Byron York – I rivoltosi del 6 gennaio saranno giudicati per le proprie responsabilità o per portare avanti la narrativa dell’insurrezione e della minaccia del suprematismo bianco?

Byron York’s Daily Memo – Condannando i rivoltosi del 6 gennaio

Le cause legali che hanno riguardato più di 600 persone accusate della rivolta del Campidoglio si stanno muovendo lentamente, molto lentamente, molto, molto lentamente. Ma alcuni dei primissimi processi si stanno avvicinando alla conclusione.

Negli ultimi giorni, due uomini, Scott Fairlamb dal New Jersey e Devlyn Thompson dallo Stato di Washington, si sono dichiarati colpevoli di aggressione criminale contro un ufficiale di polizia durante la rivolta. (Fairlamb si è dichiarato colpevole anche di ostruzione di un procedimento ufficiale, un altro reato). Le richieste di pena per entrambi gli uomini vanno da circa 3 anni e mezzo a 4 anni e mezzo di prigione. La sentenza è fissata per il 27 settembre.

Quale sarebbe una sentenza appropriata? Forse vale la pena di guardare ad un’altra rivolta avvenuta a Washington, il 20 gennaio del 2017, il giorno del giuramento di Donald Trump come presidente. Quel giorno, gruppi organizzati di anarchici vestiti di nero sono scesi nella capitale della nazione, distruggendo proprietà e attaccando la polizia.

Uno di loro era Dane Powell, un 31enne della Florida veterano dell’esercito. Secondo i documenti del tribunale, la mattina del giorno dell’inaugurazione, circa un’ora e mezza prima che Trump entrasse in carica, Powell, vestito completamente di nero e con il volto coperto da una maschera, faceva parte di un gruppo di dimostranti anti-Trump che scorrazzavano liberamente per il centro di Washington. Era armato con un martello e un “pesante bastone di legno con una bandiera fissata ad esso”, come riportato dai documenti. Il gruppo in cui si trovava ha vandalizzato diversi negozi e ristoranti.

Poi, Powell e circa 200 rivoltosi hanno caricato le file della polizia. Powell ha sfondato la linea ed “ha continuato ad impegnarsi nella violenza per le strade”, secondo i documenti. La polizia si riorganizzò poco dopo su un’altra linea di difesa e Powell attaccò anche quella. “In almeno tre diverse occasioni, [Powell] ha lanciato un mattone, una grossa pietra o un pezzo di cemento contro le forze dell’ordine in assetto”, dicono i documenti. “Più agenti sono stati portati all’ospedale dopo essere stati colpiti con mattoni, pietre o pezzi di cemento, includendo un agente che è stato colpito e che ha perso conoscenza”, come riportato dai documenti.

Powell è stato accusato di aggressione ad un ufficiale di polizia e anche di incitamento alla rivolta, un altro reato. I procuratori hanno detto che era “tra i più violenti” dei rivoltosi anti-Trump. “Ha dato inizio alle violenze”, ha detto il procuratore alla corte. “È venuto nel Distretto di Columbia per dedicarsi completamente alla violenza, nascondendo il volto, lanciando pietre e scappando”. La richiesta di pena richiedeva che Powell ricevesse da 1 a 3 anni di prigione.

Powell si è dichiarato colpevole ma ha rifiutato di collaborare con i procuratori. I suoi avvocati hanno sostenuto che ha agito per buone ragioni. Ha preso parte alla rivolta perché era “preoccupato per la direzione di questo paese” sotto Donald Trump, ha detto il suo avvocato alla corte. L’avvocato ha anche sostenuto che la polizia era responsabile di alcune delle violenze. La violenza in cui Powell si è impegnato, ha sostenuto l’avvocato, è avvenuta dopo che Powell si era semplicemente “lasciato trasportare” durante le proteste.

Il giudice ha condannato Powell a 4 mesi di prigione. Powell ha presto chiarito di non provare alcun rimorso per quello che aveva fatto. In un’intervista più tardi, nel 2017, disse: “Voglio che i compagni sappiano che sono andato in prigione con il sorriso sulla faccia”. Ha incoraggiato gli altri a non collaborare a loro volta con i procuratori. E disse anche: “Voglio che i miei compagni in Florida vadano avanti”.

Cosa significa questo per i rivoltosi del Campidoglio di oggi? Potrebbe non significare nulla. I giudici potrebbero rimanere all’interno delle richieste di condanna, o potrebbero scegliere condanne minori o maggiori. Ma in alcuni circoli politici, ci sono richieste di sentenze esemplari per i rivoltosi. Basta guardare allo scrittore di The Nation, che è anche un appassionato sostenitore dell’abolizione delle prigioni. “Nessuno merita il trattamento brutale e disumanizzante che è endemico nel nostro sistema carcerario”, ha scritto a febbraio. “Eppure voglio ancora che ogni insurrezionista suprematista bianco fuori legge di Capitol Hill sia arrestato e perseguito nella misura massima consentita della legge”.

In una recente discussione sul caso Powell su Twitter, un certo numero di osservatori ha sostenuto che i rivoltosi del Campidoglio di oggi dovrebbero ricevere sentenze più pesanti perché il presidente Donald Trump li avrebbe esortati ad entrare nel Campidoglio.

Il Dipartimento di Giustizia non ha fatto una dichiarazione definitiva su tali questioni, ma i procuratori hanno cercato di far passare l’idea che la rivolta fosse un’insurrezione, anche se non hanno accusato nessuno di insurrezione.

Per l’ex procuratore federale Andrew McCarthy, questo è un problema.

Un aspetto inquietante dei casi sul 6 gennaio è l’erosione da parte dei Democratici e del DOJ del principio che la responsabilità è personale, per metterla al servizio della narrativa dell’insurrezione e della minaccia del suprematismo bianco”, ha detto McCarthy in uno scambio di email. “Gli imputati dovrebbero essere condannati in base a ciò che hanno fatto, così come avvenuto per tutti gli imputati che sono stati, storicamente, condannati per quell’accusa – non per ciò che ha fatto o detto Donald Trump. Questo è il punto di avere linee guida nelle richiesta di pena per le condanne federali. Se volete punirli per insurrezione, allora dovete accusarli e provare l’insurrezione“.

I processi per la rivolta del Campidoglio si trascineranno sicuramente fino al 2022. Le sentenze, specialmente se saranno ritenute troppo pesanti o troppo leggere, diventeranno parte della discussione politica in corso con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato. Ma ricordate cosa dice McCarthy: La responsabilità è personale, e i singoli rivoltosi dovrebbero essere puniti per quello che hanno fatto, e non per quello che ha fatto qualcun altro.

WashingtonExaminer.com


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Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso ed ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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