di farli arrestare e di farli tornare al lavoro per le successive due settimane.

Questo ha dato ai democratici un po’ di respiro. Possono finalmente tornare in Texas, passare del tempo con le loro famiglie e continuare a bloccare il parlamento.

Ma alla fine tutti sanno che perderanno, in parte perché Abbott e Phelan vinceranno quella causa in tribunale ed anche perché il governatore del Texas stesso potrà comunque continuare a convocare sessioni speciali del Congresso texano finché la legge non sarà approvata.

Ma la causa è un esempio di come la sfacciataggine può talvolta avere successo, almeno temporaneamente, in politica. Molte persone sarebbero troppo imbarazzate per fare quello che hanno fatto i democratici del Texas. Si preoccuperebbero per la loro reputazione. Eppure, finora, i legislatori democratici hanno raggiunto il loro obiettivo. E nella maggior parte dei grandi media, non sono stati sottoposti al ridicolo che le loro tattiche avrebbero meritato. È improbabile che questo cambierà mai, anche quando i repubblicani finalmente vinceranno.

WashingtonExaminer.com


Seguici sui Social


Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.